di Israel De Benedetti
Lastensione e lodio hanno fatto sì che i risultati previsti fossero confermati.
Scrivo queste mie righe sulla base dei risultati di tutti i seggi civili: mancano solo circa 100.000 voti dei soldati, che non dovrebbero cambiare il quadro generale.
Secondo questi dati:
il fronte della destra avrebbe conseguito 67 rappresentanti (37 del Likud, 11 dello Shass, 5 del Mafdal, 5 dello Yahadut Hatora`, 7 della Unione nazionale di estrema destra, 2 dei russi)
il fronte di centro sinistra 44 (19 dei Laburisti, 15 del Shinui di Lapid, 6 del Merez e 4 del Partito dei lavoratori)
i partiti arabi 9 di cui 4 dei Comunisti
In poche parole la composizione della nuova Kenesset è ancora più problematica di quella precedente.
In tutti i sondaggi che hanno preceduto queste elezioni la maggioranza dellelettorato ha espresso il desiderio, politicamente irraggiungibile, di vedere un Primo ministro Sharon realizzare il piano dei laburisti, per la separazione dei due popoli e per la creazione di uno stato palestinese, incluso lo smantellamento delle colonie isolate.
Se Sharon varasse un governo Likud Laburisti Shinui, sulla base di un programma pacifista e libero dal taglieggiamento dei partiti religiosi, potrebbe passare alla storia come il leader che è riuscito a ridar vita al processo di pace e a riportare una speranza a Israele. In questo caso andrebbe a rischio di vedere membri del suo stesso partito votare contro decisioni pacifiste (per esempio in caso di smantellamento di colonie), ma Sharon sa benissimo di poter contare alla Kenesset sullappoggio del Merez e forse dei partiti arabi. Sharon potrebbe così condurre a termine la legislatura di 4 anni, con la certezza di essere scaricato definitivamente dal suo partito alle elezioni successive.
Avrà il coraggio di farlo? A mio parere no: offrirà piuttosto ai laburisti di partecipare ad un governo di unità nazionale con Shass (non sentendosela di rinunciare ai religiosi dovrà rinunciare al Shinui) e con un programma vago che non impegni nessuno. Se i laburisti avranno la forza di rifiutare, Sharon dovrà ripiegare su un governo di estrema destra, sottoposto ai ricatti dei partiti religiosi e della Unione nazionale oltranzista; governo che rischia di aver vita breve. E in Israele più di un politologo prevede altre elezioni a breve scadenza
Tutto questo è valido se i Laburisti e Shinui si impunteranno a non entrare in un governo con Shass; pertanto è da questi due partiti (insieme e separtamente) che dipende il futuro del governo Sharon. Daltro canto Sharon si rende conto che un governo di sola destra, basato sulla Unione nazionale che vuole cacciare Arafat e non ammette uno stato palestinese, è destinato a portare Israele allo scontro con gli Stati Uniti e lEuropa e alla fine della sua maggioranza.
Un giornalista ha scritto che sono state le elezioni dellodio simboleggiato dallodio del Shinui contro i religiosi e dei religiosi contro il Shinui. Le persone di buona volontà sono rimaste a casa o sono andate al mare: queste sono state le elezioni con la più bassa partecipazione di votanti : pare il 63 %.
Forse la chiave per riportare lelettorato israeliano sulla via della speranza sta nel cercare di formare un "Ulivo Israeliano" che comprenda Laburisti, Shinui e Merez, basato su un programma di massima e guidato da una personalità del mondo economico/dirigenziale. Questa sola potrebbe rappresentare una alternativa al fronte della destra intransigente e oltranzista.
Fino ad allora ci auguriamo che si crei un fronte compatto che stia allopposizione e che non si lasci accecare dalle proposte di Sharon di fungere nuovamente da foglia di fico alle sue mire.
Siamo sopravvissuti al Faraone .supereremo anche questa batosta!
Ruhama, 29/1/2003
Israel De Benedetti