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Laicità e diritti umani
L’annuale convegno promosso dalComitatoTorinese per la Laicità della Scuola era dedicato quest’anno a Laicità e diritti umani. Nell’accogliente sala conferenze dell’Archivio diStato, dopo la presentazione diAttilioTempestini – presidente del Comitato – hanno preso la parola Nicola Colajanni dell’Università diBari, con un’interessante carrellata sui diritti umani dalla Carta universale del 1948 alla Costituzione europea, particolarmente attenta ai problemi della laicità. Poi c’è stata l’appassionante esposizione della questione femminile alla luce della laicità e dei diritti, di Fosca Nomis responsabile della Circoscrizione Piemonte-Valle d’Aosta di Amnesty. Infine si è avuta la brillante provocazione di Maurizio Mori dell’Università di Torino sulle questioni bioetiche e le nuove frontiere dei diritti. Nel pomeriggio, sotto la presidenza di Lidia De Federicis, si sono alternati Carlo Ottino, con riflessioni su laicità e diritti umani, l’avvocato penalista Lorenzo Trucco dell’Associazione Studi Giuridici sull’immigrazione (ASGI ) e Sergio Travi, responsabile nazionale EDU di Amnesty che, con esempi pratici, ha parlato di Educare ai diritti umani, portando anche le sue esperienze come insegnante in una scuola media "di frontiera" nella periferia torinese. Dopo il dibattito ha chiuso i lavori Cesare Pianciola, Vicepresidente del Comitato.
Nel primo intervento Colaianni è risalito alla Carta dei diritti dell’ uomo e del cittadino del lontano 1789, poco dopo la presa della Bastiglia in cui, accanto all’esposizione dei diritti umani si faceva riferimento all’egida di un Ente Supremo che l’oratore metteva a confronto con le "radici cristiane" tanto volute da alcune forze politiche per l’attuale Costituzione europea. Si è poi posta la questione dell’universalità dei diritti umani e dei rapporti tra questa concezione, universalmente accettata in Occidente dall’800, con l’Islam nel cui seno i diritti umani sono accolti ma in sottordine al Corano (Dichiarazione del 1990 del Cairo). Il tutto viene messo in collegamento con una prospettiva interculturale che deve entrare in dialogo con i diversi codici culturali per non essere, essa stessa, un’imposizione dall’alto in una prospettiva, appunto, laica e democratica. Fosca Nomis ha esposto anche lei un po’ di storia della questione dei diritti al femminile, fornendo anche dati più specifici sulla violenza sulle donne nel mondo (violenza fisica, psicologica ed economica) e verificando come in molte aree geografiche la triste condizione femminile non sia poi molto migliorata (Cina e problemi di aborto selettivo – Africa e problemi di infibulazione e mutilazione genitale femminile – ex Unione Sovietica ed aumento della violenza sulle donne in rapporto alle peggiorate condizioni lavorative ed economiche dei mariti o compagni); ancora peggiori poi risultano le condizioni delle lesbiche in molte parti del mondo. La globalizzazione, accanto ad effetti negativi ne ha anche di positivi, per esempio la crescita della cultura dei diritti delle donne e con queste, in parte rassicuranti, parole la Nomis ha ceduto il microfono a Maurizio Mori che ha subito aggiunto i diritti di omosessuali, bisessuali e transessuali a quelli delle donne e si è soffermato sui problemi, non solo scientifici, della procreazione assistita. Nel pomeriggio Ottino ha insistito sull’importanza dell’educazione ai diritti umani, base del dibattito sul suo giornale "Laicità" e sul peso dei valori e del loro rapporto, pur mettendo in luce il limite derivante dal relativismo culturale. Lorenzo Trucco ha invece dibattuto la questione del diritto di asilo, ha parlato dei drammatici problemi attuali della nostra