Libri

 

Rassegna

 

Claudio Magris - Non luogo a procedere - Ed. Garzanti, 2015 (pp. 362, € 20) - Sebbene la riflessione sulla Storia lo porti a sondare la natura umana, avvicinando quest’opera ad un saggio filosofico, l’autore, con l’understatement che gli conosciamo, ha voluto definirla”romanzo” poiché in effetti struttura e categorie narratologiche del romanzo ci sono tutte e vanno a costituire una lettura avvincente quanto profonda. (s)

Erich Lichtblau - I nazisti della porta accanto. Come l’America divenne un porto sicuro per gli uomini di Hitler - Ed. Bollati Boringhieri, 2015 (pp. 315, € 23) - Ah, gli Alleati nostri liberatori! Ebbero ripugnanza per le larve umane dei lager, non provvidero a soccorrerli in tempi rapidi né in modo efficace, nessuno volle accoglierli… ma con sommo zelo e grandi privilegi accolsero gli assassini, affidando loro ruoli chiave nella società americana! Il giornalista investigativo Lichtblau, premio Pulitzer 2006, ha ricavato questa mole di documenti lavorando per due anni, come Visiting Professor, presso lo United States Holocaust Memorial di Washington. (s)

Giovanni Brizzi - La conquista di Gerusalemme - Ed.Laterza, 2015 (pp. 426, € 24) Ordinario di Storia Romana all’Università di Bologna, Giovanni Brizzi usa il metodo divulgativo della narrazione cronologica, priva di note a piè di pagina, per strutturare un testo scientifico e, allo stesso tempo, accessibile a tutti. Ben tre anni dovettero impiegare i Romani per avere ragione di quel popolo che, perduta infine Gerusalemme, avrebbe conosciuto la durezza della diaspora. La guerra fu asimmetrica poiché i Giudei, privi di un vero esercito e divisi in fazioni contrapposte, si chiusero nelle fortezze, affidandosi anche alle tattiche astute ed elusive della guerriglia, temibile e temuta dal possente esercito strutturato. Per i Romani la vittoria era di natura politico-strategica, mentre per gli ebrei la resistenza, improntata alla fede religiosa, fatalista e inflessibile al tempo stesso, era votata al sacrificio estremo. Fonte primaria resta quella sospetta di Giuseppe Flavio e la ricostruzione viene qui integrata da recenti studi e ritrovamenti archeologici di notevole importanza. (s)

Michael L. Satlow - E il Signore parlò a Mosé. Come la Bibbia divenne sacra - Ed. Bollati Boringhieri, 2015 (pp. 455, € 26) - Corroborato dall’esito di recenti scoperte archeologiche, questo studio si avvale dei dati storico-culturali dell’antico Israele biblico, sulle analisi linguistiche e sul confronto generale con le culture delle comunità coeve e circostanti. Ciò nonostante, permangono numerose lacune nel percorso che conduce al riconoscimento del valore divino dei testi, sia da parte ebraica che dal nascente cristianesimo. La peculiarità del presente lavoro, a detta dell’autore, consiste “nel presentare una sintetica cronologia incentrata sul processo autoritativo delle Scritture” sull’asse cronologico che va dal IX sec. a.e.v. agli inzi del III sec. e.v., cercando di recuperare i contesti storici da cui la scrittura stessa prese forma. (s)

Joseph Roth e Stefan Zweig - L’amicizia è la vera patria - Ed. Castelvecchi, 2015 (pp. 90, € 12) L’impossibilità di pubblicare e la conseguente precarietà economica premono sempre più duramente ed emergono in questo accorato scambio epistolare, fotografando appieno la situazione di migliaia di individui esuli in Europa e degli intellettuali in particolare. Due intellettuali, entrambi di lingua tedesca, l’uno prussiano e l’altro austriaco, si trovano a fronteggiare le sempre più severe restrizioni antisemite. Roth dalla Francia è pienamente consapevole del destino che si prefigura, mentre Zweig, ramingo in cerca di un editore che abbia il coraggio di pubblicarlo, sembra meno preoccupato. La soluzione prospettata sembra ormai solo “un volontario ritiro in convento”… e l’unico rifugio sicuro “la vera amicizia”. (s)

