Rassegna libri

(a cura di Lia Montel Tagliacozzo)

È noto che il fenomeno ebraismo, nei suoi molteplici aspetti, fa notizia e suscita interesse o semplicemente curiosità. La Shoah, abominio che ha coinvolto la civile Europa, fa tutt’oggi discutere, e con esso il significato ed il valore della memoria. La situazione drammatica che avvolge e stravolge Israele con tutte le conseguenti implicazioni internazionali, e la stessa nascita dello Stato di Israele, intrisa al tempo stesso di fascino e di contestazione, sono argomenti che vengono trattati quotidianamente, così come l’estremismo religioso e politico ed il fenomeno dei cosiddetti nuovi storici con la spietata visione critica del loro Paese. La religione ebraica, questa sconosciuta di cui da sempre si sente parlare, e ancora, la cultura yiddish recuperata dopo essere stata sradicata dai Paesi d’origine, sono altrettanti argomenti che tengono viva l’attenzione di un vasto pubblico. All’interno di questa realtà ebraica abbondano le autobiografie. Le esperienze eccezionali vissute dagli ebrei nel secolo or ora terminato, hanno spinto tanti di loro a scrivere le proprie memorie, per lasciare un messaggio ai posteri, spesso ad uso famigliare, senza pensare di divenire scrittori e senza l’intento di pubblicare. Forse il dovere di "ricordare" sta nel DNA del popolo ebraico. Questa necessità profonda di raccontare è divenuta fonte d’ispirazione di una vasta letteratura e nuovi scrittori, talvolta di grande talento, si impongono all’attenzione internazionale. Si moltiplicano anche ricerche, studi e saggi, con una valenza non indifferente sul mercato editoriale. Sarebbe interessante analizzare compiutamente questo fenomeno. Per il momento Ha Keillah propone, a partire da questo numero, una breve rassegna commentata degli ultimi libri usciti. L’eventuale segnalazione da parte dei lettori di testi che potrebbero sfuggire alla nostra attenzione, potrà consentire una maggiore completezza della rubrica.

 

Saggi

"Il secolo degli ebrei" di Martin Gilbert - Ed. Gribaudo. Una carrellata, non priva talvolta di un pizzico di demagogia, sulla storia ebraica ed i personaggi ebrei che hanno attraversato il ventesimo secolo. Le fotografie sono di grande interesse, e dotate di opportune didascalie. Il testo contiene notizie inconsuete di ogni parte del mondo, scelte con grande cura, che inducono ad un’attenta e piacevole lettura.

"L’Europa Nazista - il progetto di un nuovo ordine europeo (1939-1945)" di Enzo Collotti - Ed. Giunti. A seguito di approfonditi studi Collotti delinea i vari aspetti del Nuovo ordine progettato dal nazismo. Nella sua introduzione Collotti dice tra l’altro: "La politica d’occupazione nazista viene interpretata come la traduzione pratica dei progetti di ristrutturazione demografica dell’Europa orientale destinata alla colonizzazione tedesca. ... La soluzione più semplice era rappresentata manifestamente dalla riduzione delle popolazioni indigene. Il problema della ‘soluzione finale’ veniva inserito così nel suo contesto naturale costituito dal nesso tra conquista dello spazio vitale e conservazione della purezza della razza."

"Primo Levi: una memoria ebraica del Novecento" di Sophie Nezri-Dufour - Ed. Giuntina. * Gli scritti di Primo Levi spaziano in numerosi campi perché i suoi interessi erano molteplici, e tanto si è scritto e si scrive su di lui interpretando, ovviamente, le sue parole e la sua storia personale in vario modo. Come tutti sappiamo l’esperienza dei lager ha provocato in lui un riavvicinamento affettivo e culturale al mondo ebraico. È però difficile immaginare Levi solo in funzione della memoria ebraica. La sua etica e la sua razionalità trascendono il contingente e fanno di lui un uomo dai valori universali.

"C’era una volta la guerra" a cura di Sonia Brunetti e Fabio Levi - Ed. Zamorani. Una storia degli anni della seconda guerra mondiale (fascismo, leggi razziali, bombardamenti, occupazione tedesca, eccetera) elaborata attraverso un intenso colloquio tra allievi e nonni, ebrei e non ebrei, nella scuola ebraica di Torino. Il libro è dedicato a Virginia Levi Montel, insegnante della Scuola dal 1949 al 1972.

