Israele

 

Il mostro

di Gerusalemme

di

Iranì Levi

 

Quando avevo i bambini piccoli non mi ero mai accorta di quale fortuna avevo avuto ad abitare proprio sotto il Mostro di Gerusalemme, la famosa Miflezet; mai visto un mostro così né a Tel Aviv, né a Haifa e neanche qui all’Acquasola di Genova, dove pure ci sono giostre di tutti i tipi: cubi per arrampicarsi, ruote circolari che girano da sole, altalene e scivoli per grandi e piccini. Mai visto un mostro così, con tre lingue di fuoco, cioè dipinte di rosso, inclinate proprio al punto giusto: più ripide in alto e meno in basso, in modo che i bambini possano provare l’ebbrezza dello scivolo e atterrare dolcemente, senza farsi male, con occhi minacciosi e bitorzoli bianchi e neri, con una scaletta per salire e uno spazio in alto, dentro la bocca del Mostro per riposarsi, prima di scivolare; sotto uno spiazzo di morbida sabbia, sì proprio sabbia, perché alle mamme israeliane non salterebbe mai in mente di rimproverare i bambini perché si sporcano quando vanno a giocare nei giardini pubblici. In effetti questa sabbia molto igienica non è, perché nel giardino della Miflezet, oltre ai bambini, vanno a giocare anche i cagnolini e ogni tanto fanno la pipì nella sabbia, però nessuno si è mai sentito male per essersi messo in bocca o negli occhi le mani sporche di sabbia.

Quasi tutti i Sabati ero là: ci andavo con Yael, poi con Yael e Tomer; saliti 112 scalini (poi mi sono accorta che eran solo 109), attraversata una strada un po’ pericolosa, ed ecco tutto il giardino del Mostro a nostra disposizione: Yael scivolava e Tomer stava sotto a giocare con la sabbia; una volta è salito anche Tomer, che aveva solo due anni, è scivolato giù un po’ storto, di sbieco, ho avuto un po’ di paura, ma lo scivolo della Miflezet è fatto bene, anatomico, in modo da correggere le posizioni sbagliate e Tomer è atterrato senza farsi male. Anni dopo ho saputo che è sconsigliato scivolare dal Mostro ai bambini di età inferiore ai tre anni.               

Iranì Levi