società, in cui ci sono gruppi di persone che non godono dei diritti umani ed ha delineato l’attuale situazione dei CPT, luoghi di ricovero per chi ha perso il lavoro ed è perciò in attesa di rimpatrio forzato, pur non avendo commesso reati. Nel corso del dibattito però il problema che la sottoscritta ha vissuto come più drammatico è stata la comparazione effettuata da Colaianni e approvata da Tempestini tra la mutilazione genitale femminile e la circoncisione rituale maschile. Questo punto è stato citato in quanto riguardante un gruppo di profughi bosniaci islamici in Italia rifugiati a seguito dei fatti bellici, che volevano circoncidere i loro figli (età dai 7 ai 12/13 anni) che si opponevano. L’oratore ha sottolineato come questa "mutilazione" sia permessa agli Ebrei da moltissimo tempo, senza nessun tipo di protesta. Ovviamente ho dovuto protestare io, rilevando che, come rappresentante della Comunità ebraica in seno al Direttivo di Laicità, non potevo che oppormi violentemente all’equiparazione in atto, ricordando come la Fosca Nomis avesse parlato della situazione delle bambine sottoposte a mutilazioni genitali che soffrivano da quel momento per sempre in ogni situazione della vita femminile (ad esempio il parto) dolori atroci. Al contrario la circoncisione effettuata in molti casi anche al di fuori della pratica religiosa, è considerata un atto igienico, che garantisce alle mogli una prevenzione dei tumori all’utero e può prevenire per i neonati infezioni del tratto urinario. L’accaduto, riportato al Consiglio della Comunità ebraica del 17/ 03, ha spinto i consiglieri a decidere di mandare quanto prima a Laicità e al suo direttore Carlo Ottino una risposta in merito .
Alda Cremisi
Ebrei a Rorà
Il liceo Gioberti ha curato un lavoro dal titolo "Gli Ebrei a Rorà nel 43/45", nell’ambito del progetto "adotta un piccolo Comune" della fondazione CRT, a cui hanno partecipato dieci allievi delle classi 1a e 2a, coordinati dalla professoressa Alda Diena. Il lavoro è iniziato dopo un colloquio con la sig.ra Vera Debenedetti – ex allieva giobertina, allontanata dal nostro liceo nel 1938 per le leggi razziali – tenuto nel giorno della Memoria 2004. Il lavoro è servito a far comprendere ai ragazzi l’importanza della memoria; essi hanno intervistato i testimoni ebrei e valdesi e studiato il momento storico, le leggi razziali, la storia e la religione valdese ed ebraica, la Resistenza in Piemonte; essi hanno potuto così comprendere il grande valore dell’aiuto offerto nelle Valli ai rifugiati ebrei. Apprendere che un intero paese è stato disposto a rischiare la vita per soccorrere il prossimo fa comprendere, meglio di tante pagine di vuota retorica, l’importanza del sacrificio personale e dell’impegno politico e civile. Il lavoro è stato elaborato in un libretto corredato da fotografie prese dai ragazzi stessi e da riproduzioni dei disegni dello scultore Terracini, uno dei rifugiati rorenghi. Gli allievi hanno presentato, di fronte ai compagni del liceo, agli insegnanti, alla Dirigente scolastica e alla sig.ra Debenedetti il lavoro svolto nella giornata della Memoria 2005.
A. Cremisi
Presentazione al Salone del Libro
Domenica 8 maggio, alle ore 17,30 al Salone del Libro,
Romano Paolo Coppini, docente di Storia Contemporanea a Scienze Politiche a Pisa,
Corrado Vivanti,
Ali Rashid,
presentano:
"Israele e Palestina. Un conflitto lungo un secolo", Ed. PLUS - Pisa - University Press, 2003 - di Arturo Marzano
"Donne nella storia degli ebrei d’Italia"Nono convegno internazionale "Italia judaica" Lucca 5-9 giugno 2005
Si terrà a Lucca dal 5 al 9 giugno 2005 presso il Palazzo Guidiccioni, sede storica dell’Archivio di Stato di quella città, il convegno "Donne nella storia degli ebrei d’Italia".
