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11 SETTEMBRE 2001

di Guido Fubini

 

Risposta a Michelguglielmo Torri

Nello scorso mese di giugno la rivista "Nuvole" ebbe a pubblicare un articolo di Michelguglielmo Torri nel quale si ipotizzava una presunta responsabilità israeliana dietro l’ attacco alle Torri Gemelle di New York compiuto l’11 settembre 2001 da terroristi islamici. A seguito di cortese invito di Alfio Mastropaolo, direttore della rivista, Guido Fubini scrisse questa "Risposta a Torri" che "Nuvole" non ha però ritenuto di pubblicare. Le affermazioni gratuite e indimostrate di Torri sono rimaste senza replica.

"Hakeillah", che è libera da condizionamenti, ritiene giusto che le affermazioni di Torri abbiano una risposta.

 

L’articolo del prof. Torri pubblicato sul numero di giugno di "Nuvole" è di notevole interesse – un interesse che stimola il dibattito - sia per le informazioni che fornisce che per il tipo di ragionamento. Ma l’interesse è ancora maggiore per le informazioni che non fornisce ed i fatti che ignora. Sul tipo di ragionamento ritorneremo fra un momento.

1) Vediamo innanzi tutto le informazioni che non fornisce ed i fatti che ignora.

Si tratta di informazioni e fatti di due ordini. Esse riguardano: a) il carattere arabo " da tempo immemoriale" dell’area mediorientale; b) il comportamento del "mondo arabo" nei confronti della componente ebraica.

a) Il carattere arabo dell’area "da tempo immemoriale"

Tale carattere è affermato dal prof. Torri là dove scrive: "l’impresa sionista appare come un’invasione condotta da ebrei europei ai danni della popolazione autoctona della Palestina. Con l’attivo supporto prima delle nazioni europee (ma, in particolare, della Gran Bretagna) e poi degli USA, questa invasione culminò nel 1947-48, con la nascita di uno stato ebraico – Israele, appunto – in un’area che era da tempo immemorabile araba". Il prof. Torri ignora, fra gli altri, i seguenti fatti:

Città ebraiche fin dal XVI° secolo: Gerusalemme, Safed, Tiberiade, Hebron:

1844: a Gerusalemme 15000 abitanti circa di cui 7000 ebrei, 5000 musulmani, 3000 cristiani;

1854: Nascita dell’Ospedale ebraico di Gerusalemme

1870: a Gerusalemme 11.000 ebrei su 21.500 abitanti

1905: a Gerusalemme 40.000 ebrei su 60.000 abitanti;

1909: nascita del primo kibbutz (villaggio collettivistico) a Degania (Tiberiade);

1909. Nascita di Tel Aviv, città ebraica al 100%;

1932 Proposta ebraica di spartizione della Palestina mandataria, respinta dagli arabi;

5/12/1947 il piano di spartizione dell’ONU accettato da parte ebraica e respinto dalla Lega Araba.

b) Il comportamento del "mondo arabo" nei confronti della componente ebraica.

1518: massacro di ebrei a Hebron;

1840: pogrom antiebraico a Damasco;

1920 violenze antiebraiche nella Palestina mandataria;

1929 distruzione della comunità ebraica di Hebron;

1933- 36 Disordini antiebraici a Jaffa, Haifa, Naplus;

1948-1952: 850.000 ebrei cacciati dai paesi arabi, i loro beni confiscati. (È una" pulizia etnica", con o senza virgolette). Molti ebrei impiccati (Irak);

600.000 ebrei provenienti dai Paesi arabi vengono accolti in Israele;

1967, 1° settembre: Le lega araba riunita a Khartum afferma i tre NO: no al riconoscimento, no al negoziato, no alla pace con Israele;

1971. Gheddafi. Cacciata degli ebrei dalla Libia. Pogrom a Tripoli: oltre 30 ebrei vengono uccisi per le strade.

1988. A Ginevra Arafat dichiara di accettare la decisione n.181 del 1947 dell’ONU che prevede la divisione della Palestina in uno stato ebraico e uno stato arabo.

