Libri

 

Rassegna

 

Marco Ansaldo - Il falsario italiano di Schindler. I segreti dell’ultimo archivio nazista - Ed. Rizzoli, 2012 (pp. 278, 18) Marco Ansaldo è il primo italiano ad essersi inoltrato nei ventisei km. di documenti nazisti, custoditi a Bad Arolsen: l’archivio dell’Olocausto. Schede di sconosciuti e altre di persone quali Primo Levi, Anna Frank, Irene Némirowsky, Mafalda di Savoia… e Shulim Vogelmann. Quest’ultimo, ebreo fiorentino di origine polacca, salvato da Schindler, divenuto il falsario del Reich, fu fondatore della casa editrice Giuntina. Nel suo lavoro forzato di falsario aveva contribuito a stampare 133 milioni di sterline false per mettere in ginocchio l’economia britannica… (s)

Assaf Gavron - Idromania - Ed. Giuntina, 2013 (pp. 225, 15) Nel 2067 i mercanti dell’acqua sono i potenti dominatori di un pianeta governato dalle multinazionali cinesi, giapponesi e ucraine. Ambientato in uno scacchiere in cui sulla carta geopolitica Israele non figura (nemmeno oggi, per i vicini mediorientali) e i palestinesi hanno avuto il sopravvento, questo romanzo fantascientifico (ma non poi così tanto) prefigura un’umanità assillata dalla sete e per la quale la tecnologia è diventata letteralmente una seconda pelle. (s)

Simone Paganini - La capra di Qumran. Realtà e leggenda di una scoperta archeologica - Ed. Edb, 2013 (pp. 119, 9) “Nonostante il gran numero di iniziative e di studiosi che si occupano in maniera scientifica dei manoscritti, del loro studio e dell’analisi dei loro rapporti con la letteratura dell’antico Israele e con lo sviluppo del primo cristianesimo, il lavoro di ricerca su questi testi è di fatto appena cominciato”. (s)

Gyorgy Konrad - Ebrei. Il popolo universale - Ed. Gaspari, 2013 (pp. 159, 14) Sopravvissuto alla Shoah, Konrad divenne letterato e sociologo e, in questo saggio, si confronta con le problematiche dell’era Kadar interrogandosi anche sulla duplice identità di ebreo e di ungherese. Partecipò alla costruzione della nuova democrazia post-comunista e prese posizione contro l’intervento armato del 1956. Molte sono le sue riflessioni sul sionismo e lo Stato d’Israele e sull’antisemitismo risorgente. Le sue conclusioni vertono sul desiderio/necessità dell’ebreo diasporico di “mantenere la duplice o molteplice identità”. (s)

Mordecai Richler - Joshua allora e oggi - Ed. Adlephi, 2013 (pp. 466, 20) Con la consueta narrazione affastellata e caotica ma perfettamente dominata, con scorrerie nel tempo e nello spazio e digressioni focalizzanti questo o quel personaggio in una data situazione, Richler ha prodotto un romanzo esplosivo quanto quello di Barney, sfidando il lettore, catturato, ad arrivare alla fine delle 461 pagine. (s)

Silvie Weil - Casa Weil. Andrè e Simone - Ed. Lantana, 2013 (pp. 201, 16) Una famiglia speciale in cui spiccano le figure del figlio Andrè, genio matematico, e della figlia Simone, mistica, pensatrice di levatura eccezionale. L’autrice, figlia di Andrè e quindi nipote di Simone, con la scrittura di questo libro sembra volersi liberare da un peso insostenibile, pagando il deferente tributo alle loro rispettive vicende. Non proprio una ricostruzione biografica quanto piuttosto un percorso psicanalitico per uscire dal tunnel: ”più di una volta mi è capitato di rinnegare Simone. Mi vergognavo di quella parentela come di una tara”. (s)

