Torino

 

Minimi frutti

di

Giulio Tedeschi

 

Vogliamo cominciare dalle cose infinitesime, quelle che comunque non smuovono passioni?

Festa in Comunità per Tu Bishvat. Breve lezione (bella). Poi buffet di frutta e ognuno mangia come gli pare.

Cose stonate? Poche, minime. Le scuse per la lunga durata (mezzora in tutto: già, prima si è detta tefillà). Il rabbino che deve sovrastare il brusio dei mangianti per spiegare le berachoth; bastava dire: signor rabbino, dica lei le berachoth e mangeremo nell’ordine. Inezie, appunto.

Nebulosa di Comunitattiva, data astrale 5768. L’atmosfera? Fatta di due sensazioni. La prima sensazione è quando avverti che lo studio non è più un complemento per capire meglio il fare, ma diventa invece un sostituto del fare. Cioè non si mangia la frutta e prima o dopo si approfondisce il perché, ma si studia piuttosto il perché qualcuno molto strano la mangia e poi si fa tutti merenda. La seconda sensazione è quando ti senti in un telefilm americano, la vita è quella normale per tutti e le regole sono di tornare presto a casa per cena, per rientrare nelle cose normali, reali, ma intanto e brevemente, per ricordo dei vecchi, per dovere di istruire i bambini, si cede un po’ a questo languido retaggio.

Qualcosa di male? Niente affatto, la nostra è una grande Comunità, c’è posto e dignità per tutti. Il guaio è quando non si è ancora capito che tutti possono coesistere benissimo. Non è necessario che Comunitattiva abdichi ai valori. Basta solo un po’ di cortesia spicciola, solo il non far diventare il detestar rabbini un riflesso o addirittura un valore. Appunto; bastava dire: fermi, aspettate un attimo; signor rabbino, dica lei le berachoth.

L’ultima domanda è: ma perché sono così non solo le attività di Comunitattiva ma anche le attività della Comunità come istituzione? Che domanda! Perché Comunitattiva ha vinto le elezioni, rappresenta la maggioranza. E siccome non sono seduto, ma sono in piedi vicino a mio figlio, conto le persone. Siamo cinquantadue. Trentanove le conosco benissimo. Alcune sono del Gruppo di Studi Ebraici, altre sono persone “di tempio”. Le conosco e so che sono persone di gusti tradizionali. Sei sono leader di Comunitattiva, amanti, si presume, dei sapori nuovi. Sette non le conosco. Qualcosa non va, i conti non tornano. Io ho una idea del perché, di come sia successo. Credo l’abbia anche il Presidente. Credo l’abbiano ormai anche i nostri lettori.

                                                                                                                Giulio Tedeschi