Torino

 

Novità e numeri

di Anna Segre

 

Un sensibile calo nella percentuale dei votanti in linea di principio non dovrebbe essere considerato una buona notizia. Va detto, però, che in molti casi l’alta affluenza alle urne non è il segnale positivo di una diffusa volontà di partecipazione ma il sintomo di un malessere generalizzato, la prova che una larga parte dell’elettorato percepisce le elezioni come una questione di vita o di morte e sente che una vittoria degli “altri” sarebbe una catastrofe. Viceversa, chi diserta le urne dà prova di scarso interesse per la cosa pubblica, ma al contempo dimostra anche una sorta di implicita fiducia, seppure passiva e distratta, nei confronti di chi governa. Non per niente si ha un’alta affluenza elettorale nelle democrazie giovani e fragili, mentre in quelle consolidate il calo dei votanti è fisiologico.

Dunque non è detto che la sensibile diminuzione della percentuale dei votanti nelle elezioni comunitarie torinesi (dal 66,29% degli aventi diritto nel 2011 al 55,85% del 2015) sia da leggere come un dato del tutto negativo: forse è in parte anche la prova di un clima più disteso, della percezione generalizzata della fine di un’emergenza. Risolta in modo condiviso la questione del Rabbino Capo, cessate le assemblee di fuoco tra applausi, fischi e urla, gli ebrei torinesi non sono accorsi in massa alle urne forse anche perché quest’anno tutto sommato nessuno riteneva che la Comunità fosse sull’orlo di un baratro. Lo dimostra anche - stando alla testimonianza degli scrutatori - l’alta percentuale di schede “miste” (con voti a candidati di diverse liste): questa volta non c’era la percezione di uno scontro ideologico frontale, tanto più che le due liste “rivali” Beiachad e Anavim si erano accordate per sostenere lo stesso candidato Presidente.

Ma come? Non si trattava di elezioni anticipate dovute a una situazione denunciata da alcuni Consiglieri come insostenibile? Non avevamo posto con forza nel numero scorso di Ha Keillah il problema di decisioni rilevanti per il futuro della Comunità prese in modo non collegiale?

È vero, ma occorre tenere presenti due fatti rilevanti.

Prima di tutto, la scelta delle candidature pare abbia evidenziato un generale desiderio di voltare pagina, di segnare una discontinuità rispetto al Consiglio precedente: se la lista Beiachad ambiva a presentarsi come una novità nel panorama ebraico torinese, ed era quindi logico che schierasse solo due Consigliere uscenti, può apparire piuttosto sorprendente la presenza nella lista Anavim di soli tre Consiglieri tra gli otto eletti nel 2011. Quattro di loro hanno scelto di non ricandidarsi (e tra loro il Presidente stesso, Beppe Segre, che lascia il suo incarico dopo un solo mandato).

Ancora più significativo il fatto che il vicepresidente uscente Emanuel Segre Amar non si sia presentato con Anavim ma abbia scelto di correre da solo. In questo modo ha dato agli iscritti l’impressione di proporsi come candidato Presidente in contrapposizione a Dario Disegni (non so in quale misura questo fosse nelle sue intenzioni ma non c’è dubbio che molti abbiano interpretato così la sua candidatura).

Da questi due fatti abbiamo ricavato l’impressione che il nostro disagio e il nostro desiderio di costruire un clima diverso fossero almeno in parte condivisi dal gruppo Anavim. Anche per questo abbiamo ritenuto possibile accordarci con loro su un’unica candidatura alla presidenza. Tanto più che molti temi di dissenso che si erano evidenziati nel corso del quadriennio, e in particolare negli ultimi tempi, riguardavano proprio Segre Amar che dalla lista Anavim pareva aver preso le distanze.

Purtroppo non sempre la propaganda elettorale, soprattutto negli ultimi giorni prima del voto, ha corrisposto alle aspettative di un superamento di contrapposizioni e polemiche. Era logico aspettarsi toni molto aspri da parte di Emanuel Segre Amar che correva orgogliosamente da solo, e infatti non ha risparmiato critiche a nessuno (neppure al nostro giornale, le cui informazioni documentate sono state definire addirittura “accuse ignobili”). Piuttosto sorprendenti, invece, alcune prese di posizione di Anavim, e in particolare la difesa a oltranza dell’operato del Consiglio uscente, compreso il Consigliere che aveva preso le distanze da loro; tanto più che con questa difesa a oltranza hanno dato l’impressione di appoggiare un candidato Presidente diverso da quello da loro ufficialmente sostenuto. Lista fotocopia del Consiglio uscente o lista nuova di persone nuove per voltare pagina? Lista che appoggia Dario Disegni o lista che appoggia Emanuel Segre Amar? Credo che questa impressione di ambiguità (forse non voluta ma dovuta a divergenze di opinione interne al gruppo Anavim) abbia creato qualche perplessità negli elettori. Sicuramente non hanno giovato frasi infelici come quella con cui si liquidavano sbrigativamente i tre anni di Rav Birnbaum come “un’esperienza di carattere temporaneo che non aveva certo fatto superare divisioni e smarrimento”.

Se si confrontano i voti ottenuti dai singoli candidati nel 2011 e nel 2015 (in percentuale, quindi tenendo conto del numero minore di votanti) non si può fare a meno di notare il rilevante calo di consensi di Emanuel Segre Amar. A quanto pare la scelta di orgogliosa indipendenza non è stata molto apprezzata. Curioso anche il caso del nostro ex direttore, David Sorani, che nel 2011 era stato il candidato più votato di tutti: difficile per noi sottrarci alla tentazione di supporre che il consenso plebiscitario di quattro anni fa non fosse dovuto tanto alle sue opinioni su alcuni aspetti della vita comunitaria quanto al meritato apprezzamento per il suo più che ventennale impegno alla guida di Ha Keillah. Auguriamoci dunque che lo spirito di aperto confronto nel rispetto delle diverse opinioni che ha caratterizzato il nostro giornale (e che forse questa volta ha in parte contribuito al successo della lista Beiachad da noi sponsorizzata) possa essere anche una valida guida nell’operato del nuovo Consiglio.

Anna Segre

 

ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO DELLA COMUNITA' DI TORINO
1 marzo 2015 - 10 adar 5775

 

Elettori :

777 (di cui n. 226 residenti fuori Torino)

Votanti:

434 (di cui n. 101 per corrispondenza)

Percentuale generale votanti:

55,85%
Percentuale votanti fra gli aventi diritto per corrispondenza: 44,69%
Schede bianche: 0
Schede nulle: 4
Voti nulli:

 

Il nuovo consiglio

  NOMINATIVO LISTA VOTI OTTENUTI
1 Dario Disegni Com-Unità 262
2 Franco Segre Beiachad 229
3 Daniel Fantoni Beiachad 213
4 Lidia Krieger Beiachad 207
5 Alda Guastalla Beiachad 199
6 Carola Ovazza Beiachad 192
7 Alessandra Coen Disegni Anavim 185
8 G. Danila Franco Beiachad 178
9 Giuseppe Di Chio Anavim 177
10 Giacomo Emilio Ottolenghi Anavim 176
11 Guido Anau Montel Beiachad 169
12 David Sorani Anavim 166
13 Alessandro Rimini Anavim 162

 

 

Gli altri candidati (non eletti)

 

 

  NOMINATIVO LISTA VOTI OTTENUTI
14 Franca Mortara Nizza Anavim 160
15 Marta Morello Silva Anavim 132
16 Emanuel Segre Amar Per la Comunità, per Israele 130