Memoria

 

Una lapide per

Leonardo De Benedetti

di

Lorenzo Gianotti

 

 

Il 27 gennaio 2008 a Rivoli è stata posta una lapide in ricordo di Leonardo De Benedetti, che per molti anni era stato medico condotto della città, e di sua moglie, Jolanda Debenedetti (uccisa all’arrivo ad Auschwitz il 26 febbraio 1944), nella casa dove hanno abitato. Riportiamo qui sotto il discorso pronunciato in tale occasione da Lorenzo Gianotti, Presidente dell’ANPI di Rivoli. Oltre a lui sono intervenuti il sindaco di Rivoli e Bianca Bassi Disegni in rappresentanza della Comunità Ebraica di Torino.

 

 

 

L’Anpi ha proposto all’Amministrazione comunale e alla Comunità ebraica l’apposizione della lapide su questa casa di Rivoli per ricordare il dott. Leonardo De Benedetti, medico condotto, deportato ad Auschwitz e per ricordare, insieme con lui, tutti i deportati nei lager nazisti. Desidero ringraziare i proprietari dello stabile che hanno accettato di buon grado e i parenti di De Benedetti che hanno attivamente collaborato.

Abbiamo voluto scoprire la lapide nella giornata della memoria. La memoria: è il luogo mentale dove si depositano i ricordi. Ma non è un album di vecchie fotografie, non è solo il ripostiglio del cervello che pigramente accoglie oggetti in disuso. È una facoltà intellettiva che deve consigliarci, guidarci per l’oggi. E allora è bene ricordare che le atrocità dei lager non sono arrivate inopinate, non sono apparse improvvisamente, hanno avuto una lunga incubazione che è passata attraverso la dissipazione delle istituzioni rappresentative (Mussolini che minaccia di trasformare il parlamento in un “bivacco di manipoli”), lo scherno, la derisione per le regole, le dimostrazioni razziste, le espressioni violente; e tutto questo accompagnato dalla pubblica sottovalutazione.

A me sembra che ciò che accade in questi giorni in Italia sia inquietante: gli sputi e lo sbevazzo sui banchi del Senato, un capo partito che chiama i padani alle armi, gruppi in camicia nera che scorrazzano a Roma facendo il saluto fascista, un consigliere comunale di Treviso che invoca i forni per gli immigrati e altre lazzaronesche manifestazioni. E stupiscono, sgomentano le reazioni a queste infamie che, al più, si traducono in battute di spirito alla TV, oppure in minimizzazioni: in fondo sono solo bravate, carnevalate.

No, sono cose gravi. Di fronte ad esse non basta scuotere la testa, digrignar i denti in sordina. Bisogna reagire con tutta l’energia possibile. Oggi siamo, a ragione, delusi dalla politica, paludosa, autoreferente. Ma in gioco c’è ben di più degli interessi di questo o quel partito. Ci sono le basi democratiche del paese o, se volete più enfaticamente, le sorti della patria.

La patria è la terra dei padri, di quelli che hanno sofferto nei lager, di quelli che sono morti in montagna, degli estensori della Costituzione che compie 60 anni e che si vuole stravolgere. La memoria deve indurci tutti a fare qualcosa per impedire che altri detriti coprano valori costituzionali come la convivenza civile, il rispetto delle idee di tutti, la laicità, l’onestà, la solidarietà sociale e nazionale. Con pochi mezzi e l’età avanzata dei suoi soci l’Anpi intende a questo contribuire e rivolge un appello a tutte le persone libere.

Lorenzo Gianotti

Presidente ANPI - Rivoli