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Ada Luzzati Ortona

 

Il 26 febbraio, proprio mentre questo numero di Ha Keillah stava per chiudere, è improvvisamente scomparsa la nostra redattrice Ada Luzzati Ortona.

Nata nel 1931, laureata in chimica, ha lavorato alla fabbrica di vernici Siva (di cui era direttore Primo Levi, che era suo cugino), poi alla Stazione chimico agraria sperimentale di Torino, Istituto sperimentale per la nutrizione delle piante.

Nel 1987 sposa Silvio Ortona, partigiano, deputato PCI dal 1953 al 1963. Il matrimonio con Silvio (per decenni collaboratore fisso di Ha Keillah, come molti nostri lettori ricorderanno bene) porta Ada nel Gruppo di Studi Ebraici e alla collaborazione con il nostro giornale, inizialmente come correttrice di bozze (un compito poco visibile ma essenziale), ruolo che ha mantenuto, sempre precisissima e puntuale, fino al numero scorso; soprattutto nei primi anni, quando ancora buona parte degli articoli non ci arrivava in forma di file e gli errori erano molto più frequenti, Ada era come una maestrina dalla penna rossa, gentile ma implacabile, a cui non sfuggiva nulla, tanto che spesso in redazione risuonava la frase: “approviamolo, tanto poi ci penserà Ada”.

Il suo ingresso in redazione nel 2007 non è solo la prosecuzione in forma più ufficiale e strutturata di un lavoro che Ada svolgeva già di fatto da molti anni: in un momento in cui il Gruppo di Studi Ebraici (che aveva appena perso le elezioni comunitarie dopo quasi trent’anni di governo) era profondamente lacerato al proprio interno, Ada era vista da tutti come una figura capace di mediare, per il suo carattere gentile e per la correttezza che tutti le riconoscevano; negli anni successivi, in cui le lacerazioni del Gruppo si ripercuotono pesantemente sulla vita della redazione, Ada è forse l’unica tra noi che riesce a mantenersi ferma nelle proprie opinioni senza litigare con nessuno. Quando alla fine del 2010, con le dimissioni del direttore e di alcuni redattori, Ha Keillah inizia una nuova fase della sua storia, Ada è ormai una presenza consolidata che garantisce la continuità nella vita del giornale. La sua casa era la sede fissa delle nostre riunioni, e questo ci fa sentire ancora più forte lo spaesamento per dover continuare senza di lei. Gentile e pacata, raramente si inseriva di punta nelle discussioni, spesso esprimeva il suo parere per ultima, ma proprio per questo era ascoltata e facilmente la sua opinione metteva d’accordo tutti.

Sempre precisa e puntuale nella lettura di tutto il materiale che ci arrivava, ancora in occasione dell’ultima riunione di redazione (a cui non aveva potuto partecipare a causa di quella che appariva una semplice influenza) si era premurata di farci pervenire le sue dettagliate valutazioni su tutto i materiale arrivato nei giorni precedenti.

È stato rilevante anche il suo contributo nella ricerca di collaborazioni e nel mantenimento dei contatti.

Con lei Ha Keillah perde una presenza intelligente e preziosa.