"L’espulsione degli ebrei dalle accademie italiane" di Annalisa Capristo - Ed. Zamorani. L’autrice presenta la propria ricerca su come veniva organizzata la campagna razziale negli istituti di cultura a partire dal 1938. In particolare analizza le schede del ministero dell’Educazione Nazionale, contenenti quesiti sulla razza di appartenenza. Quasi tutti gli esponenti della cultura italiana compilarono le schede, pur con varie sfumature di comportamento. Solo Benedetto Croce e Gaetano De Sanctis contestarono pubblicamente il censimento. Cinquecentotrentotto studiosi ebrei furono cacciati dalle accademie.

"Il pensiero ebraico del novecento - una introduzione" di Irene Kajon - Ed. Donzelli. L’autrice analizza gli autori Hermann Cohen, Franz Rosenzweig, Martin Buber, Leo Strauss, Emmanuel Levinas con l’intento di creare un costruttivo collegamento tra l’umanesimo del pensiero ebraico del novecento e quello della storia della filosofia.

"I palestinesi - La genesi di un popolo" di Baruch Kimmerling e Joel S. Migdal - Ed. La nuova Italia. Due sociologi, uno israeliano ed uno statunitense, si sono impegnati a "scrivere un resoconto sintetico delle condizioni che hanno generato una società palestinese ben distinta e hanno contribuito a modellarla così come è oggi." È un lodevole desiderio di studiare e comprendere le dinamiche dell’altro popolo, perché gli autori sono convinti che "sia possibile scrivere senza simpatie, utilizzando obiettività e la distanza richiesta dalla loro competenza professionale". Il libro, uscito nel 1993 è stato ora ristampato con l’aggiunta di due capitoli che ci conducono fino all’attuale seconda Intifada. Interessante anche la dettagliata cronologia.

"La bandiera nera - Interviste e testimonianze da Israele. Da Israele le parole di chi non si rassegna all’idea che i due popoli non possano convivere in pace e nel rispetto reciproco" a cura di Barbara Bertoncin, Francesco Papafava, Asher Salah - Ed. Una città. Si tratta di una ventina e più di testimonianze, denunce, prese di posizione senza mezzi termini "da Israele", su come dovrebbe cambiare la politica israeliana per raggiungere una possibile convivenza con i palestinesi. La prefazione di Adriano Sofri e l’intervista di Davide Bidussa, pur con lo stesso impegno politico e morale che ritroviamo negli altri interventi, riescono a delineare un quadro della situazione più obiettivo e sereno. Forse, vivendo fuori da Israele, sono meno coinvolti e perciò riescono ad essere più lucidi nelle rispettive considerazioni.

"Il conflitto Israele Palestina - e altri scritti" di Noam Chomsky - Ed. Datanews. "L’indignazione per i crimini degli altri è facile e conveniente. Guardarsi allo specchio è molto più importante, molto più difficile" Questa dichiarazione di Chomsky è utile a comprendere la sua torturata personalità. In quanto ebreo vede essenzialmente le colpe di Israele, in quanto americano vede quelle degli USA e in quanto uomo di sinistra, mette l’indice più sulle colpe della sinistra che della destra. Come è ben noto, il suo radicalismo politico, sebbene per certi versi affascinante, fa di lui un antisionista con posizioni sovente inaccettabili.

"Raccontare Dio - Il Midrash e la tradizione di Israele" a cura di Raffaello Dini - Ed. Aliberti. È sempre più vivo l’interesse di studiosi cristiani nei confronti dell’ebraismo quale fonte primigenia della loro stessa religione. Sovente la focalizzazione su alcuni argomenti piuttosto che su altri e le conclusioni interpretative divergono tra le due religioni, come è giusto che sia; è comunque interessante osservare come questo movimento culturale del mondo cristiano tenda a porre sotto una luce più obiettiva e meno stereotipata, il mondo ebraico e gli stessi ebrei. È notevole l’accessibilità di questo testo ai comuni lettori pur nella serietà e profondità dei temi trattati. Purtroppo nel mondo ebraico ciò avviene raramente.

"’Adat Kèdem - Essere Comunità" di Alberto Mosche Somekh - Ed. Morashà. Scrive Rav Somekh "Lo studio che propongo adopera fonti storiche, filosofiche e halakhiche, ma non è specificatamente né un testo di storia né di filosofia, né di Halakha. Vuol essere semplicemente la guida ad un progetto ideale di vita ebraica associata." Lo scopo di questo interessante testo è eminentemente pratico, l’analisi delle fonti ha la funzione di condurre alla conclusione che le comunità avranno un futuro solo se saranno affiancate da un Bet Midrash Yeshivà. Per la realizzazione concreta di questo forte desiderio, rav Somekh presenta progetti e programmi.