Tilly Alphandéry-Weiss - Via Eupili… ricordi - Ed. Proedi, 2012 (pp. 127, 15) È la storia della piccola scuola ebraica di Milano che, sorta nel 1931, “seppe accogliere bimbi ebrei prima della guerra e che, dopo la guerra, seppe assorbire quanti … erano riusciti ad avere salva la vita”. I compagni, gli insegnanti, le tradizioni, le gite e il pulmino blu che assicurava il trasporto dei più piccini. Ricordi condivisi da coloro che, recandosi nella “pariniana” via Eupili, al numero 8, ricevettero incoraggiamento e fiducia nell’avvenire. (s)

Anna Maria Habermann - Il labirinto di carta - Ed. Proedi, 2012 (pp. 207, 15) Ricordi sbiaditi dal tempo, silenzi laceranti, segreti mai svelati … hanno via via maturato nell’autrice la determinazione a ricercare nei luoghi, nel passato e nel profondo dell’anima la verità sul fratellino scomparso. (s)

Frank Stiffel - Il racconto dell’anello - Ed. e/o, 2013 (pp. 462, H 20) racconto autobiografico di un sopravvissuto: narrazione minuziosa e vivida, cronologica e tesa come in un libro di avventure. Ma l’anello trovato è vero e il ritratto del cammeo si è materializzato in colei che sarebbe stata la compagna di tutta la sua vita. (s)

Antonella Colonna Vilasi - La storia del Mossad. Servizi e segreti - Ed. Sovera, 2013 (pp. 126, 14) Docente di Intelligence presso numerose agenzie e università, l’autrice è la prima donna europea a ripercorrere, con metodo scientifico e finalità divulgative, tutte le tappe dei servizi segreti israeliani, intrecciate con la tormentata storia dello Stato d’Israele. In particolare si segnalano le interviste alle cosiddette honey trap (trappole al miele) le agenti donne. (s)

Sandro Gai - Mio Dio perché? 16 ottobre 1943 in fuga con blocco e matita - Ed. Palombi, 2012 (pp. 231, 20) Con il patrocinio e il contributo della Provincia di Roma, del Museo della Shoah e della Comunità Montana dell’Aniene viene pubblicato questo volume che, basato sui disegni, quasi fotografici, di Aldo Gay (già oggetto di una mostra al Vittoriano) è costituito anche da parti di testo a cronaca e commento degli avvenimenti, come pure di lettere di corrispondenza. Vi si racconta la vita degli ebrei sotto il tallone delle leggi razziste e la fuga di alcune famiglie nella valle dell’Aniene. (s)

Valentino Baldacci - Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele - Ed. Polistampa, 2013 (pp. 233, 18) All’approssimarsi del ventesimo anniversario della scomparsa di Spadolini (4 agosto 1994), Valentino Baldacci, suo eminente discepolo, ha voluto mettere in risalto l’originalità del rapporto con gli ebrei, le istituzioni ebraiche e lo Stato d’Israele. Fu in molteplici situazioni, ma particolarmente in occasione della Guerra dei Sei Giorni che Spadolini difese le ragioni di Israele, differenziandosi da molti politici italiani. Nelle parole di Renzo Gattegna, prefatore al volume: “il repubblicano Spadolini fu forse il solo ad individuare e spiegare le affinità tra Mazzini e Herzl…”. L’opera abbraccia tutto il percorso biografico di Spadolini, dalla formazione alla Presidenza del Senato e si avvale del ricchissimo fondo della Fondazione Spadolini Nuova Antologia. (s)

Alberto Vigevani - I compagni di Settembre - Ed. Endemunde, 2013, pp. 160, 11,90) Questo primo romanzo partigiano, scritto durante l’esilio in Svizzera nel 1944, riveste valore storico oltre che letterario poiché ripercorre tanto il cammino fattuale attraverso le montagne, quanto il cammino interiore di adesione ai valori della resistenza del giovane protagonista (alter ego dell’autore). Quasi una cronaca, corredata dal taccuino rosso, gli articoli apparsi sull’Avanti all’indomani della Liberazione. (s)

Massimo Giuliani - Conoscere la Shoah - Ed. La Scuola, 2013 (pp. 176, 11) Uno strumento pedagogico destinato sia a studenti che a docenti ma anche ad un pubblico più vasto, interessato a comprendere meglio l’evento. Testo di molte illustri voci, coordinate da Giuliani, docente di pensiero ebraico presso l’università di Trento e membro di numerosi comitati scientifici e fondazioni. (s)

