Libri

 

Rassegna

 

Yarona Pinhas - Scintille dell’anima. Un viaggio spirituale nella Cabbalà - Ed. Giuntina - 2012 (pp. 117; € 10) Il breve testo contiene “un insieme di sprazzi di idee elaborate da menti illuminate nel corso dei secoli” ed è diviso in quattro parti: scintille della creazione, scintille dello Zohar, scintille sparse, scintillazione finale, che fanno capo ai principali concetti e riferimenti spirituali della Cabbalà. Una sintesi semplice ed efficace di interesse per tutti e, in particolare, per chi segue quest’anno le lezioni dell’ing. Segre sull’avvicinamento alla cultura ebraica. (e)

Paolo De Benedetti, Massimo Giuliani - Portare il saluto. I significati dello shalom - Ed. Morcelliana - 2012 (pp. 82; € 10) “Ciao, come stai?” “Bene e tu?”: salutare è un gesto quotidiano che si compie in casa, per strada, sul lavoro, un gesto ormai automatico, una mera formalità. Ma, dentro la quale, “… a saperla leggere, una grammatica di senso, una vera e propria semantica delle relazioni umane, esplorare la quale potrebbe valorizzare un gesto quotidiano di cui nessuna società può fare a meno perché una società in cui fosse abolito o proibito il salutarsi sarebbe una distopia del tutto inimmaginabile” Per ridare un senso al tuo saluto, questa breve ma intensa lettura non va perduta. (e)

Klaartje De Zwarte-Walvisch - Tutto è in frantumi. 1943. Diario di un’ebrea olandese - Ed. Guanda - 2012 (pp. 167; € 16,50) Il racconto di una donna ebrea che narra quanto le è accaduto durante e dopo l’arresto, il 22 marzo 1943, ad Amsterdam ad opera di “cacciatori di ebrei”. Un diario scritto nel tempo della deportazione (che si interrompe il 4 luglio 1943, poco prima della morte) avventurosamente ritrovato nel Museo ebraico di Amsterdam. Una rara testimonianza fortemente sofferta e voluta: “spero ardentemente che quanto ho scritto qui un giorno raggiunga il mondo esterno”. (e)

Daniel Lifschitz - Quando Israele era bambino. La sapienza dei Chassidim - Ed. OCD - 2012 (pp. 299; € 16) Una raccolta di brevi racconti chassidici che si distingue dalle altre finora pubblicate per l’ordine tematico-alfabetico in cui sono collocate. Una lieve e piacevole lettura, con un’appendice sulla storia e la spiritualità del chassidismo di interesse per tutti e un ottimo ripasso per chi segue le lezioni di quest’anno del corso di avvicinamento alla cultura ebraica dell’ing. Segre. (e)

Mario Sgarbossa - Maria Baxiu. Donna del dialogo giudaico-cristiano - Ed. Città Nuova - 20102 (pp. 166; € 12) Una biografia, a carattere agiografico, di una “donna biblica”, così definita per la sua passione e dedizione per Israele e il dialogo cristiano-ebraico a favore dello “incremento della conoscenza reciproca, della stima vicendevole e della collaborazione anche nello studio stesso delle Sacre Scritture. (e)

Daniel Silva - Il caso Rembrandt - Ed. Neri Pozza - 2012 Per chi ama il genere “thriller” il romanzo di un autore già famoso negli Stati Uniti e già pubblicato anche in Italia. (e)

Daniel Barenboim - La musica è tutto. Etica ed estetica - Ed. Feltrinelli - 2012 (pp. 121; € 12) Miscellanea, un po’ abborracciata e confusa, di interventi, discorsi, interviste del grande direttore d’orchestra, alcuni di carattere musicale, altri su argomenti politici, etici e di estetica. (e)

Eugenio Belgrado - Torri di fumo. Una storia di Trieste - Ed. Lavieri - 2012 (pp. 92; € 12,50) Storia a fumetti che unisce aspetti romanzeschi alla rievocazione della tragedia della risiera di San Sabba, con allegato il documentario in DVD sullo stesso argomento. (e)

Gino Racah - Novelle e impressioni - Ed. Mucchi - 2012 (pp. 104; € 12) Semplici novelle di sapore e linguaggio ottocentesco che rappresentano il primo esperimento di novellistica ebraica in lingua italiana di questo autore, figura di spicco del sionismo milanese delle origini. (e)

