Fiera del libro

 

Vergogna o pregiudizio?

di

Raffaele Barki

   

 

È un maledetto destino, cui mi sono abituato, quello di dover combattere quotidianamente contro la menzogna, la mistificazione, l’ignoranza, la malafede ed il pregiudizio. Non puoi rilassarti mai, perché per ogni giorno che la vita ti concede, c’è un bugiardo, uno stupido, un ignorante, un mascalzone, un bigotto o un imbroglione che ti costringe a ricominciare da capo, a rimettere le cose al loro posto, a riaprire i libri di storia, a ribadire principi universali che davi per acquisiti. È davvero una fatica immane, ma non puoi abbassare la guardia, perché, come insegna la scuola di partito di Forza Italia, una balla ripetuta diventa una verità. 

Io non so a quali delle suddette categorie dell’essere appartenga Maurizio Musolino, direttore de La Rinascita, il quale ha ricevuto ospitalità il 12 gennaio su Liberazione da Sansonetti (che invece saprei collocare benissimo) con un nauseante articolo, grondante di odio e pregiudizio. Il Musolino (ma è il suo vero nome o si firma così per coerenza stilistica?) propone di boicottare La Fiera del Libro del 2008 perché gli organizzatori avrebbero commesso la scelta “vergognosa”di dedicare ad Israele questa edizione. L’articolo è allegato in PDF. Ora, a parte alcune ignobili menzogne come quella sull’apartheid che secondo Musolino subirebbero gli arabi israeliani, e sorvolando sul fatto che lui attribuisce a priori agli editori l’intento di fare di questo evento la pietra sotto cui seppellire i diritti palestinesi e la loro storia, desidero ricordare al giornalista ufficiale dell’aspirante importatore di mummie, che a Torino si parla di “Letteratura”, di “cultura” e di “scrittori” che, oltre ad essere riconosciuti come tra i più grandi del mondo, hanno da sempre rappresentato la coscienza critica e pacifista della società israeliana.

Ricordo al direttore della Italian-Pravda che sono proprio quegli uomini che lui vorrebbe fuori dalla “vergognosa kermesse” di Torino che trattano abitualmente, in Israele e nel mondo, i temi che lui vorrebbe che si trattassero. Io mi domando se Musolino abbia mai letto o ascoltato qualcosa di Yehoshua, di Grossman, di Oz, di Keret e se sia mai stato in Israele o se scrive sotto diliberta dettatura. Ma allora cosa dovremmo fare con gli scrittori americani? E con quelli  cinesi? Non c’è nulla da fare, certi soggetti non riescono a superare la sindrome di Padre Jorge da Burgos.  Roghi, roghi e roghi.

Porre sullo stesso piano un evento culturale e un problema politico, costruendo un castello pregiudiziale sulla base di falsità ed ignoranza storica è tipico della fede cieca fondata  su dogmi. Allora preferisco misurarmi con Ratzinger che è decisamente più colto. Secondo voi, trattare il tema della letteratura israeliana significa automaticamente rimuovere le problematiche che da essa trasudano o avere una opportunità in più di civile e colto approfondimento? Uno dei grandi problemi di certa sinistra è proprio il non saper essere laica e quindi il non saper fare il proprio mestiere.

Raffaele Barki

www.unasinistrauna.com