"E il loro grido salì a Dio - Commento all’Esodo" di Paolo De Benedetti - Ed. Morcelliana. Gabriella Caramore utilizzando il sistema dell’intervista affronta con Paolo De Benedetti il rapporto dell’uomo con Dio nell’Esodo.

"La Vita dalle Ceneri - Una testimonianza documentata su casi di reincarnazione delle vittime della tragedia dell’Olocausto" di Yonassan Gershom - Ed. ECO. Le vie dell’ebraismo sono infinite ci tocca sentire pure questa.

"La libertà religiosa tra tradizione e moderni diritti dell’uomo - Le prospettive delle grandi religioni" - Ed. Fondazione Giovanni Agnelli. Cristianesimo, ebraismo, islamismo, induismo e buddismo sono le grandi religioni mondiali che "non possono sottrarsi alla necessità di misurarsi con i temi della modernizzazione e della sua diffusione globale" come si legge nell’introduzione di Andrea Pacini. Questo testo non intende proporre un confronto fra le religioni, ma invita, attraverso la parola di vari esperti, le singole religioni a confrontarsi con la modernità. Il capitolo dedicato all’ebraismo è felicemente affidato alla penna di Stefano Levi Della Torre.

"Una società mediterranea - Storia di una comunità ebraica del Medioevo in uno stato musulmano. Il contesto sociale, politico, culturale e religioso attraverso i documenti di uno straordinario ritrovamento" di Shelomo Dov Goitein - Ed Bompiani. Dalla grandiosa opera di Goitain in cinque volumi, Jacob Lassner ha tratto un compendio di un solo volume, indispensabile per chi voglia conoscere la storia medioevale, non solo ebraica, del Mediterraneo. La ricostruzione storica si basa sui documenti della ghenizah (deposito di scritti che non si possono eliminare perché contengono il nome di Dio) di Fustat (Cairo). Questi documenti, a seguito di varie peripezie, sono oggi dispersi nelle biblioteche di San Pietroburgo, Cambridge e New York.

"La sinagoga e il bagno rituale degli ebrei di Siracusa" di Angela Scandaliato e Nuccio Mulé, con una nota epigrafica di Cesare Colafemmina - Ed. Giuntina. Partendo da un’attenta analisi della presenza ebraica in Siracusa nell’alto medioevo, si giunge all’analisi dell’insediamento della giudecca di Ortigia, dove gli ebrei abitarono fino al momento della cacciata dalla Sicilia. Sotto l’attuale palazzo Bianca, approfondite ed instancabili ricerche hanno portato alla luce il più antico miqweh (bagno rituale) d’Europa. Scavi e ricerche di archivio permettono di ricostruire spaccati di vita comunitaria in cui la pratica del bagno rituale permette di "penetrare nella mentalità della collettività ebraica dove cultura, etica, religione e teologia, si estrinsecano attraverso tutta una serie di pratiche e riti quotidiani".

"L’inquisizione a Venezia - eretici e processi 1548-1674" di Riccardo Calimani - Ed. Mondadori. L’autore affronta gli aspetti della nascita e dell’instaurarsi dell’Inquisizione. Successivamente analizza i 2910 processi del Sant’Uffizio, i cui documenti sono conservati presso l’Archivio di Stato di Venezia. Ne emerge un vivido e dettagliato quadro dell’opprimente persecuzione di quel periodo storico.

"Ebrei senza saperlo" di Alberto Cavaglion - Ed. L’ancora del Mediterraneo. Gli ebrei italiani, si distinguono dal restante mondo ebraico diasporico, per la mancanza di autoironia e di autocritica. Ben venga quindi questo libro di Cavaglion che pur con tutte le sue asprezze, e con tutto il suo estremismo, ci costringe a fare i conti con il nostro mondo comunitario. L’autore guarda con eccesso di nostalgia ad un mondo ottocentesco che ormai non ci appartiene più. Forse il testo è troppo dotto e carico di citazioni. Assolutamente condivisibile l’appendice con i "piccoli consigli al ventenne che in Italia studia la Shoah", un importante invito a sfuggire alla banalità con tutti i pericoli che essa comporta.