Wilhelmina “Mina” Pachter - Sognavamo di cucinare. Ricette dal ghetto di Terezìn - Ed. Le Chateau - 2012 (pp. 72; € 10) Un ricettario scritto dalle donne ebree nel campo-ghetto di Terezìn, ritrovato fortunosamente dopo molti anni, costituisce una straordinaria testimonianza della “manifestazione di coraggio, di rivolta spirituale contro la crudeltà delle condizioni” in cui erano costrette queste persone che stavano morendo di fame: “Pertanto quest’opera… non va assaporata per le sue offerte culinarie ma per lo sguardo che ci offre sulla comprensione delle straordinarie capacità dello spirito umano di trascendere quanto gli sta intorno, combattere la de-umanizzazione e sognare il passato e il futuro”. (e)

Massimo Foa (a cura di) - Profeti anteriori in rima - Ed. vis vitalis - 2012 (pp. 213; € 15) Nuova originale impresa dell’autore che ha già messo in rima, in un libro precedente, i primi cinque libri della Bibbia e qui riprende la sua lodevole fatica traducendo in versi i “Profeti anteriori”, quelli che raccontano la storia degli Ebrei dalla morte di Mosè fino alla distruzione del primo Tempio ad opera dei Babilonesi (libri di Giosué, Giudici, Samuele I, Samuele II, Re I, Re II). (e)

Amos Luzzatto - Vita - Ed. Rosenberg & Sellier - 2012 (pp. 125; € 9,50) Da parte di un medico-scrittore un avvicinamento “facile” alla bioetica nei suoi enunciati fondamentali: a) la vita ha un dinamismo che non può prescindere dal tempo e dalla storia poiché essa stessa non è uno “stato” ma un “processo”; b) la vita non può prescindere dal rapporto con lo spazio poiché ogni vivente è inserito in un ambiente esterno e articolato al suo interno in ambienti spaziali divisi ma correlati tra loro; c) la vita è cosciente, consapevole di vivere e di modificarsi continuamente; d) come gli individui, anche i gruppi di individui simili hanno una vita propria che si esprime in una “cultura”. (e)

Paola Ricci Sindoni - Viaggi intorno al nome. Percorsi e figure dell’ebraismo contemporaneo - Ed. Le Lettere - 2012 (pp. 252; € 20) “L’ebreo è, dunque, per essenza, l’essere in movimento, uomo non legato a un territorio se non a quello sempre promesso e sempre atteso; è l’uomo delle grandi migrazioni che solo attraversando il deserto e la paura si costituisce come popolo”. Questo studio vuole essere “solo una prova di avvicinamento verso quel luogo di “laggiù”, una indicazione di qualche possibile tappa di viaggio intorno al Nome impronunciabile” attraverso una lettura della Torah e del Talmud e una presentazione di alcuni protagonisti della filosofia novecentesca quali Franz Rosenzweig, Martin Buber, Abraham Joshua Heschel, Hannah Arendt, Emil Fackenheim. Lettura impegnativa ma interessante. (e)

Jean Paul Dufiet - Le premier théatre de la Shoah -Ed. Forum - 2012 (pp. 206, € 20) “Le Lépreux”, rappresentato per la prima volta nel 1956 a Parigi, è il primo dramma sulla Shoah in lingua francese. Ne è stata autrice Anna Langfus, ebrea d’origine polacca, nota in Francia come scrittrice di romanzi. Il volume è composto di quattro parti. Nella prima si racconta la biografia dell’autrice, sopravvissuta alla distruzione del ghetto di Varsavia e morta nel 1966. La seconda parte presenta il corpus della rappresentazione teatrale della Shoah fino agli anni 2000 (gli autori,le opere, le tematiche essenziali, i personaggi dominanti, le rappresentazioni). Nella terza parte trova posto il testo integrale del dramma mentre l’ultima parte contiene l’analisi e il commento dello stesso con l’intento di presentare gli aspetti più importanti del linguaggio drammatico che si è fatto carico, per la prima volta in Francia, della Shoah. (e)

Michael Bar-Zohar, Nissim Mishal - Mossad. Le più grandi missioni del servizio segreto israeliano - Ed. Feltrinelli - 2012 (pp. 350, € 20). Scritti con piglio giornalistico-romanzesco, questi racconti delle missioni del Mossad e degli uomini eroici che ne fanno parte, si leggono tutti d’un fiato proprio come i racconti e i romanzi d’avventura e di spionaggio senza, peraltro, dimenticare che “ad accomunare gli agenti del Mossad è soprattutto un ideale, l’amore per il loro Paese, un impegno senza compromessi per la sua difesa e una abnegazione che li induce a correre i rischi più estremi e a esporsi ai pericoli più gravi pur di garantirne la sopravvivenza”. (e)

