Torino

 

Nota a margine

di

Gilberto Bosco

 

Tra i nostri quattro lettori qualcuno si ricorderà che ho già collaborato alla redazione di HaKeillah. Confesso che, rientrando nella redazione e rileggendo gli ultimi numeri, fatico un poco a riconoscere il nostro giornale.

Per più di un motivo. Ma a mio parere la causa determinante è per quello che considero un eccessivo spazio (e spesso con quali toni!) dedicato ai problemi della Comunità di Torino, una Comunità che ormai supera di poco gli 800 iscritti. I problemi della Comunità torinese – nati molti e molti anni fa – sono tutti “interni”, tutti “locali”, difficilmente si risolveranno in poco tempo, ancora più difficilmente hanno qualcosa da insegnare o comunicare a chi vive altrove. Ora, con le sfide che gli ebrei devono affrontare, in Italia e nel mondo, proprio i problemi di una piccola Comunità della diaspora meritano tutto questo spazio?

Forse sì; ma io credo di no, ho sempre cercato una visione più alta, più serena e più comunitaria dell’ebraismo, e lavorato per questa. Vorrei promettere ai quattro lettori già citati che, per quanto mi riguarda, cercherò di evitare che il nostro giornale divenga una palestra locale e provinciale. Non annoiatevi subito, non smettete subito di leggere: cercherò (cercheremo) di uscire dal guado.

Gilberto Bosco