Il grande spettacolo di suspence internazionale, il più grande spettacolo del mondo, è iniziato ieri sera, anzi ieri notte.
Noi siamo nei posti peggiori, in prima fila. Da ieri notte stiamo a guardare, cercando di non farci né vedere, né sentire. Siamo solo spettatori....
Ieri era lultimo giorno di Purim e in un night club di Tel Aviv hanno deciso di festeggiarlo alla grande e in allegria. Hanno dato un nome originale alla festa: "La fine del mondo" e hanno ballato come forsennati, come se si avvicinasse veramente la fine del mondo.
Speriamo che si sbaglino.
Tutti gli altri erano invece davanti alla televisione ad attendere la temuta guerra, e che per carità sia rapida e vittoriosa per gli alleati e indolore per noi.
I preparativi erano iniziati lunedì.
Il governo riunito aveva decretato: comprare fogli di nailon per sigillare una stanza, la più interna della casa, quella senza (o con poche) finestre, ma non sigillarla ancora, tenere lì il materiale pronto. E nel frattempo rimanere tranquilli...
Il giorno dopo, un nuovo annuncio: adesso sigillate la suddetta stanza, che dora in poi si chiamerà la stanza sigillata. Quando sentirete suonare le sirene dallarme, (non preoccupatevi, verranno interrotti tutti i programmi televisivi e radiofonici per annunciarlo, i sordi verranno avvisati per fax e i ciechi per telefono, i nuovi immigrati nelle loro lingue d origine), entrate nella stanza sigillata, sedetevi per terra lontano dalle finestre e mettetevi la maschera antigas.
Ma cè tempo.
Non preoccupatevi.
E per carità, non dimenticate di comprare provviste e siete pregati di rimanere tranquilli...siete in mani sicure.
Poi mercoledì era stato deciso che era il momento della maschera (antigas): controllare che sia a portata di mano, aprirne il tappo per provarla e per non soffocare al momento delluso. Poi rimetterla al suo posto, nella scatola. E sopratutto, rimanere tranquilli, non è assolutamente venuto il momento di agitarsi.
E oggi è arrivato lannuncio. Si parte, siamo tutti seduti sullotto volante. Tenersi stretti. La guerra è iniziata. Non si sa esattamente dove, nè quando (o perché), ma ormai siamo nelle mani del cowboy texano e del dittatore iracheno.
Nel frattempo è diventato obbligatorio uscire di casa con la maschera antigas. Negli ospedali preparano docce esterne per decontaminare persone colpite da missili chimici. I bambini possono andare tranquillamente a scuola. I più piccoli allasilo. Tutti con la loro mascherina antigas. Per ogni evenienza, perché non si sa mai.
La situazione, dicono, è del tutto sotto controllo.
E la guerra, dicono, in realtà non è ancora iniziata veramente.
Inizierà sul serio molto più tardi, di notte, spiegano i commentatori in doppiopetto blu.
Continuare a fare vita normale, ci raccomandano, anche se ormai i matrimoni e le feste e i normali avvenimenti cominciano ad essere annullati e anche i voli da e per Israele, tranne quelli dellEl Al, la compagnia di bandiera.. e anche se la vendita degli ansiolitici sale moltissimo, e anche quella della cioccolata (utilissima in questi casi), e si moltiplicano i raffreddori e le influenze che non sono lideale con la maschera antigas. Ma calma, non preoccuparsi...
I fortunati di Gerusalemme infatti, non si preoccupano affatto. La vicinanza ai palestinesi e ai luoghi santi mussulmani li tranquillizza. Un amico mi propone la sua casa a due passi dalla moschea.
Difficile, mi dicono, che Saddam lanci dei missili Scud proprio in quella direzione.
E a Eilat, sul Mar Rosso, i fortunati abitanti fanno tranquillamente il bagno. I missili, per tradizione, non arrivano mai lì. Troppo lontano.
Ma a Tel Aviv e a Haifa è un altra solfa.
Chi cera e chi ha buona memoria ricorda che laltra volta, nel 91 gli scud sono caduti, eccome, e proprio a Haifa e a Tel Aviv. E qui quasi tutti, specialmente i genitori e i bambini, girano con la maschera antigas sottobraccio. Certi, specialmente i ragazzi, se ne vergognano un pò e la nascondono dentro la borsa, i più vecchiotti se la tengono stretta stretta.
Speriamo bene.. Che almeno questa volta ci lascino in pace, stiamo abbastanza male anche così..
Manuela Dviri, 20 marzo 2003