2) Il tipo di ragionamento

Il tipo di ragionamento è sunteggiato in questa frase a pagina 46 della Rivista (le sottolineature sono nostre):

"Naturalmente, ancora una volta, l’ipotesi di un’operazione condotta da grandi gruppi finanziari internazionali in complicità con segmenti deviati dei servizi segreti americani e quella di un’azione di fiancheggiamento ad opera dei servizi segreti israeliani sono ipotesi che non si escludono a vicenda. È quindi possibile ipotizzare, anche se assai difficile da provare, che un ampio gruppo formato da grandi interessi finanziari, da segmenti dei servizi segreti e degli apparati di sicurezza americani, dal primo ministro israeliano o da persone a lui assai vicine e da sezioni più o meno ampie dei servizi di sicurezza israeliani sia intervenuto per manipolare o, quanto meno, per facilitare l’operazione sfociata nell’attacco all’America dell’11 settembre.. L’obiettivo, come si è detto, era la guerra generale fra gli USA (e Israele) e il mondo islamico".

In un articolo intitolato "Deductions hasardeuses", pubblicato su "Le Nouvel Observateur" del 18/24 luglio 2002, Rav Daniel Fahri, rabbino del Movimento ebraico liberale di Francia scrive "Conosciamo la storia dell’archeologo che afferma pedantemente che sono state trovate le prove che la telegrafia senza fili esisteva già all’epoca romana. Quali sono le prove? gli hanno chiesto con curiosità. Risposta: Ebbene, hanno fatto degli scavi e non sono stati scoperti fili !…"

Le ipotesi del prof. Torri sono come i fili che non sono stati scoperti e la radiotelegrafia che è stata ipotizzata.

Il suo tipo di ragionamento, che ha numerosi precedenti storici, comporta un’assunzione di responsabilità.

a) I precedenti storici

Vorrei ricordare tre precedenti storici: l’uno risale al Vangelo di Giovanni, il secondo alla Francia di Filippo il Bello, il terzo agli anni 1939 e seguenti.

I°) Il Vangelo di Giovanni

Nel Vangelo di Giovanni si legge (10,31)" Sustulerunt iterum lapides Iudaei, ut lapidarent eum". I Giudei presero delle pietre per lapidarlo (Gesù). Nel Vangelo di Luca si legge (19,48): "Omnis enim populus suspensus erat audiens illum".Quando Gesù parlava nel Tempio di Gerusalemme, tutto il popolo era sospeso alle sue labbra. Non si legge però, era implicito, che tutto il popolo dei Giudei era sospeso alle sue labbra. Quando vogliono lapidarlo si dice che erano Giudei, quando lo seguono e lo ammirano non lo si dice, Perché? È l’inizio dell’antigiudaismo cristiano.

II°) La Francia di Filippo il Bello

È noto che, nel 1306, sotto la monarchia di Filippo il Bello, gli ebrei furono cacciati dalla Francia, i loro beni vennero confiscati. Vi furono massacri di ebrei, tali da indurre una forte emigrazione ebraica verso l’Italia e la Germania, a seguito dell’accusa fatta agli ebrei di essere responsabili della peste. Irrilevante era il fatto che anche gli ebrei fossero colpiti dalla peste come i cristiani: ma forse gli ebrei furono colpiti meno dei cristiani perché – in forza delle loro norme religiose – erano tenuti a lavarsi le mani quando si mettevano a tavola e quando uscivano dal gabinetto, norme che i cristiani non osservavano (si veda in proposito Luca 11,38).

Che gli ebrei avvelenassero i pozzi è una ipotesi difficile da provare, ma da ritenersi tuttavia certa ovviamente grazie alle stesse certezze che caratterizzano l’articolo del prof. Torri.

