I Giusti

 

Per non dimenticare

 

A settant’anni dall’inizio delle persecuzioni naziste contro gli ebrei italiani, non dimenticare significa non solo ricordare i nomi delle vittime delle retate, dei rastrellamenti, delle rappresaglie, delle stragi, della barbarie, degli eccidi, delle deportazioni perpetrate dai tedeschi nei vari angoli d’Italia: sul Lago Maggiore ed a Meina, a Roma Firenze e Genova, a Bologna Ferrara e Milano, a Venezia e Trieste, alle Fosse Ardeatine e in decine di altre località.

Non dimenticare significa non solo ricordare le vittime attraverso la nobile iniziativa delle “pietre d’inciampo” ma anche tramandare i nomi di quanti hanno rischiato la propria vita per salvare gli ebrei, italiani e stranieri, singoli e famiglie intere, con naturale generosità, spesso in assolute condizioni di precarietà e senza pretendere ricompense: i Salvatori, i Giusti fra le Nazioni (“Hassidei Umot HaOlam”).

Fra la calata dei tedeschi in Italia, l’8 settembre 1943 e il giorno della Liberazione di tutta la penisola, 25 aprile 1945, migliaia di non ebrei italiani, civili e militari, funzionari di polizia e carabinieri, maestri e contadini, preti frati e monache, portinai e coinquilini, hanno fornito spontaneamente, con generosità ed a loro completo rischio un rifugio, un nascondiglio, un aiuto materiale di cibo, vestiario, carte d’identità e carte annonarie false, negli appartamenti cittadini, nelle pensioni, nelle campagne, negli ospedali, nelle scuole, negli uffici, nei conventi ed in vari altri Istituti religiosi.

Di alcune migliaia di salvatori italiani, solo poco più di cinquecento hanno finora ottenuto per iniziativa dei salvati il più che doveroso debito di riconoscenza dello Stato d’Israele ai Giusti fra le Nazioni, espresso da tempo con la creazione di “Giardini dei Giusti” e di lapidi in memoria nell’Istituto Yad VaShem sul “Monte del Ricordo” di Gerusalemme.

Il Comites d’Israele invita tutti coloro, italiani o provenienti da altri Paesi, che negli anni delle persecuzione nazista in Italia hanno trovato rifugio presso famiglie e/o Enti ospitali e che per varie motivazioni non hanno avuto finora occasione o la possibilità di esprimere un riconoscimento ufficiale ai loro Salvatori e/o ai loro discendenti, affinché contattino di propria iniziativa il Dipartimento per i Giusti fra le Nazioni (“Hassidei Umot HaOlam”) dell’Istituto Yad VaShem, comunicando tutte le informazioni possibili ed i dati richiesti nel sito www.yadvashem.org del medesimo Istituto.

Yad VaShem si impegnerà a esaminare attentamente ogni caso sottoposto e a valutare se corrisponde ai criteri di attribuzione del riconoscimento di Giusto fra le Nazioni che sono i seguenti:

• Avere salvato la vita di almeno un ebreo.

• Aver messo in pericolo la propria vita, o la propria posizione nel caso di autorità religiose e alti funzionari dello stato.

• Aver svolto questo in maniera del tutto disinteressata.

• Non aver compiuto altri atti in senso contrario nei confronti di altri ebrei.

 

Anche dopo settant’anni: per non dimenticare non è mai troppo tardi.

(comunicato stampa)

 

Albero dei Giusti