Israele

 

 

 

Una cartolina d’altri tempi

 

di Davide Silvera

 

 

Mia cara Varda shalom

Sono arrivato a Tripoli sano e salvo. Ho viaggiato tutta la notte da Beirut a qui al chiaro di luna. E tra poco partiamo di qui per Homs. Viaggio con il Sig. Diskin nella sua macchina. Abbiamo dormito in un hotel arabo. Fino ad ora tutto a posto.

Saluti a tutti e baci a te e a Otik

tuo Nachman

Queste poche righe , scritte in ebraico, si leggono su una cartolina postale di color marroncino, indirizzata a Varda Peremen di Tel Aviv. La data è il 4 Dicembre 1941.

Tel Aviv si trova in quel momento nella Palestina governata dal mandato Britannico. Tripoli (attuale Libano, nda), Homs (oggi in Siria, nda) e Beirut facevano parte del territorio che era stato fino al luglio del 1941 sotto il governo collaborazionista francese di Vichy, e che ora era passato sotto il controllo del generale De Gaulle, che rappresentava la “Francia Libera”. I rappresentanti della “Francia libera:” avevano proclamato l’indipendenza della Siria e del Libano, ma poi cercarono di ridurre a lettera morta questa decisione e di mantenere di fatto il vecchio regime francese. I Francesi sarebbero infatti rimasti nella regione fino al 1946.

In Palestina arabi ed ebrei erano da oltre vent’anni nemici giurati, ed ogni illusione di convivenza pacifica era oramai svanita.

Ma gli arabi dei paesi limitrofi non erano ancora pervasi dall’odio che si scatenò nei confronti degli ebrei nel 1948, alla proclamazione dello Stato di Israele.

Ed è così che il nostro Nachman, un ebreo della Palestina, può tranquillamente farsi una gita in macchina nei territori arabi a nord del paese. Con la macchina del suo amico Diskin. Senza dover passare alcuna frontiera. Senza doversi preoccupare troppo di viaggiare in regioni abitate da arabi. Andando a dormire in hotel arabi. Mandando cartoline a Tel Aviv. Con la stessa facilità con cui un italiano viaggia oggi in Francia o in Svizzera.

Oggi per un israeliano queste poche righe sembrano quasi irreali. In un paese dove per anni era impossibile viaggiare all’estero senza dover prendere un aereo, dato che i paesi arabi confinanti erano ufficialmente in guerra, e di conseguenza non visitabili. Dove tuttora un viaggio in Siria o in Libano è pura fantascienza. È vero, oggi un israeliano può viaggiare via terra in Giordania o in Egitto. Passando però controlli abbastanza seri andando e soprattutto tornando. Sempre con la consapevolezza di essere in un paese dove non tutti amano per forza gli israeliani, nonostante gli accordi di pace. Insomma, non proprio come un italiano che va in Francia...

Quando ho visto questa cartolina in vendita su Ebay e ne ho letto il contenuto, ho provato un misto di stupore, divertimento ma soprattutto invidia. Invidia per quel Nachman, che se ne va in giro spensierato per il Medio Oriente, con la macchina del suo amico, visitando città arabe e mandando cartoline a casa alla sua fidanzata.

 

Davide Silvera
dragoman@zahav.net.il

 

 

 

 

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