Libri

 

Il tempo sospeso

di Emilio Jona

 

Con questo nuovo esile libro di poesie (Il piccolo cielo, Giuntina, 2012), ma non è, lo si sa, la mole a determinarne il peso, Rossella Tedeschi Fubini prosegue il cammino poetico iniziato con Davar (Giuntina, 1999).

Là c’erano due spazi, solo temporaneamente distinti, quello dei timori tremori della giovinezza e quello dell’incedere nell’età matura, che s’intrecciavano con un ebraismo sempre più solidamente intricato con la propria storia privata.

Certezze, paure esistenziali, ferite non rimarginabili, un dolore non redimibile, e un’elaborazione di un lutto che non aveva fine, il regno delle madri, i valori della tradizione ebraica erano i temi ricorrenti, ed essi ritornano in questo nuovo libro, filtrati, elaborati, con una maggiore consapevolezza e astuzia poetica.

Giustamente il prefatore del libro pone l’accento sul suo carattere di diario poetico, di lotta contro l’inesorabile fluire del tempo attraverso i vari livelli e le modalità di una memoria dei propri vissuti, di una loro trasfigurazione mitica letteraria e di un tragico passato collettivo.

Nell’ebraicità, assunta come substrato e filtro per comprendere e raccontare il proprio stare al mondo, sta uno degli snodi centrali del libro, da cui si dipartono buona parte dei suoi percorsi e delle sue tracce poetiche.

È un ebraismo che nasce dal nodo irrisolubile della Shoah, macchia che ha segnato indelebilmente la sua famiglia e si perpetua come una domanda dalle infinite e sempre insufficienti risposte, ed è un ebraismo che viene rivendicato nel perseguire e costruire la propria identità, tra diaspora, Israele e religione dei padri.

Ma accanto ad esso non va sottovalutata l’attenzione che viene riservata ad un altro tempo, quello delle umili quotidiane cose della vita: il preciso lavoro del giardiniere che tronca con taglio netto le carni / sfatte delle rose sullo stelo, l’arte artigiana di chi infila perle per costruire l’armonia di una collana, l’incrociarsi di due treni che realizza una breve congiunzione tra vite e destini diversi, il tempo sospeso / tra il fare e il non fare, i volti di un’altra diaspora, quella delle piccole donne filippine dagli occhi oblunghi o quello della badante rumena nell’intreccio polifonico delle sue aspettative, speranze e dura realtà di ogni giorno.

Nella sospensione tra questi due tempi sta forse il centro di questo discorso poetico.

Emilio Jona

 

Rossella Tedeschi Fubini, Il piccolo cielo, Giuntina (collana Shirà), pp. 76, 10

 

    

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