Candidati

 

Tullia Todros

 

Candidata per il Senato di Liberi e Uguali, è laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Torino. Attualmente Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Torino e Direttore della Struttura Complessa di Ginecologia e Ostetricia2 dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Presidio Sant’Anna.

 

Come è nata la tua decisione di impegno politico in Liberi e Uguali?

Ho sempre sviluppato il mio impegno civico nel lavoro. Ho infatti sempre privilegiato piuttosto che i mega congressi l’attività didattica di ogni livello, corsi di laurea, master, dottorati, corsi di perfezionamento, e la ricerca, e nell’ambito clinico mi sono dedicata anche molto ad aspetti organizzativi, sia a livello regionale che nazionale, su come organizzare i percorsi formativi, le reti ospedale-territorio. Ultimamente sono però piuttosto frustrata perché non c’è stata risposta alle mie richieste di dare certi indirizzi, nonostante il mio grande impegno; nulla è andato avanti. I paletti burocratici estremamente rigidi e le carenze di personale rendono davvero difficile dare le continuità assistenziali, che per me sono un punto assolutamente cruciale, o dare una multidisciplinarità nell’approccio al paziente, cosa che ho portato avanti nel mio reparto ed è a mio avviso altrettanto cruciale. Ci si scontra con ristrettezze assurde che tendono a mortificare la professione. È sempre più difficile e ormai getto la spugna.

Ho quindi pensato di impegnarmi ad un livello diverso e nuovo per me. Ho partecipato quindi alla nascita del nuovo soggetto politico MDP (Movimento Democratico e Progressista) e mi è stato chiesto con mia sorpresa di andare come delegata quando c’è stata l’assemblea a Roma; con mia ancora più grande sorpresa mi hanno poi chiesto di candidarmi; io tendenzialmente mi sentivo e ancora mi sento assolutamente inadeguata, ma ho comunque deciso di lanciarmi in questa avventura in un momento in cui avrei potuto invece decidere, visto che andrò in pensione a fine anno, di mettermi tranquillamente a fare la nonna. In effetti fino a due mesi fa a chiunque mi chiedesse cosa avessi intenzione di fare rispondevo che avrei cessato totalmente la poca attività privata che faccio attualmente; che avrei potuto, se ci sarà qualche sviluppo, occuparmi ancora della start up che ho avviato, che in realtà adesso è una s.r.l., e di alcuni progetti scientifico organizzativi, con l’istituto superiore di sanità e con la fondazione Generali ad esempio. Con MDP mi è sembrato di ritrovare un posto di discussione, non una gestione verticistica, non una politica classica di tipo democristiano. Come dicono gli inglesi: nothing ventured nothing gained; uno ci prova.

 

Tu non sei iscritta alla Comunità ebraica: quale ne è la ragione? Quali sono i tuoi legami con l’ebraismo?

Ho un grande senso di appartenenza anche se non sono iscritta alla Comunità; mia sorella è invece iscritta alla Comunità di Firenze. Mia madre aveva il padre ebreo, Segre, ma mia nonna non era ebrea, per cui lei non era formalmente ebrea; al momento delle leggi razziali mia mamma, a differenza dei suoi fratelli maggiori (Bruno, ad esempio, che era già all’Università), è stata battezzata col suo fratello minore per consentire loro di terminare il liceo: ha patito moltissimo questo fatto ed anche il non essersi poi sposata religiosamente, cosa a cui la famiglia di mio padre avrebbe tenuto molto; in famiglia abbiamo però sempre vissuto una vita ebraica, festeggiato le feste andando al Tempio, fatto il seder a Pesach. Anche quando sono stata per lavoro in Canada era Pesach e sono andata a fare il seder da colleghi ebrei.

Perché ci sia stata questa differenza fra me e mia sorella non mi è del tutto chiaro. Io ho fatto l’ultimo anno di liceo negli Stati Uniti dove sono stata ospite di una famiglia ebraica molto simile alla mia e dove la maggior parte dei miei compagni di scuola era ebrea; tornando mi sono iscritta all’università, mi sono trovata in pieno 68: sono stata presa da altre cose. Il fatto che mia sorella abbia avuto per un po’ un fidanzato israeliano, che sia andata un’estate in Israele, che abbia studiato l’ebraico ha fatto probabilmente la differenza. La mia credo sia stata più che altro una non scelta. Forse anche la mia timidezza mi ha un po’ frenato; mi sento un po’ a disagio a frequentare ambienti nuovi; mi sento anche un po’ ignorante. Forse se mia sorella fosse stata a Torino sarei rimasta più inserita. Andrò in pensione a fine anno ed uno dei miei pensieri è proprio quello di prendere più contezza delle mie origini, di riprendere a frequentare la Comunità ebraica.

 

Ritieni che la tua identità ebraica abbia influenzato il tuo approccio alla politica?

Io sono, secondo me, molto condizionata dalla mia educazione ebraica; penso di esserlo stata nella mia attività lavorativa e, adesso, nella scelta di far politica; mi sento molto moralista, con principi rigidi.

 

Secondo te gli altri hanno un modo diverso di fare politica?

Non so come farò io politica visto che per me è un’esperienza nuova.

 

Perché la sinistra italiana è arrivata alle elezioni così divisa?

In realtà rispondo a una domanda appena diversa: perché siete usciti dal PD? la senatrice Nerina Dirindin, alla presentazione di Liberi e Uguali al cinema Ambrosio, ha risposto secondo me acutamente: è il PD che è uscito dalla sinistra. È senza dubbio una deriva di destra.

 

Pensi che sia meglio essere usciti da un PD di centro sinistra, o di centro, e poi rischiare di avere la Meloni ministro e magari Salvini premier?

Il PD è poco di sinistra. Sono convinta che, in questo momento, chi voterà LeU molto probabilmente non sarebbe andato a votare. Non avrebbero votato PD comunque. E molti di quelli che voteranno LeU chiedono: ma non è che poi dopo tornate ad allearvi col PD, se no non vi voto. C’è comunque molta gente che non vota. Quando il PD ha avuto il 40% alle europee in realtà aveva votato solo il 60%.

 

Non finirà come per il Comune di Torino dove abbiamo adesso persone assolutamente incompetenti?

E in Regione? Forse non per incompetenza, ma il livello regionale della Sanità è stato francamente pessimo.

 

Non pensi che fosse peggio quando al governo c’erano Berlusconi e Lega e che, tutto sommato, questo governo qualcosa di accettabile, anche se non ottimo, abbia fatto?

Renzi ha fatto tanti guai. Ho proprio paura di una deriva fortemente di destra. Ho paura che si allei con Berlusconi. La Lorenzin, anche se non è certo di sinistra, ha fatto alcune cose, ma tante altre no. Ad esempio i contraccettivi, con un colpo di mano, non sono più mutuabili da agosto 2016: questo è sintomatico di come funzionano le cose. Se uno fa una buona opposizione penso sia meglio che un cattivo governo; francamente non credo siano voti sottratti al PD.

 

Intervista di
Alda Guastalla

Tullia Todros

  

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