Memoria

Un pogrom a ReggioEmilia

   

(Dal protocollo firmato dai rappresentanti di tutti i movimenti chaluzistici del campo di Reggio Emilia) - 6 maggio 1946

 Il primo maggio 1946 nel campo di Reggio Emilia.

I chaluzim di Hashomer Hazair, Gordonia, Pachach, Dror, Noham e Habonim decisero di festeggiare il primo maggio nel campo misto dell’UNRRA a Reggio Emilia in una sala chiusa.La sala era stata adornata con due bandiere, una bianco-azzurra e l’altra rossa e con ritratti di Trumpeldor, Brenner, Arlosorof, Bialik, Katznelson e Borochov.Sui muri avevano appeso slogan quali “Viva Erez Israel operaia!”.

Gli ucraini si radunarono fuori dall’edificio gridando: “Fuori gli ebrei, viva Petlura, Hitler e Mussolini” e tentarono di entrare nella sala ma ne furono ricacciati e rimasero fuori della porta.

Dopo qualche tempo entrò il comandante del campo Hautson, accompagnato da alcuni ucraini, e senza alcun avvertimento cominciarono a tirar giù le bandiere e gli slogan. I nostri compagni si opposero. Alle domande dei nostri compagni: “Chi ha dato il permesso di offendere la bandiera ebraica e la bandiera rossa che è anche la bandiera del Partito Laburista inglese?” (Il comandante del campo) risposte testualmente: “Quelli che stanno di fuori non le vogliono” e cioè gli ucraini non le vogliono. La presa di posizione del comandante incoraggiò gli ucraini. Armati di coltelli, pietre e sbarre di ferro attaccarono i compagni nel tentativo di entrare all’interno. Il comandante ordinò alle guardie che erano venute con lui di tirar giù le bandiere e gli slogan e di mandar via la gente della sala. Ci fu lo scontro. Molti italiani che avevano saputo della cosa erano accorsi in aiuto degli ebrei, ma le sentinelle sbarrarono loro la strada.Anche un gruppo di profughi spagnoli si schierò dalla parte degli ebrei. Gli ucraini scagliarono da fuori pietre dentro la sala e attaccarono gli ebrei che stavano fuori con coltelli e sbarre di ferro.

Risultato dello scontro: 20 ebrei feriti di cui 6 in modo grave. I compagni David Wainraib del Noar Zionì e Israel Kaplan del Pachach sono morti per le ferite riportate.

n.d.r.: Il campo di Reggio Emilia era a sezioni miste in una delle quali erano raccolti profughi ebrei, in un’altra profughi spagnoli e in una terza prigionieri di guerra ucraini che avevano combattuto a fianco dei nazisti sotto il comando del generale Vlassov. Il campo era diretto e sorvegliato da truppe alleate inglesi.