"Lettera a un amico ebreo" di Sergio Romano - Ed. Longanesi. S. R., personalità di grande prestigio culturale, ci presenta considerazioni molto particolari. Scrive, ad esempio: "... Oggi ho l’impressione che dopo la soppressione del Sant’Uffizio esista ormai un’inquisizione ebraica, autorizzata a controllare e verificare il tasso di antisemitismo delle società cristiane." Il paragone (quale onore!) ci sembra assolutamente impari in quanto gli ebrei non usano né torture né rogo, si limitano a denunciare ed analizzare, a volte forse con eccesso di suscettibilità, le atroci esperienze che sono rimaste scolpite nelle loro menti e nei loro cuori. Citiamo ancora: "Perché gli ebrei sono stati in certi momenti "antipatici" a larghi settori della pubblica opinione? Perché sono così presenti nel movimento socialista e comunista? Perché sono altrettanto presenti nelle banche, nel giornalismo, nel mondo accademico?.." A nostra volta chiediamo perché le stesse domande non possono essere rivolte ai cristiani. Ma forse è inutile riprendere le lunghe polemiche causate dalla pubblicazione della prima edizione. Esse potrebbero solo servire ad aumentare la diffusione e le vendite di questo libro piuttosto pericoloso perché, ad una lettura superficiale, può apparire obiettivo.

"Isacco Artom - e gli ebrei italiani dai risorgimenti al fascismo" a cura di Aldo A. Mola Prefazione di Luigi Florio Ed. Bastogi. * Si tratta degli atti di un convegno svoltosi ad Asti, in occasione del centesimo anniversario della morte di Isacco Artom, a cura della città di Asti, del Centro Europeo "Giovanni Giolitti" per lo studio dello Stato, di Dronero (Cn), e dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici di Napoli. Oltre ad Isacco Artom, segretario particolare di Camillo Cavour, viene analizzato l’apporto di numerosi ebrei ai Risorgimenti e in particolare di Lelio della Torre, David Levi e Giuseppe Ottolenghi. La seconda parte del testo è dedicata a "Gli ebrei in Italia dopo l’Unità: assimilazione, persecuzione, riscoperta dell’identità". Scrive Aldo A. Mola, direttore del Centro Giovanni Giolitti nella sua interessante presentazione "Le drammatiche vicende belliche del Vicino Oriente han fatto e faranno a lungo venire a galla la diffusa avversione contro gli ebrei sempre latente in vasti strati della popolazione ...".

 

Testi letterari

"Racconti e storielle degli ebrei" testi inediti della tradizione yiddish raccolti da E. S. Rajze - Ed. Bompiani. Il libro è corredato da un’importante prefazione di Elena Kostioukovitch che contribuisce a ricreare l’ambiente nel quale le storielle sono nate, ed una postfazione di Giacoma Limentani che ammonisce "... leggendo e ridendo, di non far ricadere ogni storia e storiella in barzelletta". Efim Rajze studioso di letteratura ebraica classica, che è stato più volte nei gulag dell’Unione Sovietica, ha scritto in yiddish questa importante raccolta, divisa per argomenti.

"La bufera - Una famiglia di ebrei milanesi con i partigiani dell’Ossola" di Guido Weiller - Ed. Giuntina. La penetrazione del regime fascista antisemita nella vita quotidiana: la scuola ebraica di Milano, la fuga, la partecipazione alla resistenza, l’approdo in Svizzera. La biografia di Guido Weiller e della sua famiglia descritta con buon ritmo.

"La brigata - Una storia di guerra, di vendetta e di redenzione" di Howard Blum - Ed. Il Saggiatore. I tre eroi di questo libro sono realmente esistiti: essi facevano parte della Brigata Ebraica, "una brigata dell’esercito britannico, composta di volontari della Palestina, che venne costituita nel settembre 1944 e combatté nel teatro di guerra italiano dal marzo al maggio 1945". Le loro gesta, eroismi e vendette, vengono rievocate in questo vivace romanzo costruito dopo approfondite letture di libri e documenti ed interviste a reduci.

"Diario di un ebreo fiorentino 1943-1944" di Elio Salmon - Ed. La Giuntina. Vengono descritte in questo diario, quasi quotidiano, tutti gli avvenimenti piccoli e grandi, di un ebreo appartenente alla borghesia benestante che, malgrado la gravità degli avvenimenti che sconvolgono la vita sua e della sua famiglia, riesce a mantenere intatto un certo savoir vivre. La minuziosità della descrizione della realtà (lo scarso cibo, i prezzi, i bombardamenti, la situazione di parenti e conoscenti) ne fanno un documento prezioso.

"L’uomo che cercava la verità" di Noah Gordon - Ed. Rizzoli. Si tratta del primo romanzo di Gordon pubblicato negli U:S:A nel 1965. È la storia di un rabbino americano, del suo amore per una ragazza cristiana e dei problemi che ne emergono. Un ritratto di costume di grande intensità.