Israel Meir Kagan - Hafez Chayim. Le regole della maldicenza - Ed. Morashà, 2015 (pp. 147, € 19) - Nell’ebraismo l’uso della parola riveste un significato grandissimo, altrettanto importante è il silenzio (quando sia necessario) e altrettanto importante è l’autocontrollo, specie quando si parli del prossimo. “Preserva la tua lingua dal male e le tue labbra dal pronunciare parole di frode” recita il salmo 34 e da questa preziosa norma comportamentale trae origine l’opera, redatta a Varsavia nel 1877 da rav Israel Meir Kagan, ora tradotta in italiano da Donato Grosser. Vi si troverà la distinzione tra lashon harà (parlare male del prossimo dicendo la verità) e rekhilut (diffondere dicerie, pettegolezzi, gossip, sul prossimo). Vi si troveranno le mizvot proscrittive (divieti) e quelle prescrittive, e il giudizio morale sui soggetti coinvolti nella maldicenza: colui che la fa, colui che ne è vittima e colui che l’ascolta. Si prendono infine in esame i possibili casi e le conseguenze della “polvere della maldicenza” cioè del linguaggio allusivo, insinuante, teso a far sparlare del prossimo. (s)

Umberto Fortis - L’attività letteraria nel ghetto (Venezia 1550-1650) - Ed. Salomone Belforte &C, 2015 (pp. 504, € 30) Veri tesori di sapienza e cultura furono il prodotto dell’universo del ghetto veneziano, ambito chiuso all’apparenza e pur tuttavia aperto allo studio delle discipline umanistiche, alla scienza, all’analisi del contemporaneo, sempre corroborati dalla tradizione e dalla dottrina ebraica. Nomi quali quelli di Salomon Usque (Duarte Gomes?) David de Pomis, Leon Modena, Simone Luzzatto e persino Sonia Copio Sullam (poetessa, trattatista e polemista…)si misurano con un ampio spettro di generi letterari quali la poesia petrarchesca, l’autobiografia, la favola pastorale, la poesia encomiastica, la tragedia, la lessicografia trilingue, la trattatistica medico-scientifica e la politica. L’ottimo curatore fornisce per ciascuno il profilo, cenni biografici e opere, i testi principali e il commento critico. (s)

Paolo De Benedetti, Massimo Giuliani - Fidarsi. L’amen della fedeltà - Ed. Morcelliana, 2015 (pp. 88, € 10) Con il sottotitolo di “Sulla responsabilità di dare fiducia (e meritarla), senza essere ingenui nel credere e incalliti nel dubitare” Massimo Giuliani, conversando con il Maestro De Benedetti, affronta il significato profondo dell’assunto, in chiave sia filosofica che religiosa, avvalendosi anche di esempi di fulgida fedeltà umana nella letteratura greca e nella Bibbia. Esplorando poi il tema della fedeltà/fede in Dio, la riflessione si allarga alla responsabilità, ma anche a situazioni quali “sfiducia, diffidenza, sospetto e le loro metastasi” per approdare alla considerazione che “per il giudaismo cercare Dio significa fare la Sua volontà e incarnarla nelle azioni”. (s)

Maria Chiara Fabian, Alberta Bezzan - Siamo qui solo di passaggio. La persecuzione antiebraica in Polesine 1941-1945. Ed. Panozzo, 2015 (pp. 131, € 18 ) Il Comune di Costa di Rovigo, principale sostenitore di questa ricerca, ha consentito la consultazione capillare dei documenti d’archivio che hanno disvelato il fenomeno dell’“internamento libero” di ebrei stranieri in Italia e, nello specifico, nei comuni del Polesine. Si tratta per la maggior parte di singoli e gruppi famigliari provenienti dai Balcani, presi in carico dalle autorità italiane in campi di concentramento con lo status di “liberi internati di guerra… rigorosamente vigilati e obbligati a vivere appartati e circospetti”. La presente ricerca ricostruisce le vicende di quei perseguitati, suddividendoli in schede relative ai comuni della residenza coatta. Tra i pochi superstiti si annovera Susanna Sultana Nissim (moglie del prof. Umberto Veronesi) che ne ha fornito testimonianza. (s)

Laila Lucci - Sapienza di Israele e Vicino Oriente antico - Ed. Terra Santa, 2015 (pp. 256, € 23,50) - L’opera, nata nella scuola e frutto di esperienza didattica, è destinata nello specifico agli Istituti di Scienze Religiose e agli Istituti Teologici. Tuttavia, come risulta dalla prefazione a opera di uno studioso dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, si pone come testo di accesso facile e immediato anche al lettore non iniziato alla materia. La prima parte sviluppa il confronto tra la sapienza in Egitto e in Mesopotamia, mentre la seconda affronta l’analisi della “sapienza di Israele”, del linguaggio e delle forme stilistiche nella letteratura sapienziale, nei testi riconosciuti in ambito cristiano. (s)