Vincenzo Pinto - Il prete con la Kippah. L’immaginario ebraico nel feuilleton gesuitico del Risorgimento italiano - Ed. Città futura - 2012 (pp. 336; € 18) Una antologia di brani di romanzi d’appendice ottocenteschi scritti da gesuiti e apparsi a puntate sulla rivista “Civiltà cattolica” come “tentativo di fornire una risposta all’intricato rapporto instauratosi nel corso dell’800 fra la Compagnia di Gesù e l’ebraicità in Italia”. L’ebreo è visto e avversato qui, nel Risorgimento italiano, non tanto per una forma di antisemitismo ma quale rappresentante del liberalismo immanente, il vero avversario dei gesuiti, il personaggio che non si interessa e, anzi, attacca l’idea della vita eterna, attaccato al “di qua”, profondamente mondano e poco propenso a rispettare il messaggio cristiano”. (e)

Lia Erminia Tagliacozzo (a cura di) - Le signore del thé delle cinque. I primi anni dell’ADEI a Venezia (1928-1945) tra tzedakà e cultura ebraica - Ed stamperia Cetid - 2012 (pp. 129; € 12) Il libro racconta, in particolare attraverso la documentazione dell’attività svolta e preziose fotografie ma anche con pregnanti interventi e testimonianze, la storia della sezione veneziana dell’ADEI (Associazione Donne Ebree Italiane) dalla fondazione nel 1928 al 1945. (e)

Paolo Ravenna - La sinagoga dei Sabbioni. Il tempio di Rito Italiano a Ferrara da Ser Mele ai Finzi Contini - Ed. Editai - 2012 (pp. 83) L’autore ricostruisce, a grandi linee, la storia e l’immagine del Tempio di Ferrara sito nell’edificio di Via dei Sabbioni acquisito dalla Comunità ebraica fin dal 1408 e citato nel “Giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani. Il volume - pregevole per fattura, illustrazioni e fotografie - si articola in tre sezioni. La prima, che abbraccia praticamente tutto il XV secolo, racconta la storia della presenza ebraica nell’edificio; la seconda presenta una sintetica ricostruzione delle vicende della sinagoga di rito italiano, forse la più antica in Italia, dal 1485 al 1998; la terza, a carattere eminentemente documentario, segue l’evoluzione delle strutture della sinagoga nel tempo. (e)

Ugo Volli - Domande alla Torah. Semeiotica e filosofia della Bibbia ebraica - Ed. L’EPOS - 2012 (pp. 303; € 28,30) Nella tradizione ebraica - dice l’autore - il “libro” non è l’oggetto privato, attivo quasi esclusivamente nella coscienza di chi legge ma “… strumento di memoria, senza dubbio ma, soprattutto, macchina pedagogica e potente dispositivo di costruzione della comunità, ‘testimone’ collettivo che deve essere ‘chiamato’, proclamato davanti al popolo in forma rituale per sortire i suoi effetti”. Su questa traccia l’autore tenta un esame, tra ermeneutica e scienza della significazione, della “filosofia della Torah” intesa non solo quale pensiero contenuto nel testo biblico ma anche su come si costruisce il suo senso, il modo in cui la stessa tradizione da cui i libri sono stati prodotti ha cercato di interpretarne il significato. Lettura per studiosi ma ricca di spunti d’interesse per tutti. (e)

Alberto Cavaglion - Nati con la libertà. Dizionario portatile dell’ebraismo contemporaneo - Ed. L’ancora del Mediterraneo - 2012 (pp. 156; € 15) Una serie di brevi ritratti biografici di personaggi noti e meno noti, più o meno vicini nel tempo, tutti intesi a ricordare la libertà due volte conquistata in Italia dagli ebrei, nel Risorgimento prima e, poi, dopo il 1945. Lettura facile e piacevole. (e)

