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Lettera da Parigi

Dieudonné e dintorni

 

 di Nata Rampazzo

 

Domenica 26 gennaio c’è stata un’onda d’urto perché si è svolta una manifestazione di 30000 persone contro il governo socialista di Hollande, che raggruppava cattolici integralisti, fascisti, antisionisti, “gaucho-islamici” e seguaci di Dieudonné.

In questa manifestazione contro Hollande, gli slogan all’origine contro il governo, il matrimonio gay, l’aborto con lo slogan “Hollande degage “, si sono trasformati ben presto in slogan contro gli ebrei, ad esempio: “Juif, la France n’est pas à toi”.

Un quadro generale delle violenze antisemite in Francia mostra una sequenza più che quotidiana, dai 300 ai 400 episodi all’anno, con fatti anche altamente criminali.

Per esempio un anno fa un giovane jihadista ha ucciso, penetrando in una scuola ebraica di Tolosa, tre bambini e un professore, e quattro anni fa un branco di assassini ha sequestrato, torturato e ucciso un ragazzo, Ilan Halimi, solo perché era ebreo.

Il fenomeno Dieudonné è un fatto nuovo. Dieudonné è un comico francese di origine mista: il padre è del Camerun e la madre è bretone. Dieudonné era un buffone ed è diventato un leader politico degli antisemiti e degli antisionisti.

Dieudonné è un buffone conosciutissimo in Francia e da diversi anni, nei suoi spettacoli, ha come “fonds de commerce” l’antisionismo. Tra l’altro anni fa si era presentato alle elezioni con una lista di sinistra antisionista. Non solo, ma Dieudonné si è avvicinato al Front National di Marine Le Pen e il padre Le Pen è pure il padrino di suo figlio.

Negli ultimi tempi, i suoi spettacoli-ossessivi sono quasi sempre degli attacchi violenti contro la comunità ebraica e/o la lobby sionista, in cui vengono riciclati i ferri vecchi dell’antisemitismo di “classe” e attualizzata, con l’antisionismo, la moderna giudeofobia.

Le nefandezze che si sentono nei suoi spettacoli sono che gli ebrei controllano le banche, i media, il cinema, sono dei lobbisti e tramano con Israele un complotto per dominare il mondo, tutte cose vecchie riciclate e già scritte nel famoso “I protocolli dei savi di Sion”. Ad esse si aggiungono gli attacchi “patologici” alla Shoah. Uno dei suoi slogan preferiti é “l’ananashoah”, e a volte nei suoi spettacoli non manca di invitare dei negazionisti di rinomata carriera, come lo pseudo storico Faurisson.

È cosa nota che è sovvenzionato dall’Iran; la televisione ospita spesso le sue interviste improntate ad odio nei confronti d’Israele e degli ebrei, mentre il governo iraniano ha finanziato un suo film contro il sionismo.

L’originalità di Dieudonné sta nell’assemblare, con la comicità, un pubblico eterogeneo, un misto ibrido di gente con origini etniche e politiche diverse, unificando i suoi spettatori attraverso il ridere. E il ridere è utilizzato come un arma dell’odio, come arma assassina contro i sionisti e/o gli ebrei, e diventa, in Francia, un coagulante potente dell’antisemitismo.

Il buffone Dieudonné è persona intelligente ed è pure consigliato da intellettuali di origini politiche diverse, che vanno dai teorici della “libertà d’espressione” agli ex comunisti, ai pro-palestinesi, dai fascisti nostalgici ai cattolici integralisti e agli islamici salafiti.

Dieudonné è l’espressione politica della punta dell’iceberg d’un passato che non passa, cioè da quell’ombra della storia che va dagli anni trenta alla collaborazione e alla partecipazione attiva alla distruzione degli ebrei di Francia dal ’40 al ’44.

E sfortunatamente queste sono le tracce che si perdono nei mille inquietanti sentieri dell’attualità antisemita o/e antisionista in questo paese.

E, per concludere, mio figlio non porta più in pubblico il magen david.

Shalom

Nata Rampazzo

 

 

Nata Rampazzo vive in Francia da 35 anni. È consulente e ideatore di progetti editoriali; lavora per i più importanti gruppi editoriali francofoni, quali Le Monde, Le Point, Nouvel Observateur e, in Svizzera per Rengier e Tamedie.

Per dieci anni ha diretto una casa editrice francese, “1000 et une nuit”, che ha pubblicato, tra le altre, diverse opere di autori israeliani ed ebrei.

 

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