Libri
Sonderkommando
di
Bianca
Bassi Disegni
Dopo oltre 50 anni dalla liberazione di Auschwitz, Shlomo Venezia nel 2006
rilascia a Béatrice Prasquier un’intervista sulla sua esperienza di
deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau che viene pubblicata
in Francia nel gennaio 2007(Albin Michel ed.).
In Italia il libro esce alcuni mesi dopo, tradotto dal francese e privo
delle domande, arricchito da un saggio di MarcelloPezzetti su Shoah, Auschwitz e Sonderkommando.
La storia scorre così come un unico racconto che si snoda in vari capitoli,
a partire dalla nascita di Shlomo, ebreo di famiglia italiana e sefardita, nato
a Salonicco nel 1923 e lì vissuto in povertà, rimasto orfano all’età di 11
anni insieme a quattro fratelli. Il padre, morto prima dell’emanazione delle
leggi razziali del 1938, non poté mai cogliere la vera natura del fascismo, ma
dopo quella data i privilegi della comunità italo-ebraica di Salonicco
finirono, sino a che nel 1939 l’Italia invase l’Albania e nel 1940 iniziò
la guerra dell’Italia, alleata subalterna della Germania nazista: come ci
ricorda Umberto Gentiloni Siveri nel saggio al fondo del libro, nel corso della
disastrosa campagna mediterranea e di Grecia l’Italia bombardò Salonicco; la
conduzione totalmente inadeguata dell’offensiva italiana portò gli alleati
tedeschi ad invadere anch’essi la Grecia nel 1941, occupandola, e ad ottenerne
rapidamente la resa. Tuttavia fino a quando i soldati italiani rimasero in
Grecia anche gli ebrei italiani furono salvaguardati. Ma i tedeschi iniziarono
presto a umiliarli pubblicamente, rastrellarli, affamarli. Alla fine del 1942 il
principale quartiere ebraico di Salonicco, Baron-Hirsh, divenne un ghetto vero e
proprio, e all’inizio del 1943 cominciarono le prime deportazioni dalla
Grecia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943 e la rottura italiana
dell’alleanza con la Germania, i tedeschi presero in mano il controllo della
situazione: i soldati italiani che non volevano combattere al loro fianco
vennero mandati in Germania ai lavori forzati e gli ebrei nei campi di
concentramento e di stermino. Shlomo fu deportato insieme a tutta la sua
famiglia ad Auschwitz nell’aprile del 1944 e destinato al Lager d, il settore
maschile di Birkenau. Lì si trovava il Sonderkommando.
Al suo arrivo, Shlomo ricevette garanzie da un altro prigioniero: lì non
avrebbe patito la fame e avrebbe ricevuto un trattamento migliore rispetto ad
altri prigionieri. Ma non sapeva che cosa significava Sonderkommando:
era il comando speciale, il gruppo dei prigionieri che, subentrando ad altri
prigionieri “selezionati”, “trasferiti”, “eliminati”, lavoravano nel
Crematorio, dove avevano il compito di avviare i compagni alle camere a gas e di
trasportarne i corpi, dopo averli spogliati di tutto (capelli, denti d’oro,
indumenti, e oggetti) ai forni crematori.
Shlomo racconta la sua esperienza di terrore muto, di spersonalizzazione, di
annullamento della parola e del pensiero, narra di essere diventato insieme ai
compagni un automa silenzioso di fronte al fuoco delle fosse, all’odore dei
corpi bruciati e delle ceneri, alla perversione organizzata. Nonostante sia poi
riuscito a costruirsi una nuova e grande famiglia in Italia, afferma: “Tutto
mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia. Qualunque cosa veda (…) Non ho più
avuto una vita normale”
Al testo si intercalano numerosi disegni di David Olère, pittore di origine
polacca, naturalizzato francese, importante artista della Parigi degli anni
’20 e ’30 che fu membro del Sonderkommando
di Auschwitz-Birkenau dal 1943 al 1945 e che, uscitone, sopravvisse come Shlomo
Venezia alla “marcia della morte” verso Mauthausen, Melk, ed Ebensee
(Austria) e successivamente non smise di testimoniare l’orrore di quegli anni
con le sue opere grafiche e pittoriche. I suoi disegni, che illustrano con
grande eloquenza e angosciosa precisione ciò che le parole non possono dire,
sono stati pubblicati a New York nel 1989 dalla Beate Klarsfeld Foundation.
Bianca Bassi Disegni
Shlomo Venezia, Sonderkommando
Auschwitz. La verità sulle camere a gas. Una
testimonianza unica, prefazione di Walter Veltroni, Rizzoli, Milano
2007