Libri

 

Non voltarti indietro

di Anna Segre

 

Tutti conosciamo Nedelia Tedeschi Lolli, per decenni maestra alla scuola ebraica di Torino, come eccezionale divulgatrice, capace di illustrare feste, tradizioni ebraiche, concetti anche complessi in un linguaggio adatto a ogni età; è stata una delle anime del giornale Per noi e oggi collabora con Daf daf, l’inserto di Pagine ebraiche dedicato a bambini e ragazzi. Il suo libro di poesie (a cui si aggiungono due brevi racconti) è forse in parte diverso dall’immagine fiduciosa e ottimista che Nedelia solitamente trasmette di sé: è più ricco e complesso, un mosaico di luci ma anche di ombre, di fiducia ma anche di sconforto (per esempio nelle pagine dedicate alla scomparsa del marito Vittorio o ancora di più nel racconto Ragnatele); colori, paesaggi, ritratti di personaggi noti (Primo e Carlo Levi, Pavese) o figure incontrate per caso: tutto diviene oggetto di uno sguardo a volte curioso, a volte insolito. Nella prima poesia, Messaggio, il bianco e nero delle foto d’epoca diventa un simbolo efficace per rappresentare non solo il buio e l’oppressione di un’epoca che non deve tornare ma anche la difficoltà di trasmettere la memoria attraverso le generazioni; occorre ricordare a questo proposito che Nedelia è anche instancabile nella sua opera di testimonianza sulle leggi razziali e sulla Shoah nelle scuole, dove lascia il segno con la sua chiarezza e la sua commovente spontaneità (alcuni anni fa al liceo Alfieri dopo un suo intervento in occasione della Giornata della Memoria, in cui aveva raccontato in particolare della cattura e deportazione di suo padre, non solo i ragazzi ma anche alcune mie colleghe avevano le lacrime agli occhi). Su tutto domina comunque l’invito perentorio a guardare avanti enunciato nel titolo; non a caso in chiusura del libro l’autrice ha posto il racconto L’uomo nero, quasi una fiaba al tempo della Resistenza, con tanto di tradizionale lieto fine.

Anna Segre

 

 Nedelia Tedeschi Lolli, Non voltarti indietro per non diventare una statua di salePoesie – Giuntina 2013, pp. 36, 6

  


 

Messaggio

 

E disse il nipote alla nonna:

“Del tempo di guerra

di cui mi racconti,

dell’epoca buia

di quando tu avevi

i miei anni,

di già cento foto più cento

mi hai posto dinnanzi,

e cento filmati più cento

mi hai fatto vedere.

Ma nonna,

non c’è un sol colore,

ma solo del bianco e del nero”.

“È vero” rispose la nonna.

“Ma dimmi” riprese il nipote

“I prati eran neri a quel tempo?

E il mare era bianco?

Chi fu l’inventore

del giallo, del rosso, del blu?

A scuola non l’hanno insegnato”.

Rispose la nonna al nipote:

“Nel tempo di guerra

i cuori eran nero granito

e gli occhi due blocchi di ghiaccio,

e tutti i colori fuggiron dal mondo.

Poi, sono tornati.

Tienili stretti, nipote,

perchè se fuggissero ancora

sarebbe per sempre”.

 

Nedelia Tedeschi Lolli

   

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