III°) Il precedente del 1939 e anni successivi

Negli anni 1939 e seguenti la propaganda tedesca insegnava che la guerra contro i fascismi europei era stata voluta e scatenata dall’ebraismo internazionale con l’aiuto delle demoplutocrazie e della finanza occidentale. A poco serviva ricordare la rimilitarizzazione della Ruhr, l’Anschluss, l’annessione dei Sudeti, l’occupazione della Cecoslovacchia, l’aggressione della Polonia: tutti episodi marginali, con i quali il governo nazista aveva cercato di ostacolare l’azione dell’internazionale ebraica, volta a suscitare una guerra generale delle democrazie occidentali contro l’Europa nazista.

Dimostrare la falsità dell’insegnamento della propaganda tedesca era praticamente impossibile anche se è assai difficile pensare che un ampio gruppo formato da grandi interessi finanziari internazionali in complicità con segmenti deviati dei servizi segreti inglesi e il fiancheggiamento ad opera dell’internazionale ebraica non si escludano a vicenda. È possibile ipotizzare, anche se assai difficile da provare, che un ampio gruppo formato da grandi interessi finanziari, e segmenti dei servizi segreti e degli apparati di sicurezza inglesi, da esponenti ebraici o da persone a loro assai vicine sia intervenuto per manipolare o quanto meno per facilitare l’operazione sfociata nell’attacco tedesco alla Polonia. L’obbiettivo, come si è detto, era la guerra generale fra mondo occidentale, che si muoveva in difesa dell’ebraismo, e mondo fascista.

Una prova (ovviamente indiretta) non è data forse dal rifiuto – opposto da Churchill e da Roosevelt alle organizzazioni ebraiche occidentali – di bombardare le ferrovie che portavano ad Auschwitz, per non rischiare di suffragare l’opinione che si trattasse di una guerra giudaica?

b) Un’assunzione di responsabilità

Uno spettro si aggira sull’Europa, quello dell’internazionale ebraica. Ha vari nomi: i Giudei, l’Ebraismo internazionale, il pericolo demo-pluto-giudaico, i servizi segreti israeliani, i protocolli dei Savi Anziani di Sion, il Mossad, tutti spezzoni dell’oligarchia finanziaria che detiene il potere a livello mondiale. C’è tutta una continuità storica che risale all’inizio del cristianesimo, che porta alla obliterazione di certi fatti, all’invenzione di altri (si pensi alla leggenda secondo cui gli ebrei usano a Pasqua il sangue dei bambini palestinesi per impastare le azzime, una leggenda che ricalca quella del Beato Simonino da Trento) e che si è espressa in una quantità di "ipotesi" date per certe anche se "difficili da provare".

Tutti ricordano le manifestazioni di entusiasmo delle folle arabe l’indomani dell’11 settembre. Se dietro gli attentati dell’11 settembre ci stava il Mossad, si deve pensare che il Mossad abbia agito per conto delle folle arabe, nell’interesse di una parte del mondo arabo, e che fosse al soldo di Bin Laden.

L’alternativa è che Bin Laden fosse al soldo del Mossad.

Tutto questo potrebbe sembrare ridicolo se non fosse alla base di persecuzioni bimillenarie, avviate dall’impero romano cristiano nel IV° secolo e portate avanti fino a Auschwitz ed oltre.

L’impostazione dell’articolo del prof. Torri si iscrive in questa continuità e non ci permette di accettare da lui né la giustificazione del senso di colpa occidentale, né la deplorazione dell’"atroce genocidio degli ebrei d’Europa", perché sono queste ipotesi "difficili da provare" come egli afferma, che hanno creato l’humus nel quale ha potuto verificarsi il genocidio. Chi fa queste affermazioni anche solo come ipotesi è responsabile non solo di quanto avviene ma anche di quanto è avvenuto.

È un’assunzione di responsabilità che fino a questo momento è mancata.

Guido Fubini