Joseph Roth - Autodafé dello spirito - Ed. Lit, 2013 (pp. 119, 12) Lucida analisi e impegno civile di un acuto osservatore dell’Europa in procinto di attuare la Barbarie Suprema. Il potere della propaganda, i roghi di libri con la conseguente “estinzione della letteratura tedesca” il “sangue freddo” di fronte ai suicidi, all’emarginazione, alle emigrazioni, all’affermarsi di classi dirigenti “orgogliosamente analfabete” e il consolidarsi di potenze micidiali quali la Krupp del cannone Berta e la I. G. Farben dello Zyklon B, impongono l’accorata denuncia presente in questa raccolta di articoli, alcuni dei quali inediti in Italia. (s)

Isaac B. Singer, Israel J. Singer - La famiglia Mushkat; La stazione di Bakhmatch (a cura di Erri De Luca) - Ed. Feltrinelli, 2013 (pp. 92, 9) Arduo cimento con la traduzione dallo yiddish per Erri De Luca, rispettivamente di un capitolo inedito della famosa saga famigliare di IBS e di un racconto inedito di IJS su di un episodio della rivoluzione russa. (s)

Kadmi-Cohen - Nomadi. Saggio sull’animo ebraico - a cura di Vincenzo Pinto - Ed. Free Ebrei, 2013 (pp. 245, 12) Nomadismo ideologico, non solo territoriale, flussi di pensiero e di categorie a cui gli ebrei hanno variamente aderito, quale, ad esempio, “l’alleanza quasi secolare fra il pensiero ebraico e quello puritano nord-americano della Christian Science”. Opposte possono essere le reazioni suscitate dal contenuto del presente saggio e tuttavia, sostenendo il concetto di “pansemitismo”, rappresentano un contributo all’analisi dell’antisemitismo in tutte le sue sfaccettature. (s)

Milena Beux Jaeger - Padre Nostro. Una preghiera ebraica - Ed. Silvio Zamorani, 2012 (pp. 157, 28) Dopo essersi misurata con l’antica liturgia ebraica del santuario di Gerusalemme, la studiosa affronta il problema della rielaborazione dei testi delle preghiere fino all’inclusione nel culto cristiano tramite le comunità paleocristiane come quella degli Esseni. Nel caso specifico M. Beux Jaeger si prefigge di dimostrare che nel testo in oggetto “non compare alcun elemento … genuinamente cristiano” e che quindi l’analisi dovrà attingere al patrimonio culturale, religioso e spirituale di Israele. Il testo, nato da una preghiera del culto privato ebraico, ha poi assunto lo status di “preghiera normativa fissa” della nuova religione. (s)

Kurt Tucholsky - Le storie del signor Wendriner - a cura di Alessandra Cambatzu - Ed. Free Ebrei, 2013 (pp. 80, 6) Un intollerabile sciocchezzaio, un cumulo di pensieri frenetici, un monologare sovreccitato prodotto da una testa che elabora a velocità supersonica a fini pratici: per concludere affari, per far soldi. Un’intera classe sociale viene rappresentata in questi brevi racconti, veri pezzi di bravura, tali da sintetizzare l’ambiente di “certa borghesia ebraica tedesca, sicura di sé… all’avvento del nazionalsocialismo”. (s)

Vincenzo Pinto - Un Cristo ebreo. Alberto Lecco e la tragedia ebraica novecentesca - Ed. Free Ebrei, 2013 (pp. 123, 7) La monografia si propone di analizzare quelle opere in cui l’autore si pone criticamente rispetto allo stereotipo dell’ebreo ”carnefice di se stesso” e del problema del rapporto tra ”vittima e “carnefice”. Secondo Pinto “Lecco non è stato un romanziere minore ed ha anche partecipato … all’elaborazione di una nuova concezione dell’identità diasporica novecentesca”. (s)