Alberto Cavaglion - Asilo Israelitico di Cuneo con il Sefer Mevò ha-Limud di Abraham B. Tolosa (1858) - Ed. Salomone Belforte & C. -2015 (pp. 224;  €. 20) In occasione della inaugurazione della biblioteca sugli ebrei in Piemonte nella città di Cuneo, che ha voluto istituire in memoria del fratello, morto recentemente, l’autore ha ritrovato in uno scatolone abbandonato vicino all’asilo israelitico, “i fogli sparsi di un sillabario senza copertina, una di quelle grammatiche con cui i maestri del tempo cercavano di garantire un domani al ‘sacro idioma’” e l’ha fatto ripubblicare dalla stessa casa editoriale che ne aveva curato la prima pubblicazione. (e)

Martin Buber -La parola che viene detta - Ed. PFTS University Press - 2015 (pp. 98; € 15)  In questo agile libretto è contenuto - con testo originale a fronte - uno degli ultimi scritti del filosofo tedesco nel quale Buber riassume e ribadisce compiutamente la sua filosofia del dialogo, della “parola parlata” ovvero la parola che nasce tra l’Io e il Tu che comprende sia il dialogo sia la poesia “poiché la poesia è essere detto, essere detto al tu, ovunque si trovi per essa il partner”. Un consiglio: nonostante il nome di “postfazione” dato al breve scritto “La filosofia della parola di Martin Buber”, è opportuno leggerla prima del testo come utile “prefazione”. (e)

Fiamma Nirenstein - Il Califfo e l’Ayatollah. Assedio al nostro mondo Ed. Mondadori - 2015 (pp. 135, € 18) A seguito del moltiplicarsi dell’ondata dei migranti e degli attacchi terroristici in Europa, una analisi - tra reportage, storia, politica - della situazione del medio Oriente e degli altri paesi insidiati dal terrorismo islamico: “Ciò che leggerete in questo libro è come la morsa combinata del califfo e dell’Ayatollah, che rischia di stritolare l’Europa e gli Stati Uniti, muova, per così dire, da buone ragioni, molto ben motivate e precise; e come le azioni terroristiche compiute nel mondo … siano parte di una fredda pianificazione che si è perfezionata negli anni.” (e)

Martin Buber - Israele e i popoli. Per una teologia politica ebraica - Ed. Morcelliana - 2015 (pp. 284, € 25) Il libro è diviso in tre sezioni: la prima contiene il testo di una conferenza tenuta da Martin Buber a Kassel il 6 Gennaio 1933 alla presenza anche di nazionalsocialisti e antisemiti intitolata Israele e i popoli; nella seconda si riporta la disputa pubblica tenuta a Stoccarda il 14 Gennaio 1933 tra Buber e il teologo cristiano Karl Ludwig Schmidt sull’argomento Chiesa, Stato, Popolo, Ebraismo; la terza sezione riporta diversi documenti d’archivio che riguardano, tra l’altro, una vicenda di spionaggio. Il tutto è preceduta da una lunga introduzione di Stefano Franchini, ricercatore all’Università di Bergamo. Libro di complessa e difficile lettura ambientato, come è, all’interno del clima culturale in Germania fra le due guerre intorno all’integrazione ebraica. (e)

Sergio Minerbi - I Minerbi. Una famiglia ebraica ferrarese - Ed. Salomone Belforte & C. - 2015 (pp.510, € 309) L’autore, dopo una amorosa e laboriosa ricerca, ha ricostruito la storia della sua famiglia, ricca di personaggi di vaglia (compreso lui stesso, ambasciatore, professore universitario, scrittore e giornalista), dal 1379 ad oggi, intrecciandola, con sapienza e stile, con la storia di Ferrara e d’Italia. Un libro godibile da tutti. (e)

Livio Crescenzi e Silvia Zamagni (a cura di) - Processo Eichmann. Posso stare in piedi. 22 deposizioni - 22 vite - 22 storie di donne e delle loro famiglie - Ed. Mattioli 1885 - 2015 (pp. 203 - € 21,90) Terzo capitolo della serie Archivi/Processo Eichmann che segue al secondo (dedicato al tema dell’infanzia) e al primo (relativo al capitolo ‘italiano’ del procedimento) e riguarda le deposizioni delle donne chiamate a testimoniare al processo. Deposizioni che “costituiscono un corpo interessantissimo e originale, oltre che inedito, perché, in realtà, la differenza di genere influì non poco sulle scelte dei nazisti in quanto, secondo la loro logica, il genere femminile era, in fondo, assai più pericoloso di quello maschile a causa della capacità riproduttiva delle donne”. Testimonianze dure che raccontano l’indicibile che diventa vero nella vita di tutti i giorni nei campi di sterminio. (e)

