Storia

 

Il carciofo di Gerusalemme

di Davide Silvera

 


Topinambour

 

Sono almeno otto le specie di piante nel cui nome botanico figura il nome di Gerusalemme. Trigonella hierosolymitana e Salvia hierosolymitana per citarne un paio. Poi ci sono alcune specie che in alcune lingue vengono soprannominate “qualcosa” di Gerusalemme. Come l’Helianthus tuberosus, un tubero meglio conosciuto come Topinambour, che in inglese chiamano Jerusalem Artichoke (carciofo di Gerusalemme) e nell’ebraico moderno Artichoke Jerushalmi. In realtÓ non si tratta per niente di un carciofo, e tanto meno viene da Gerusalemme. Un po’ di storia. Nel 1605 l’esploratore francese Samuel de Champlain si imbattÚ, per primo, nel tubero. Fu a Cape Cod, nell’attuale Massachuttes, dove veniva coltivato da una trib¨ di indiani. Champlain descrivendo il gusto della nuova scoperta lo paragon˛ al carciofo, e da qui cominci˛ il qui pro quo. Il nuovo legume arriv˛ a Parigi nello stesso periodo in cui, per caso, membri di un’altra trib¨ indiana, brasiliana, i TupinambÓ, si trovavano nella capitale francese. A quanto pare erano stati portati a Parigi nel 1613 come “curiositÓ”. I fruttivendoli parigini appiccicarono il nome della trib¨ al tubero, francesizzandolo in Topinamboux. Nel nord Italia, dove il carciofo-tubero si diffuse presto, gli venne dato il nome di Articiocco girasole. Articiocco, italianizzazione dell’arabo al charshuf, da cui deriva la parola carciofo, e girasole perchÚ il tubero fa effettivamente parte della famiglia dei girasoli. In inglese la parola articiocco divent˛, nel giro di pochi decenni, artichoke. Girasole fu travisato con Jerusalem, e i giochi erano fatti. A Venezia e a Trieste, ancora oggi, il carciofo (quello vero) lo chiamano articioco.

 

Davide Silvera
Dragomanno a Gerusalemme
dragoman@zahav.net.il

 

   

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