Giovanni Licata - La via della ragione. Elia del Medigo e l’averroismo di Spinoza - Ed. EUM (Università di Macerata), 2013 (pp. 423, 28) Dottore in Storia della Filosofia, lo studioso presenta, per la prima volta in traduzione italiana, il Behinat Ha-dat (Esame della ragione) dell’ebreo cretese askenazita Elia del Medigo. I confronti tra aristotelismo, averroismo e Torah conducono a percorrere la “via della ragione” e cioè l’autonomia della ragione rispetto alla fede verso il pensiero della modernità e dell’illuminismo. (s)

Stefano Caviglia - Alla scoperta della Roma ebraica - Ed. Intra Moenia, 2013 (pp. 223, 20) Cronologico e didascalico, il volume percorre in modo chiaro e immediato, le vicende dell’antichissima comunità romana, arricchite da annotazioni su usanze, tradizioni, aneddoti e curiosità che ne fanno anche una guida turistica preziosa (ricette e ristoranti compresi). (s)

Jan Karsky - La mia testimonianza davanti al mondo - Ed. Adelphi, 2013 (pp. 513, 32) Memoria eccezionale e rigore estremo sono le doti con cui questa testimonianza poté essere redatta e poi pubblicata a Boston nel 1944. Riuscito in un’impresa a dir poco incredibile (infiltrarsi nel ghetto di Varsavia e uscirne vivo) Jan Kosielewski alias Karsky intendeva riferire al mondo ciò che stava accadendo. Lo fece e tuttavia Roosevelt e gli alleati, per motivi di opportunità politico-strategica, non presero alcun provvedimento: nessuna ferrovia né alcun campo vennero bombardati… Fu Claude Lanzmann a intervistarlo nel 1978 nell’ambito del lavoro Shoah e da allora “l’uomo che cercò di fermare la Shoah” viene riconosciuto Giusto tra le Nazioni e ottiene la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele. (s)

Mosab Hassan Yousef (in collaborazione con Ron Brackin) - Figlio di Hamas. Dall’Intifada ai Servizi segreti israeliani - Ed. Gremese - 2011 (pp. 271) L’autobiografia di un militante di Hamas poi convertitosi al Cristianesimo, catturato, rifugiato negli Stati Uniti e diventato un traditore agli occhi dei suoi familiari e della sua gente. La realtà della situazione in Medio Oriente vista da un angolo visuale del tutto insolito. (e)

Enzo Traverso - La fine della modernità ebraica. Dalla critica al potere - Ed. Feltrinelli - 2013 (pp. 190, 19) Un’analisi dei mutamenti della “questione ebraica” nell’epoca attuale in cui l’asse del mondo ebraico si è spostato dall’Europa agli Stati Uniti e a Israele e in cui “l’antisemitismo ha smesso di plasmare le culture nazionali cedendo il posto all’islamofobia… e a un nuovo tipo di giudeofobia legata al conflitto israelo-palestinese”. D’altronde, nell’epoca della globalizzazione dei mercati, delle conoscenze e delle culture, gli ebrei “dopo essere stati una delle fonti principali del pensiero critico occidentale… si trovano oggi, per una sorta di capovolgimento paradossale, al cuore dei suoi dispositivi di dominio” con il passaggio dall’ebraismo critico e rivoluzionario all’ebraismo d’ordine con la perdita d’importanza della diaspora. (e)

Valerio Marchi - L’“affaire Dreyfus” e l’“accusa del sangue”. La vivace polemica antiebraica della stampa cattolica udinese fra otto e novecento - Ed. Del Bianco - 2013 (pp. 211, 20) L’autore, con una paziente ricerca, rintraccia, nei commenti della stampa cattolica di Udine di fine ’800 al caso Dreyfus e alla perdurante accusa di omicidio rituale, la polemica antiebraica serpeggiante anche in Italia. Al di là dei commenti, è interessante la ricostruzione delle due vicende. (e)

