Israele

 

Il Centro Peres: costruire la pace per il nostro domani

 di Rebecca Treves

 

Da circa sei mesi ho compiuto la mia alià e da qualche mese ho iniziato a lavorare al Peres Center for Peace.

Lavorare al Peres Center for Peace vuol dire andare tutte le mattine in autobus a Yaffo. Vuol dire attraversare i quartieri di Tel Aviv, dalla lunga Tayelet sul mare, allo shuk Hacarmel, dalle vie centrali ai quartieri più periferici, per poi percorrere tutta la stretta e disordinata via di Yefet e sbucare sul mare, dove ci sono le ultime case di Yaffo. Lavorare al Peres Center for Peace vuol dire avere uno dei più begli uffici che si possano immaginare e, a volte, arrabbiarsi per questo. Arrabbiarsi quando gli sforzi non si realizzano, quando i problemi si accavallano, quando il palazzo sembra un progetto troppo ambizioso. Ma lavorare in quell’ufficio vuole dire rendersi conto che lo sforzo che si compie qui è unico per la qualità dei progetti che si seguono, per i risultati che si ottengono, per l’umanità dello staff con cui si ha a che fare. Come dicevo, in questo palazzo di vetro e cemento ci lavoro da qualche mese e ogni volta che entro vedo persone nuove e scopro sensazioni diverse.

Il Peres Center for Peace è stato fondato dall’attuale Presidente dello Stato di Israele, Shimon Peres nel 1996. Peres, che per la sua azione in favore della pace ha anche ricevuto il Premio Nobel, credeva e crede nella pace come progetto concreto, realizzabile con il lavoro delle persone, col dialogo e col perseguimento di un clima di fiducia reciproca. Il Peres Center è oggi è la principale organizzazione non-profit che crea reali “ponti di pace” tra Israele e i suoi vicini arabi, in particolare tra israeliani e palestinesi. La sua missione è quella di promuovere un’idea di riconciliazione tra e per i popoli del Medio Oriente che prenda le mosse dalla convinzione che l’unica strada è quella della cooperazione e della comprensione reciproca.

La sede dove si trova il Peres Center oggi è un progetto dell’architetto italiano Massimiliano Fuksas, amico personale di Peres. L’architetto e l’attuale Presidente dello Stato di Israele hanno lavorato insieme al progetto per dieci anni. La struttura è di cemento e vetro ed è diversa da tutte le costruzioni in stile arabo e in stile israeliano che la circondano proprio perché il Centro deve essere un luogo unico, diverso.

Il Peres Center conta una trentina di impiegati, di cui molti giovani e donne. Entrando si respira un’aria nuova, nei corridoi si alternano giovani israeliane, ebree e arabe, a famigliari di bambini curati grazie al progetto Saving Children, medici che hanno studiato grazie a Training Doctors, bambini che partecipano ai tornei di calcio, basket, pallavolo, e abitanti di Yaffo (quartiere ancora povero e in difficoltà rispetto alla Tel Aviv di cui sentiamo tanto parlare e che leggiamo sulle riviste) che chiedono aiuto allo sportello che si occupa di informarli e di aiutarli sia sul piano pratico socio-economico che su quello amministrativo-legale. Camminando nei corridoi di cemento e vetro si notano sulle pareti le fotografie del programma Frames of Reality, che mette insieme fotografi israeliani e palestinesi e realizza ogni anno un libro e una mostra di alto livello che presentano una realtà percepita con gli occhi “dell’altro”. Le attività del Peres Center sono ripartite tra i diversi dipartimenti in cui esso è articolato; sostanzialmente: sport, medicina, cultura, arte, leadership, imprenditoria agricola e commerciale.

Il 17 aprile 2013 è stata presentata a Torino, alla Sala Bolaffi, l’Associazione del Centro Peres per la Pace Italia, una Onlus recentemente costituita che si prefigge lo scopo di promuovere in Italia la conoscenza del Peres Center e di reperire fondi per sostenerne i progetti. L’importanza dell’evento è stata sottolineata dalla partecipazione del Ministro Francesco Profumo e del Sindaco di Torino Piero Fassino, nonché da quella di personalità del mondo imprenditoriale, politico e culturale, piemontesi e non solo, consci della rilevanza degli obiettivi che l’Associazione persegue. E il numerosissimo pubblico intervenuto per l’occasione è l’ulteriore conferma di una sensibilità largamente condivisa e della consapevolezza che solo con la concretezza e la credibilità è possibile contribuire a sbloccare l’attuale pericolosa situazione di stallo.

Per il momento l’Associazione è operativa a Torino grazie all’attività di Daniel Treves e di Tullio Levi, ma prossimamente ulteriori “sezioni” verranno avviate in altre città italiane. A Torino poi, da alcuni anni, è attivo un Comitato di amici del Centro Peres che svolge una meritoria azione di ricerca fondi, coadiuvato in ciò dalla preziosa e significativa collaborazione di un personaggio come Manuela Dviri che del Centro è sicuramente il cuore.

I progetti del Peres Center sono certamente ambiziosi, ma quando si legge la storia di una bambina di Gaza rimasta gravemente ferita durante il recente conflitto e la cui mano è stata salvata grazie al nostro intervento, o quando si sente la storia di un bambino di Ramallah che gioca ogni settimana a calcio con un bambino israeliano e le cui famiglie hanno iniziato a frequentarsi, allora si percepisce l’anima del nostro lavoro e l’importanza di continuare tenacemente su questa strada.

“Le barriere vengono abbattute, le paure si superano, i dialoghi si instaurano e si stringono amicizie, aprendo la strada ad una vera e duratura pace tra i popoli”. Questo è l’esplicito messaggio contenuto nei progetti del Peres Center ed è per sostenere tale messaggio che è stata fondata l’Associazione del Centro Peres per la Pace Italia - Onlus.

 

Rebecca Treves

 

"Associazione del Centro Peres per la pace Italia Onlus”

Via Cesare Balbo, 39

10124 Torino

tel. 3356456760

IBAN IT06U0335901600100000071338

Sito: www.peres-center.org

E-mail: info@centroperesitalia.org

   

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