"Quest’anno a Gerusalemme" di Mordecai Richler - Ed. Adelphi. Uno scritto autobiografico (pubblicato a Quebec nel 1994) in cui il protagonista abbandona l’osservanza della tradizione ebraica famigliare e abbraccia gli ideali sionisti, senza però realizzare l’aliya. Richler affronta in modo disincantato l’immensità delle problematiche israeliane dando voce a una vasta gamma di personaggi dai più disparati orientamenti politici, religiosi e ideologici. Una narrazione avvincente che induce a fare numerose considerazioni.

"La montagna blu" di Meir Shalev - Ed. Frassinelli. Tra fantasia sognante e realtà Baruch ci racconta la sua vita che trascorre giorno per giorno, con una vaga nostalgia per il mitico mondo vissuto dalla generazione del nonno "padre fondatore" del villaggio. Un altro romanzo ironico e pittoresco del grande scrittore israeliano.

"Storia di una vita" di Aharon Appelfeld - Ed. La Giuntina. Ecco come l’autore si esprime a proposito di questa sua autobiografia: "... Degli anni della guerra mi ricordo ben poco, come se non fossero stati sei lunghi anni. È vero, a volte emergono dalla folta nebbia un corpo oscuro, una mano annerita, una scarpa della quale non sono rimaste che pezze. Queste immagini, che a volte sono potenti come colpi di arma da fuoco, svaniscono ben presto, come rifiutassero di svelarsi, ed è di nuovo quella nera galleria chiamata guerra. ... Qualche rara volta sono riuscito ad ascoltare il mio corpo ed ho descritto alcuni eventi, ma anch’essi sono solo frammenti di una massa oscura per sempre nascosta dentro di me ...."

"Tutto ciò che ho amato" di Aharon Appelfeld - Ed. La Giuntina. L’autore descrive la vita degli ebrei assimilati dell’Europa Orientale, una vita che sarà cancellata dal furore antisemita della seconda guerra mondiale. La voce narrante del bambino ebreo sembra trarre origine dai ricordi e dalle sensazioni d’infanzia di Appelfeld.

"La scatola nera" di Amos Oz - Ed. Feltrinelli. Uno dei migliori romanzi di Amos Oz che rivela un ricchissimo spettro di emozioni, dispiegato senza pudori.

"Gli ebrei" di Gotthold Ephraim Lessing - A cura di Alberto Jori - Testi a Fronte - Ed. Bompiani. Lessing, uno dei maggiori rappresentanti dell’illuminismo tedesco, scrisse questa commedia teatrale nel 1749. La motivazione che lo spinse a scrivere quest’opera è il desiderio di denunciare, come afferma Jori la "...scandalosa contraddizione fra l’atteggiamento di deferenza che ogni cristiano dovrebbe assumere verso il popolo dell’Antico Testamento e la prassi concreta di intolleranza e di oppressione, se non addirittura di persecuzione, che viene invece abitualmente adottata nei confronti degli ebrei."

"Samuel il facchino" di Isak Samokovlija - Ed. Giuntina. * L’autore è forse il più grande narratore ebraico di Bosnia. Il suo avvincente racconto si svolge a Sarajevo e ci inserisce in un ambiente ebraico di estrema povertà vissuta con serenità attraverso più generazioni, fino alla conclusione che ci porta alla seconda guerra mondiale in cui una discendente di Samuel reagisce alla violenza fascista, afferrando le armi e morendo nella resistenza.

"Il cappello di vetro" di Nava Semel a cura di Gabriella Steindler Moscati - Ed Guida. * La scrittrice, israeliana, fa parte del comitato Massua, una istituzione che studia la Shoah. La narrazione, molto brillante, si svolge tutta nel dramma in cui vivono i figli della Shoah. Nel popolo ebraico la memoria della Shoah è incancellabile, ma non basta, soprattutto in Israele è frequente la mancanza di quella che potrebbe essere chiamata: "elaborazione del lutto": anche i figli ed i figli dei figli dei deportati vivono le angosce dei lager.

"Sorvolando la Torah e la Bibbia" di Gilberto Salmoni - Ed. De Ferrari. * Una modernizzazione breve e faceta della Bibbia, forse con intento contestatore e demistificatorio.

"Vetro di Hebron - Racconti israeliani" di Yehuda Gur-Arye - Ed. Giuntina. * Tante dolorose storie ambientate nel mondo israeliano a rappresentare l’inquietudine di una variegata umanità. Un testo affascinante capace di esprimere poesia con la prosa.

a cura di Lia Montel Tagliacozzo

* = libri ricevuti