Massimo Giuliani (a cura di) - La filosofia ebraica, oggi. Orizzonti, percorsi e problemi - Ed. Esedra - 2013 (pp. 107, 15) Il volume racchiude i contributi a due tavole rotonde, tenutesi nel 2010 e nel 2011, nell’ambito della festa del Libro Ebraico promossa a Ferrara dalla fondazione MEIS (Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah). Si tratta di otto interventi tutti incentrati, in modi diversi, sulla possibilità di esplorare la possibilità di un “pensiero ebraico” nel XXI secolo. Va segnalato, in particolare, l’intervento di Stefano Levi Della Torre sulla memoria come base dell’etica. (e)

Luca Crippa - Maurizio Onnis - Il fotografo di Auschwitz - Ed. Piemme - 2013 (pp. 274, 14,90) Il romanzo di una storia vera, quella di un sopravvissuto di Auschwitz in grazia della sua abilità di fotografo che i nazisti sfruttano per accumulare documentazione sugli internati e sugli avvenimenti del campo ma che saranno utilizzate contro di loro nel processo di Norimberga. Con una scelta di fotografie in parte già note ma sempre terribili. (e)

Monica Held - La notte più buia - Ed. Neri Pozza - 2013 (pp. 284, 16,50) Sulla base di racconti raccolti dai sopravvissuti dei campi di sterminio, l’autrice, tedesca, imposta un romanzo che “riesce a mostrare un lato inedito della Shoah”. (e)

Giuseppe Laras - La mistica ebraica - Ed. Jaca Book - 2012 (pp. 94, 16) Un breve ma esauriente trattatello su un argomento di per sé affascinante che costituisce un’ottima introduzione per chi desideri approfondire l’argomento e un buon compendio per chi voglia, per lo meno, prendere adeguata conoscenza della dottrina mistica ebraica considerata sul piano teologico, su quello psicologico e su quello etico. (e)

Jacques Attali - Dizionario innamorato dell’ebraismo - Ed. Fazi - 2013 (pp. 396, 17) Un dizionario dell’ebraismo inteso come cultura e sostanziato da “ricordi” dell’autore (economista e consigliere di Stato di Mitterrand), dalla “lingua”, dal “libro” (la Torah), da una “teologia” (insieme di fede e missione), dalle “pratiche” (l’obbligo di apprendere, di vivere in comunità, di aprirsi agli altri), dal “modo di pensare”, dalla sua “storia” (sintetizzata nel suo insieme nella premessa). L’autore definisce questo dizionario “innamorato” perché le singole voci che lo formano sono state scelte “come si scelgono gli amici” attraverso la decisione “di non parlare che di argomenti dei quali mi posso dire innamorato”. Non è, quindi, un dizionario completo, ma ampio, scritto in modo personale e che, comunque, resta un’ottima introduzione ai temi essenziali dell’ebraismo. (e)

Chiara Pilocane - Tesori di pergamena. Tolleranze e altri decreti dell’archivio storico della Comunità ebraica di Casale Monferrato - Ed. a cura della Comunità ebraica di Casale Monferrato - 2013 (pp. 123, 23) Una preziosa ricerca sui documenti custoditi nel ricco archivio della Comunità ebraica di Casale Monferrato che ha consentito all’autrice la trascrizione della documentazione pubblica prodotta dall’attività della Università israelitica generale del Monferrato negli anni dal 1570 al 1796. Una ricerca e una documentazione che consentono “di illuminare, almeno in parte, alcuni aspetti della vita che conducevano gli ebrei di Casale e delle altre cittadine del Ducato” in quel periodo. Un ottimo lavoro di ricerca storiografica, di grande interesse soprattutto per gli studiosi ma interessante per tutti. (e)

 Angelo Ventura - Il fascismo e gli ebrei. Il razzismo antisemita nell’ideologia e nella politica del regime - Ed. Donzelli - 2013 (pp. 247, 19) Quattro brevi ma esemplari saggi storici sulla svolta antisemita del fascismo del 1938, sulle leggi razziali, sulle loro premesse nell’ideologia del regime e sulla persecuzione degli intellettuali e dei professori di origine israelitica, in un quadro che svaria dalla considerazione dei caratteri generali dell’antisemitismo italiano e fascista alle vicende che hanno interessato direttamente l’Università italiana e, in particolare, quella di Padova presso la quale insegna l’autore. Va segnalato, in particolare, il contributo sulla rivalutazione della posizione assunta da Renzo De Felice, autore della fondamentale Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo pubblicata nel 1961 e poi rimaneggiata fino al 1993. (e)

