Libri

 

Rassegna

 

Edgar Morin - La mia Parigi, i miei ricordi - Ed. Raffaello Cortina, 2013 (pp. 241, 16) Una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea ripercorre le vicende che lo videro protagonista nell’arco temporale di un’intera vita (1921-2010). La famiglia ebraica, levantina di Salonicco, si era trasferita a Parigi dove il giovane si forma, impregnandosi di assoluto laicismo supportato dalla ideologia marxista. Ricoprirà ruoli di vitale importanza sia nella Resistenza che nell’organizzazione di supporto ai sopravvissuti. Lo sfondo è l’amatissima città, rivissuta nei ricordi di eventi storico/politici ma anche personali e intimi nel milieu culturale di massimo livello. (s)

Marco Rizzo - Lelio Bonaccorso - Jan Karski. L’uomo che scoprì l’Olocausto - Ed. Rizzoli (Lizard), 2014 (pp. 142, 17,50) Una coppia di autori collaudati dal successo di opere quali Ilaria Alpi,il prezzo della verità - Supermarket mafia - Peppino Impastato, un giullare contro la mafia - Que viva el Che Guevara e Gli ultimi giorni di Marco Pantani, affronta ora, con sensibilità e rispetto, gli sconvolgenti diari dal titolo”La mia testimonianza davanti al mondo”di Karsi e “Il testimone inascoltato” di Yannick Haenel. Il graphic novel,corredato anche di testi esplicativi di grande impatto, vuole costituire un formato particolarmente adatto alla massima diffusione possibile tra i giovani lettori. (s)

Miriam Pressler - Io voglio vivere. La vera storia di Anna Frank - Ed. Sonda, 2013 (pp. 147, 14) Accurata e delicata rielaborazione, di un testo noto in tutto il mondo, a delineare il ritratto umano della giovanissima scrittrice/testimone, dapprima per noia poi per necessità. Su incarico della Fondazione ANNE FRANK di Basilea, Miriam Pressler, basandosi sulle ormai numerose edizioni precedenti, ne fa un’opera nuova: una biografia più completa di Anna e una più accurata, e storicamente più veritiera presentazione delle persone che nel Diario figurano con nomi di fantasia. (s)

Ines De Benedetti - Poesia nascosta - Le ricette della cucina tradizionale ebraica - Ed. La Ziza, 2013 (pp. 280, 18) Per anni presidente della sezione padovana dell’ADEI, poi WIZO, ( da lei fondata nel 1929) Ines De Benedetti ha offerto a generazioni di famiglie ebraiche il profumo delle sue ricette poetiche e testimoni” ad ogni pagina, e a ogni giro di cucchiaio, di tanta storia e vita ebraica” secondo l’affettuosa presentazione di Daniela Fubini. (s)

Raphael Jerusalmy - Salvare Mozart - Ed. e/o,2013 (pp. 117, 14) Sorprendente opera prima di un autore dalla profonda intelligenza e raffinata sensibilità. Con crudele sarcasmo e umorismo agghiacciante penetra nell’anima dell’appassionato musicologo, malato terminale, impotente di fronte all’affermarsi del nazismo, insinuatosi in tutte le pieghe della società e nei recessi dell’identità individuale. (s)

Faye Kellerman - Il falso profeta - Ed. Cooper, 2013 (pp. 514, 18) Una serie di complicati e violenti episodi accaduti all’interno di una strana famiglia hollywoodiana mette a dura prova l’esperienza investigativa del navigato tandem costituito da Peter Decker e Marge Dunn, a cui si affianca con il suo buon senso pratico la preziosa moglie ebrea del detective, prototipo del genere. (s)

Michel Kichka - La seconda generazione - Ed. Rizzoli (Lizard), 2014 (pp. 108, 16) Docente alla Bezalel Academy e maestro di designer del calibro di Rutu Modan e Uri Fink, Kichka è un esponente di punta del fumetto israeliano. Con la presente opera, dedicata ai ragazzi, dimostra che il genere può essere persino più efficace della letteratura e del cinema, in virtù di una rappresentazione in grado di cogliere gli aspetti più intimi e scabrosi. Il tema affrontato è quello della trasmissione della memoria da una generazione a quella successiva: e siamo ormai alla terza. (s)

Marta Baiardi e Alberto Cavaglion - Dopo i testimoni. Memorie, storiografie e narrazioni della deportazione razziale. Ed. Viella, 2014 (pp. 389, 28) Una documentata ricerca, condotta per iniziativa e con il contributo dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana. Viene offerta un ricca messe di contributi finalizzati a definire un quadro, il più completo possibile, al tramonto dell’epoca delle testimonianze. Studiosi di diversa provenienza e formazione, riflettono su tematiche quali l’istituzionalizzazione della Memoria,la sperimentazione didattica, la banalizzazione del fenomeno, il prodotto cinematografico, i manuali di Storia per la scuola superiore, la memoria “europea” della Shoah… per giungere al convincimento che “È solo la scuola che può riorganizzare la ‘giornata della memoria’ in un laboratorio permanente per la comprensione della storia contemporanea”. (s)