Simone Paganini, Jean-Pierre Sterch-Degueldre - Cristiani ed ebrei. Domande e risposte per conoscere gli aspetti fondamentali - Ed. Dehoniane Bologna - 2016 (pp. 200, € 16,50) Sempre sulla traccia del concilio Vaticano II, Nostra Aetate, e nella costante ricerca del dialogo cristiani-ebrei, questo testo vuol essere un sussidio per insegnanti catechisti, operatori pastorali e persone comunque interessate attraverso “una presentazione di stampo scientifico, seppur divulgativo, su tematiche bibliche e storiche che possono essere utilizzate per comprendere e, quindi, presentare l’ebraismo”. Il libro si compone di tre parti: nella prima vengono presentati temi relativi all’Antico Testamento, nella seconda temi che si collegano alla figura di Gesù e allo sviluppo delle prime comunità cristiane nel contesto della società ebraica nel tempo, nella terza temi relativi alla storia moderna dell’ebraismo. (e)

George Bensoussan - La shoah in 100 mappe. Lo sterminio degli ebrei d’Europa 1939 - 1945- Ed. Leg - 2016 (pp. 186; € 22) Lo sterminio degli ebrei in Europa è qui lumeggiato attraverso una serie di mappe e di grafici che lo inseriscono nel suo contesto geografico consentendo “di osservare i problemi da un’angolazione diversa a cominciare da quello dei luoghi-chiave degli eventi… della cronologia… delle modalità… delle discontinuità… dell’estensione geografica… fino alle conseguenze sul piano demografico.” (e)

Claudio Vercelli - Il dominio del terrore. Deportazioni, migrazioni forzate e stermini nel Novecento. - Ed. Salerno - 2015 (pp. 166; € 12) Il protagonista assoluto di questo libro è “il campo di concentramento”. “Di ciò, della sua evoluzione, il libro vuole quindi cogliere i caratteri intrinseci e persistenti ma anche le sue origini, la sua natura, le sue diverse manifestazioni”. Considerando come paradigma di questa evoluzione la vicenda dell’esclusione sociale, delle persecuzioni e dello sterminio dell’ebraismo europeo, l’autore la inserisce nella storia delle altre forme che tale vicenda hanno contraddistinto nel Novecento europeo a partire dalla esperienza delle guerre coloniali, allo sterminio degli Armeni e all’arcipelago gulag russo, alla Cina decolonizzata e, in genere, al Sud-Est asiatico, sino alle più vicine forme di genocidio in Ruanda e nella ex Jugoslavia con un accenno finale all’imponente fenomeno migratorio forzato cui stiamo assistendo nel tempo presente. Un libro molto documentato e ben articolato di cui si consiglia la lettura. (e)

Edmond Jabès - Il libro delle interrogazioni - Ed. Bompiani (con testo francese a fronte) - 2015 (pp. 1747; € 60) Un uomo: ebreo, italiano, egiziano, francese, filosofo, poeta ma, soprattutto, scrittore senza confini. Un libro, Il libro delle interrogazioni, che, in realtà, sono sette libri: Il libro delle interrogazioni - Il libro di Yukel - Il ritorno al libro - Yael - Elya - Aely - (El, o l’ultimo libro). Un libro fatto di poesie, di racconti, di pensieri soprattutto di domande. Come precisa l’autore “… tutti i grandi commenti talmudici e cabalistici, che interpretano la parola, la lettera, in termini che possono sembrare talvolta eccessivamente sottili, hanno un fondamento molto profondo il quale consiste nel domandarsi che cosa sia questa parola. Si tratta dunque di una interrogazione molto forte che - come tale - è quella del vero scrittore. Per uno scrittore, infatti, interrogare la parola non consiste nel domandarsi che cosa essa significhi per farne una teoria. Io non credo ai sistemi teorici. La teoria viene dopo.

L’interrogazione del libro è un’interrogazione d’inquietudine, di angoscia: è quella domanda che chiama in causa se stessi nel profondo. Questa chiamata viene attraverso il libro, attraverso la parola. Ciò accade non soltanto perché, innanzitutto, noi siamo linguaggio ma anche perché il vero scrittore s’identifica a tal punto con la propria scrittura che - interrogandola -mette in questione se stesso, interroga se stesso nel modo più profondo possibile. In questo consiste l’interrogazione del libro”. Come si vede, non è una lettura semplice, da prendersi alla leggera. (e)

 

A cura di Enrico Bosco (e) e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

 

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