Vincenzo Pinto - Kadima! Saggi sull’identità ebraica (1998 - 2012) - Ed. Free Ebrei - 2013 (pp. 635, 25) Il ponderoso volume, di non semplice lettura ma ricco di spunti interessanti, raccoglie un gran numero degli scritti dell’autore, considerato uno dei migliori studiosi italiani del sionismo e dell’identità ebraica, tra il 1988 e il 2012. Il titolo del libro trova il suo primo riferimento nel nome assegnato da Nathan Birnbaum, primo assertore dell’“ebreo nuovo nazionalista” e del sionismo, alla Associazione accademica da lui fondata nel 1882. I singoli scritti affrontano il problema del sionismo da diversi punti di vista e con diverso peso e possono, quindi, essere apprezzati anche singolarmente. (e)

Andrea Yaakov Lattes - Vita ebraica a Lugo nei verbali delle sedute consigliari degli anni 1621 - 1623 (con un’appendice di Mauro Perani) - Ed. Leo S. Olschki - 2013 (pp. 215) Il libro contiene (sia in ebraico sia nella traduzione in italiano) il registro dei verbali nel quale lo scriba della Comunità ebraica di Lugo (probabilmente il Rabbino) redasse, dopo ogni seduta del Consiglio, il resoconto ufficiale per il periodo dal 1621 al 1630. Gli argomenti trattati riguardano essenzialmente due temi: l’organizzazione interna della Comunità e le sue finanze. I verbali sono importanti, dal punto di vista storico, perché lasciano intendere quali problemi si ponevano nella Comunità dal punto di vista interno alla stessa e non, come in altri documenti, da quello della maggioranza cristiana. Pubblicazione di grande interessi per gli studiosi di storia ebraica ma anche per i curiosi ai quali può interessare, in particolare, il “poema per lo scampato pericolo da un assalto di ladri in casa dell’ebreo Moisé Angelo Senigaglia avvenuto a Lugo il 6 Febbraio 1829”, commissionato a un Rabbino da un membro della borghesia ebraica di Lugo, aggiunto in appendice al testo. (e)

Maria Teresa Milano (a cura di) - Salvatori e salvati. Le storie di chi salvò gli ebrei nella Seconda guerra mondiale in Piemonte e Valle d’Aosta - Ed. Le Château - 2013 (pp. 238, 15) Una interessante e significativa ricerca dell’autrice condensata in questo libro (dal titolo che riecheggia quello di Primo Levi I sommersi e i salvati) che riporta la documentazione relativa ai “salvatori” di ebrei perseguitati del Piemonte e della Valle d’Aosta pervenuta alla Comunità Ebraica di Torino dal 1955 a oggi, integrata con le schede custodite presso gli archivi del Centro studi Yad Vashem e con i documenti forniti dal professor Paolo Momigliano Levi. Le storie raccolte nel libro, molto diverse tra loro, alcune ricche e dettagliate, altre brevissime e sintetiche, sono precedute da quattro brevi contributi (di Gabriele Nissim, Sarah Kaminski, Livio Berardo, Paolo Momigliano Levi). Le testimonianze riportate, d’altronde, chiariscono che la capacità di scegliere tra il bene e il male di coloro che si adoperarono, in varie forme e contesti, per aiutare e “salvare” gli ebrei non fu determinata dall’istruzione o dall’estrazione sociale: “l’immagine dell’uomo giusto non può essere quella di un superuomo che combatte una battaglia infinita contro i soprusi… può diventare “giusto” anche chi, una volta sola nella sua esistenza, in un unico giorno della sua vita, di fronte a un solo sopruso, a un solo uomo perseguitato, a una sola menzogna, ha il coraggio di rompere il conformismo e di compiere un solo atto di bene, di amore, di giustizia”. (e)

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Mustari (s)
Con la collaborazione
della Libreria Claudiana

 

Ritratti di tre giovani vittime del Ku Klux Klan
(Ben Shahn)

    

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