Libri

 

Un bambino nella tempesta

 di Reuven Ravenna

 

Nei giorni nei quali si dibatte il tema della memoria e la sua trasmissione alle generazioni future, si moltiplicano, dovunque, i libri autobiografici o dei posteri riguardanti le vicende individuali, famigliari e comunitarie negli anni bui, ancora una volta constato come le storie ti afferrino ancor più della grande Storia, per percepire, per quanto possibile, l’atmosfera di allora.

Il dott. Ariel Paggi, professionista affermato, rivive gli anni dell’infanzia dalle leggi razziste con l’espulsione del padre, stimato insegnante di liceo, dalla scuola e con le difficoltà economiche della famiglia che tornò alla cittadina d’origine, Pitigliano, la “Gerusalemme di Toscana”, dove il tragico autunno ‘43 coinvolse gli ebrei, vittime predestinate della barbarie nazifascista. L’adulto scava nelle vicende del 1943-44, nei propri ricordi bimbo poco più di sette anni e tramite le testimonianze e i documenti che ci sono pervenuti.

Un libro che ci fa riflettere in diverse chiavi di lettura. L’esistenza di ogni singolo “di razza ebraica” esposto al quotidiano pericolo e la rispondenza dei compaesani non ebrei, per lo più contadini, che senza esitazione si mobilitarono per soccorrere “gli esseri umani’, da generazioni parte integrante del loro mondo, gli appartenenti di una piccola comunità, dalla quale uscirono non pochi ingegni che hanno illustrato l’ebraismo italiano.

Una testimonianza di grande rilievo per considerare la particolarità della condizione ebraica, e per non disperare sull’umanità dei singoli e delle collettività, rivivendo momenti drammatici del passato, colle sue tetre ombre ma, soprattutto, per la luminosità della solidarietà senza remore e tentennamenti, con coraggio e determinazione.

Reuven Ravenna

 

Ariel Paggi, Un bambino nella tempesta. Ricordi di un bambino durante il periodo razziale a Pitigliano0, Ed. Salomone Belforte & C, 2009, pp. 75, 14

    

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