Maristella Botticini,Zvi Eckstein - I pochi eletti. Il ruolo dell’istruzione nella storia degli ebrei, 70 - 1942 - Ed. Università Bocconi - 2012 (pp. 434; € 34) Una formidabile ricerca storico-economica per rispondere compiutamente alla domanda “perché gli ebrei sono diventati il popolo che sono?”. Per arrivare alla sintetica risposta: - “le caratteristiche del popolo ebraico furono il portato di un profondo mutamento della religione ebraica seguito alla distruzione del secondo tempio nel 70 d.C. Tale mutamento, che investì la leaderschip religiosa in seno alla comunità ebraica, trasformò il giudaismo da culto basato sui sacrifici rituali eseguiti nel tempio in una religione la cui norma principale prescriveva a ogni ebreo di leggere e studiare la Torah e di mandare i figli a scuola o in sinagoga dall’età di sei o sette anni affinché essi imparassero a farlo” - bisogna avventurarsi nel percorso tracciato nel libro, scritto splendidamente, che permette di superare le comuni opinioni sinora date. È un viaggio che vale la pena di compiere. (e)

Elie Wiesel - Le due facce dell’innocente - Ed. Garzanti, 2012 (pp. 135; € 17,60) Tra eredità, memoria e trasmissione della colpa si dipana questo romanzo esile all’apparenza, in realtà innervato dai temi sempre cari a Wiesel: innumerevoli interrogativi, reiterati e senza risposta, sul mistero dell’animo umano. Un processo sconvolgente, in cui l’imputato è carnefice e vittima allo stesso tempo: è ormai la terza generazione dei massacratori, sono i nipoti degli assassini che rifiutano una responsabilità non percepita come propria. (s)

Theodor Herzl - Vecchia nuova terra - Ed. Bibliotheca Aretina, 2012 (pp. 238; € 20) Dopo il saggio utopico Der Judenstaadt, Herzl decise di affidare il suo progetto politico a questo romanzo, sebbene lui stesso ne abbia riconosciuto il non alto valore letterario. Un romanzo in piena regola, con personaggi, sentimenti, situazioni, colpi di scena, svolgimento cronologico; un romanzo “di formazione” ispirato al Wilhelm Meister di Goethe. L’accurato lavoro di Roberta Ascarelli ci consente di leggere finalmente in italiano l’opera che suscitò un acceso e appassionato dibattito all’interno dello stesso ebraismo mitteleuropeo. (s)

Guido Vitiello - Il testimone immaginario. Auschwitz, il cinema e la cultura pop - Ed. Ipermedium libri, 2011 (pp. 196; € 14) Esplicativo il sottotitolo di questo interessante saggio dell’attento ricercatore, docente di Scienze Politiche e studioso di problematiche quali COLPA e INNOCENZA, e della rappresentazione che se ne è fatta. “Dopo l’era del testimone - inaugurata dal processo Eichmann - si annuncia l’era del testimone immaginario… se le memorie di seconda mano non sono propriamente memoria, dovremmo definirle opere di immaginazione”. Lo studio prende dapprima in esame il “canone alto” (Notte e nebbia - Shoah - Kapò…) per poi rivolgersi a ciò che viene definito “paccottiglia”, dove gli stereotipi la fanno da padroni. Nell’ormai sterminata produzione sull’argomento, figura una messe di film di genere (dall’horror alla fantascienza, alla pornografia) la cui identificazione risulta alquanto complessa. (s)

Lia Levi - La notte dell’oblio - Ed. e/o, 2012 (pp. 194; € 17) Questo toccante romanzo può, a buon diritto, figurare tra le opere elencate dall’autrice come quelle che contribuiscono alla conoscenza delle situazioni e dei comportamenti verificatisi in seguito alla promulgazione delle leggi razziali. Ne emerge il quadro entro cui hanno variamente vissuto coloro che, vittime della perdita di congiunti scomparsi nel baratro del Nulla, hanno scelto di non indagare, di non sapere, hanno scelto di seppellire in fondo al cuore un dolore quasi ”vergognoso” per proteggerne i figli. Tenere all’oscuro i figli, favorendone l’inserimento nella vita “normale”, in una vita non marchiata dal male assoluto. Ma la Storia non abbandona le sue vittime e prima o poi le va a scovare per metterle di fronte alla verità. Un testo da proporre, senza riserve, alle giovani generazioni. (s)

Daniel Boyarin - Il Vangelo ebraico. Le vere origini del Cristianesimo - Ed. Lit Castelvecchi, 2012 (pp. 187; € 22) Dopo numerosi altri saggi, Boyarin (considerato uno dei massimi esperti contemporanei di Talmud) torna sulla questione cruciale di “come gli ebrei avrebbero dovuto rapportarsi con il loro Dio e con i gentili dopo la distruzione del Secondo Tempio”. Decenni di impegno accademico nell’individuare le radici comuni delle due identità, via via più distinte tra loro, nell’evolversi del pensiero teologico-dottrinale cristiano e in seguito al riordino promosso da Costantino. “Le idee di Boyarin ci turbano poiché complicano i rapporti …e ne sfumano i contorni”. Alla luce degli esiti delle riletture compiute, ebrei e cristiani dovrebbero ripensare radicalmente le loro identità e il loro modo di rapportarsi. (s)

