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3) "La libertà religiosa in Europa: dove stiamo andando?" lunedì 26 maggio con Dora Bognandi, Mostafa El Ayoubi, Andrea Pacini, Lucian Rosu, Giorgio Sacerdoti.
Il centro yiddish
VILNA, Lituania È parlato da meno di un milione di persone al mondo. Non è la lingua ufficiale in nessuna nazione. E, a volte, viene considerato un dialetto parlato da provinciali poveri.Benché abbia conosciuto un piccolo revival negli ultimi dieci anni, lo yiddish è tuttaltro che un linguaggio internazionale fiorente. Ma la mame loshn, ovvero la madre lingua degli ebrei ashkenaziti, ha trovato una residenza estiva nella sonnolenta Vilna, dove 70 studenti di ogni parte del mondo hanno deciso di trascorrere la loro estate affaticandosi su di una lingua che secondo la maggior parte delle persone è in punto di morte.
Per alcuni, questo curioso sforzo è determinato dal desiderio di rivisitare la storia familiare. Altri cercano invece di approfondire le loro conoscenze linguistiche, mentre altri ancora vedono in questo programma semplicemente una possibilità di essere ebrei.
Il Vilnius Yiddish Institute è la prima istituzione accademica yiddish in Europa orientale dai tempi dellOlocausto. Il programma è diviso fra attività in classe e attività culturali generiche: studi linguistici intensivi la mattina, e la sera una serie di programmi teatrali, visite guidate, conferenze.
Prima della Guerra, Vilna era nota come "la Gerusalemme del Nord", ed era la capitale della cultura yiddish. È stata la sede del primo istituto di studi yiddish, lo YIVO, che ora ha sede a New York, di circa 100 sinagoghe e di sei quotidiani ebraici.
"Ci sono molte persone che lavorano sullOlocausto, ma quello che vogliamo fare noi è sottolineare la civiltà vivente che permeava tutta questarea. LOlocausto è la nostra tragedia ma è anche il nostro tesoro", dice Mendy Cahan, direttore dellistituto, un israeliano nato in Belgio, fondatore di Yung Yiddish, un centro spontaneo per lo studio dello yiddish in Israele.
Il corso estivo offre classi di due livelli, a cominciare dai principianti per terminare con corsi avanzati di letteratura yiddish. I professori lélite mondiale di questi studi, vengono anche da paesi distanti come Israele o lArgentina.
Il programma culturale include visite agli shtetl dove i sopravvissuti raccontano agli studenti della loro felice infanzia yiddish prima dellinizio della Seconda Guerra Mondiale, e i loro tragici ricordi dellOlocausto, quando oltre il 94% degli ebrei della regione venne assassinato dai nazisti e dai loro collaboratori lituani.
Questanno il programma ha compreso anche un festival di cinema yiddish e un festival di musica, i primi mai realizzati in questa città. Gli studenti hanno dato vita a unorchestra klezmer.
I partecipanti, provenienti da 21 paesi diversi e di unetà compresa fra i 14 e i 77 anni, abitavano nellarea del vecchio ghetto, uno dei più grandi in Europa.
Arlene Schwartz, 49 anni, di Sydney, Australia, ha iniziato a studiare lo yiddish una combinazione di ebraico, tedesco, e lingue slave quattro anni fa. Per lei, lo yiddish significa "i ricordi dei miei nonni," provenienti entrambi dalla Lituania.
"Ho una marea di ricordi infantili. Si è trattato di un mio viaggio molto personale", ha detto Schwartz. "Adesso riesco a capire un po più di che stoffa fossero fatti i miei nonni, chi fossero, e perché in tutti questi anni non si fossero mai occidentalizzati del tutto. Nel profondo erano rimasti gente dello shtetl: nel modo di vestire, di mangiare, nella loro semplicità. Ed io ho riconquistato una parte di tutto ciò".
Micah Fitzerman-Blue, 20, studentessa ad Harvard, si descrive "una che va pazza per le attività estive ebraiche, come molti altri teen-agers americani".
"Israele è certamente unesperienza fondamentale, ma del mio patrimonio fa parte anche unaltra tradizione, quella dellebraismo ashkenazita", ha detto. "Credo di essere più un prodotto di Vilna che non di Gerusalemme o Tel Aviv".
"Lidentità ebraica americana dipende enormemente dal benessere di Israele", ha seguitato, "ma io sento che questestate sono stata in grado di far ritorno alla mia vera patria".
Dopo il suo primo contatto con lo yiddish, Fitzerman-Blue non è certo fluente in questa lingua. Ma ora lei può "sentirsi tranquilla quando parlo con la mia bobe, mia nonna", e terrà una breve conferenza al suo circolo del libro yiddish nel Michigan, quando tornerà a casa.
Saeko Shibayama, una studentessa giapponese, non ebrea, è venuta a Vilna dopo aver terminato la sua tesi di laurea a Tokio sulle traduzioni yiddish della Bibbia. La sua esperienza qui è stata estremamente preziosa, dato che in Giappone è in grado di praticare lo yiddish con pochissime persone
"Ho diviso il mio appartamento con due ragazze polacche, e abbiamo cercato di parlare solamente in yiddish,", ci ha detto, "e spero che la mia capacità di comunicare sia aumentata."
Anche Shibayama è stata profondamente toccata dalla storia di Vilna durante lOlocausto.
Ha suonato come flautista in unorchestra klezmer, e spera di continuare quando, lanno prossimo, andrà a studiare in Canada.
Uno dei viaggi a Vilna più carichi di significato spirituale è certamente quello di Doris e Gernot Jonas di Namedy, in Germania; Gernot è un pastore protestante in pensione che lavora sulle origini ebraiche del cristianesimo. Ha iniziato a studiare yiddish nel 1988.
"Dopo la Shoà ho voluto ristudiare la nostra storia e confrontarmi con essa," dice Gernot Jonas. "Non posso certo dimenticarmi di quello che ha fatto il mio popolo qui a Vilna. Ovunque si può avvertire ancora lodore degli assassini, delle uccisioni. Li si possono vedere Ovunque si vada cè sempre qualcosa che ricorda le sofferenze patite dagli ebrei".
Una volta tornato in Germania, Gernot desidera tradurre in tedesco i libri di Sholem Aleichem, per aiutare a "mantener viva questa lingua meravigliosa".
Durante lanno accademico, il Vilnius Yiddish Institute offre agli studenti lituani dellUniversità di Vilna corsi di lingua e di letteratura.
LIstituto è stato fondato da Cahan e da Dovid Katz, direttore accademico di New York, pioniere nello studio dello yiddish allUniversità di Oxford negli anni Settanta.
Adam Ellick
Traduzione di Laura Quercioli Mincer
Pubblicato dalla Jewish Telegraphic Agency il 4 settembre 2002
Per maggiori informazioni sul Vilnius Yiddish Institute: email: institute@yiddishvilnius.com telefono: 370 2 687 187 web: http://www.yiddishvilnius.com