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Male, o peggio?

di Anna Segre

 

Questo numero di Ha Keillah va in stampa immediatamente dopo le elezioni ed è stato preparato prima, tra grandi timori e grande pessimismo, che si è rivelato ampiamente giustificato.

Abbiamo visto montare la marea del razzismo, abbiamo sentito parlare di espulsioni di massa e di difesa della razza bianca, abbiamo gridato, con ragione, al pericolo fascista. Eppure nulla di tutto questo è bastato a tenere unita una sinistra litigiosa e lacerata da faide interne. Da queste elezioni escono con le ossa rotte sia il Partito Democratico sia Liberi e Uguali, ma anche quella parte del centrodestra che si autodefinisce moderata, ma che non ha esitato a coalizzarsi con la destra radicale e farne propri gli slogan.

Insomma, per quanto tutti si dichiarassero molto preoccupati, nessuno si è preoccupato abbastanza. Personalmente ho sempre pensato che il voto non debba essere un attestato di stima o una testimonianza delle proprie idee ma un’assunzione di responsabilità. La stessa assunzione di responsabilità che mi aspetto da coloro che ho votato, al di là dei calcoli delle convenienze. Chi ha gridato - giustamente - al pericolo fascista a mio parere dovrebbe dimostrare di essere disposto anche a scendere a compromessi pur di contrastarlo.

Ci sarà tempo nei prossimi numeri per riflessioni e valutazioni più approfondite.

Al momento in cui andiamo in stampa non si può ancora dire se le elezioni siano andate male, peggio o peggio ancora. Auguriamoci che in futuro si possa dire soltanto che sono andate male.

Anna Segre

 

Dario Treves, Autoritratto

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