Emmanuel Levinas - Parola e silenzio e altre conferenze inedite - Ed. Bompiani, 2012 (pp. 393; € 28) Prosegue la pubblicazione degli scritti inediti, sia quelli elaborati durante la prigionia che le orazioni pronunciate al Collège Philosophique (1948-1962) a completamento della riflessione sugli sconvolgimenti che la storia del Novecento ha prodotto sul pensiero filosofico. I curatori dell’opera, animati da scrupolo filologico, hanno mantenuto cancellature e riscritture autografe, onde presentare i testi nel loro sviluppo creativo, fino al raggiungimento della stesura ritenuta soddisfacente e definitiva dall’autore stesso. (s)

Metin Arditi - Il Turchetto - Ed. Neri Pozza, 2012 (pp. 255; € 16,50) Costantinopoli e Venezia nel Cinquecento: due potenze, due civiltà a confronto sulle rive del Mediterraneo, unite dalle avventurose vicende di un personaggio singolare. Il talento naturale nell’arte del ritratto (quell’immagine negata da ebraismo e Islam) trova accoglienza e successo nella decorazione di argomento sacro di cui sono avide le Confraternite della Serenissima. Tutti si contendono le tele del Turchetto, fino a quando la sua vera identità non viene scoperta: un ebreo levantino perseguitato dall’intolleranza religiosa. (s)

Franco Cardini - Gerusalemme. Una storia - Ed. Il Mulino, 2012 (pp. 312; € 16) - Munito di conoscenze non comuni e spinto dal desiderio di penetrare nell’enigma della città, l’eminente storico, con ammirevole modestia, ne traccia “una storia”: la sua… sottintendendo che ve ne possono essere infinite altre. Questo libro è senz’altro una commossa e riverente dichiarazione d’amore alla città, da mettere a confronto (tra le altre) con quella recente, e altrettanto appassionata, di Fiamma Nirenstein (A Gerusalemme). (s)

Natalie David-Weill - Le madri ebree non muoiono mai - Ed. Gremese, 2012 (pp. 239; € 14) Stereotipi (da sfatare o da riconfermare?), psicanalisi e vita privata, letteratura, cinema, umorismo e ironia in un mix originale e spassoso. Ghiotta occasione per riprendere in mano e rivedere capolavori famosissimi, ma anche per intuire vicende e personalità di noti figli di degne madri. Una cornice romanzesca inusitata per una lettura erudita, stimolante e godibilissima. (s)

Carlo Greppi - L’ultimo treno - Ed. Donzelli, 2012 (pp. 281; € 18) Riflessione sull’essenza della deportazione, sui comportamenti dei deportati, sulla violenza dell’uomo sull’uomo. “Al centro di questo libro sta la fisionomia delle sensibilità che si condensano in una condizione di eccezionalità”. Carlo Greppi, dottorando in Storia Contemporanea e collaboratore dell’Istoreto ”Giorgio Agosti” di Torino, ha scelto (tra una vasta messe) di presentare testimonianze e testi che possano contribuire a creare una conoscenza “totale, globale”del prima, del durante e del dopo la deportazione e che, a suo parere, “costituiscono una cronaca etico-corale”. L’idea di questo percorso è nata all’interno dell’associazione Terra del Fuoco, tra i ragazzi che si impegnano nelle scuole per organizzare il Treno della Memoria. (s)

Millie Werber-Eve Keller - La sposa di Auschwitz - Ed. Newton Compton, 2013 (pp. 281; € 9,90) La vera storia di Millie, sopravvissuta, narrata con le corde del cuore da Eve, che l’ha raccolta essendo riuscita a vincerne la riluttanza, il pudore, la sofferenza. La Millie protagonista ha riversato in Eve (accademica, esperta in letteratura) una vicenda vissuta, a cui per sessant’anni non aveva potuto dar parole. E la studiosa non ha mancato di verificare, col metodo scientifico della ricerca, la veridicità degli elementi che fanno da tragico contorno allo strazio personale. (s)

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Mustari (s)
Con la collaborazione
della Libreria Claudiana

    

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