Organizzato dal Centro interdipartimentale di studi ebraici dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Lucca, il Convegno è realizzato nell’ambito dell’accordo di collaborazione fra il Ministero dei Beni Culturali italiano e le Università israeliane.
Esso fa seguito ad una serie di otto convegni che sono stati promossi a partire dal 1981 e che si sono tenuti in Israele, a Tel Aviv e, in Italia, a Bari, Genova, Siena, Palermo, Reggio Emilia e Trani. Gli atti sono stati pubblicati dalla Direzione generale per gli Archivi di Stato.
Al centro del convegno di Lucca 2005 sarà il tema della condizione e del ruolo delle donne nel mondo ebraico italiano nell’arco dei dieci secoli del secondo millennio: l’intento è quello di coniugare, per la prima volta, storia degli ebrei d’Italia e "gender history".
Il punto di partenza sarà naturalmente costituito dall’analisi della posizione della donna nell’ambito della tradizione religiosa ebraica, ma si seguiranno poi le modificazioni e gli adattamenti nel tempo verificatisi in Italia: ci si soffermerà sulle pratiche matrimoniali e la relazione coniugale, ad esempio sul passaggio dalla poligamia alla monogamia e sul tacito passaggio dal ripudio, da parte del marito, al vero e proprio divorzio, di fatto sollecitato e ottenuto dalla moglie.
Saranno poi affrontate le tematiche relative alla condizione giuridica delle donne ebree, alla loro funzione di educatrici in seno alla famiglia, al ruolo che le donne e i loro beni svolgevano nel sistema di costruzione e trasmissione patrimoniale, ai loro non rari autonomi impegni nel campo del lavoro e, infine, alle peculiarità delle loro esperienze negli eventi delle persecuzioni e della Shoà.
Particolare attenzione verrà infine rivolta al corpo e ai cicli di vita femminili: rituali di ‘purificazione’ corporale previsti dalla tradizione religiosa (problematica del bagno rituale), età al matrimonio, uso di mezzi anticoncezionali (che si presume in genere più precoce che in ambito cristiano), parto, allattamento, aborto, cura del corpo e dell’abbigliamento, longevità, etc.
Interverranno oltre quaranta studiosi provenienti da Università e centri di studio italiani, israeliani, europei e americani, fra i quali Howard Adelman, Luciano Allegra, Roberto Bonfil, Anna Bravo, Marina Caffiero, Sergio Della Pergola, Maddalena Del Bianco Cotrozzi, Pier Cesare Ioly Zorattini, Paola Di Cori, Anna Esposito, Anna Foa, Dora Liscia Bemporad, Fausto Parente, Liliana Picciotto, Michela Procaccia, Adriano Prosperi, Diego Quaglioni, Renata Segre Berengo, Shlomo Simonsohn, Kenneth Stow e Ariel Toaff
Per informazioni ci si può rivolgere al Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici,
Dipartimento di Storia, Via Derna 1, 56126 Pisa, tel. 050/505811 e 2211812
(e-mail: staff.cise@cise.unipi.it), 348/4002091; 349/3951498;
si può inoltre consultare il sito http://www.cise.unipi.it
52° Concorso "Adriana Revere"
Sede legale: via S. Anselmo, 7 – Torino
Il Comitato per il Concorso Adriana Revere, istituito alla memoria della piccola deportata ad Auschwitz dai nazifascisti all’età di dieci anni, ha indetto il nuovo bando di concorso per l’anno 2005 e ha stabilito le seguenti modalità di partecipazione.
Sono invitati a partecipare gli alunni delle scuole elementari, medie inferiori e superiori di ogni ordine e grado, in forma individuale, di gruppo o di classe.
I lavori possono essere presentati sotto forma di elaborati su carta, su dischetto, CD-ROM o video e devono riportare chiaramente il nome e cognome del concorrente, la scuola e la classe, e se si tratta di lavoro individuale o collettivo.
