Libri

 

I calici della memoria

 di A.S.

 

Questo agile libretto offre una panoramica abbastanza ampia sul vino nella tradizione ebraica, nel testo biblico e nel rito. Un duplice approccio che si riflette nella struttura, in cui quattro capitoli che richiamano il seder di Pesach, con i suoi tradizionali quattro bicchieri, si intersecano con altri capitoli con titoli più generici ispirati al tema del vino (Un assaggio per iniziare, Un altro bicchiere ancora, Il bicchiere della staffa). La parte dedicata al rito è indirizzata più chiaramente a un pubblico non ebraico (l’uso iniziale, poi corretto nei capitoli successivi, del termine Qaddish per indicare il Qiddush tradisce forse una scarsa dimestichezza con l’ebraismo concretamente vissuto), anche se non mancano riflessioni interessanti, per esempio sull’uso del vino sia in apertura che in chiusura dello Shabbat e delle feste, dal Kiddush all’Havdalà. Naturalmente non può mancare un riferimento conclusivo all’uso di ubriacarsi a Purim. Più interessante anche per i lettori ebrei l’analisi dei passi del Tanakh, non sempre conosciuti e tutt’altro che agevoli da reperire uno ad uno, in cui si parla di vino, di vite o di vigne: da Noè e i suoi figli a Lot con le sue figlie, dal voto di nazireato con cui ci si impegna a non bere vino al libro dei Proverbi che mette in guardia dai pericoli del bere, dal Cantico dei Cantici agli esploratori che portano sulle spalle un immenso grappolo d’uva, al popolo d’Israele paragonato da Isaia ad una vigna che ha dato uva selvatica nonostante gli sforzi del coltivatore. In conclusione l’invito del Kohelet “Va’, mangia con gioia il tuo pane e bevi il tuo vino con cuore lieto” - invito che l’autore rivolge ai lettori in forma di augurio a conclusione del libro.

A.S.

 

Giampaolo Anderlini, I calici della memoria - Il vino nella tradizione ebraica, Wingsbert House, 2014, pp. 89, 9

 

    

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