I lavori dovranno pervenire alla sede del Comitato del Concorso: via S. Anselmo 7 – 10125 Torino, entro il 31 ottobre 2005.
Premi
Ai migliori lavori verranno assegnati premi che saranno corrisposti in forma di contributo per la partecipazione a soggiorni vacanze, gite scolastiche, campeggi di carattere ebraico, oppure potranno essere utilizzati per l’acquisto di libri, software o qualsiasi altro materiale di cultura ebraica.
La Commissione Esaminatrice potrà assegnare a propria discrezione altri premi di partecipazione o con particolari motivazioni.
Temi
Sezione scuola elementare
1. La "settimana enigmistica" dell’ebraismo: prepara rebus, anagrammi, cruciverba o altri giochi enigmistici per la costruzione di un libretto da stampare e inviare alle scuole.
2. Trasforma in fumetto un racconto del midrash che riguardi la vita di un patriarca, o di un maestro oppure una festa.
Sezione scuola secondaria di primo grado
1. Puoi svolgere uno dei due temi proposti anche per la scuola primaria. Verrà naturalmente considerato il livello di classe frequentata.
2. Facciamo teatro: scrivi un copione teatrale che abbia come argomento una festa ebraica. Il comitato del concorso organizzerà la rappresentazione del lavoro prescelto da parte di attori professionisti.
Sezione scuola secondaria di secondo grado
1. Nel 1904 moriva Theodor Herzl, padre del Sionismo moderno. A distanza di 100 anni possiamo tracciare un bilancio: rileggendo i suoi scritti, ed in particolare "Lo Stato Ebraico" (ed. Melangolo), quanto di quegli ideali è diventato realtà? Esistono ancora insegnamenti che ci possono ispirare nell’attualità?
2. Siamo abituati a vedere nella Torah una fonte di doveri. È possibile una lettura dei nostri testi biblici e rabbinici come base per un’asserzione di diritti, con particolare riferimento ai diritti umani fondamentali?
Il Presidente
rav Alberto Moshe Somekh
Il testo del bando è consultabile anche sul sito web: http://it.geocities.com/concorso_revere
Toaff senatore a vita
Il "Gruppo Martin Buber – Ebrei per la pace" aderisce all’appello rivolto al Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Signor Presidente della Repubblica,
sono attualmente due i posti vacanti da Senatore a vita e tutti noi siamo in attesa della Sua decisione. Mentre per chi potrebbe sostituire il defunto Mario Luzi vi sono già state proposte, desideriamo riproporre un nome da Lei molto apprezzato quale quello del Suo concittadino il Rabbino Capo di Roma Prof. Elio Toaff. A sostenere tale proposta non troviamo migliori parole che quelle da Lei espresse in un messaggio del 2001 e che qui riportiamo:
"Elio Toaff rappresenta nel modo migliore la tradizione di civiltà propria della città di Livorno, in cui ambedue siamo nati, ci siamo formati e in cui ci riconosciamo. Essa esaltava l'incontro creativo tra comunità, religioni e culture diverse, unite nel culto del reciproco rispetto".
"Nei momenti più drammatici della nostra storia, Elio Toaff ha dimostrato di essere un grande patriota italiano".
"In lui le comunità ebraiche d'Italia e le istituzioni repubblicane hanno sempre trovato un sicuro punto di riferimento per lo sviluppo di relazioni esemplari".
"Quale maestro del pensiero ebraico, è stato fonte di ispirazione al dialogo e al rispetto fra tutte le confessioni religiose: la sua opera è stata feconda, segnata da storici incontri, vere pietre miliari nella storia dei rapporti fra le grandi religioni. ‘Saluto in Elio Toaff un uomo di fede e un uomo di pace. Il suo insegnamento è per noi tutti una guida sicura in momenti critici, come quelli che l'Italia e il mondo stanno vivendo".