Maria Luisa Giribaldi e Rose Marie Sardi - Bele si (proprio qui). Ebrei ad Asti - Ed. Morcelliana, 2014 (pp. 223, 22) La dotta prefazione di Franco Debenedetti introduce opportunamente questo studio sulle vicende di una comunità costituitasi alla fine del Trecento e oggi estinta. Il lavoro, denso di dati e di fatti, si presta ad una letta piana e scorrevole, accessibile ad un vasto pubblico di lettori che ne riceveranno un quadro di rapporti intensi e reciprocamente fecondi, tra il pur sempre esiguo nucleo ebraico e la cittadinanza, la Chiesa, le autorità civili attraverso i secoli e le circostanze. (s)

Annika Thor - L’isola lontana. Quadrilogia della memoria. - Ed. Feltrinelli Kids, 2014 (pp. 605, 16) Un libro davvero consigliabile ai giovani! Il grosso volume comprendente quattro opere già pubblicate singolarmente, accompagna passo passo la vita dei piccoli profughi ebrei accolti da famiglie svedesi per salvarli dallo sterminio. Un affresco di varia umanità, colta in modo essenziale ed acuto, una lettura piacevole ed istruttiva poiché gli anni narrati vanno a costituire il vero e proprio percorso di formazione della protagonista. (s)

Paolo Debenedetti - Maurizio Scordino. - In paradiso ad attenderci. Il pensiero, l’impegno e i ricordi del teologo che ama gli animali. - Ed. Sonda, 2013 (pp. 143, 14) L’animalismo è tematica di palpitante attualità ma raramente si giunge a disamine così alte e profonde quali quelle affrontate dagli interlocutori di questa” garbata conversazione”. Un teologo e un non credente offrono un significativo contributo per decifrare il mistero del creato e per anticipare l’auspicabile riconciliazione tra tutte le creature. (s)

Gioele Dix - Quando tutto questo sarà finito. Storia della mia famiglia perseguitata dalle leggi razziali. - Ed. Mondadori, 2014 (pp. 151, 16,50) Ci sono voluti molti anni prima di ottenere dal padre il racconto completo di una storia ”a lieto fine” e tuttavia grondante di dolore e umiliazioni. La narrazione, pacata e confidenziale, totalmente priva di artifici letterari, costituisce il pregio di questo documento, ulteriore tassello della persecuzione in Italia. (s)

Grazia Di Veroli -La scala della morte. Mario Limentani da Venezia a Roma, via Mauthausen - Ed. Marlin - 2013 (pp. 115, 13) La storia, narrata nel libro-intervista, di Mario Limentani, uno degli ultimi testimoni degli ebrei della Comunità di Roma deportati nei lager del Reich dopo la razzia del 1943. La scala della morte, evocata nel titolo del libro, è quella di Mauthausen, 186 scalini, ripidi e scivolosi, che portavano a una cava e che i deportati dovevano scendere e salire più volte ogni giorno portando a spalla massi di granito, rinnovando così il supplizio di Sisifo. Il libro è completato da una appendice contenente notizie, fotografie e documenti. (e)

Helga Weiss - Il diario di Helga. La testimonianza di una ragazza nei campi di Terezìn e Auschwitz - Ed. Einaudi - 2013 (pp. 211, 19) Il diario della prigionia di una ragazza ebrea cecoslovacca deportata nei campi di concentramento, prima a Terezìn poi ad Auschwitz, e sopravvissuta: “Tutto ciò che era necessario l’ho già scritto in quelle pagine oltre sessanta anni fa annotando le mie esperienze e le mie considerazioni… Ciò nonostante, è un ritratto attendibile dell’epoca in cui è vissuta, cresciuta e morta la mia generazione”. Il libro è arricchito da fotografie e, soprattutto, da disegni di mano dell’autrice, diventata, dopo la guerra, pittrice e artista figurativa. (e)

Donatella Di Cesare - Israele, terra, ritorno, anarchia - Ed. Bollati Boringhieri - 2014 (pp. 105, 12,50) Il libro offre spunti interessanti in ognuno dei suoi tre capitoli anche se gli stessi non risultano ben amalgamati. Nel primo capitolo (La terra promessa. Ripensando il sionismo), l’autrice, professore di filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, afferma che “… il sionismo cercò di ricondurre il popolo alla nazione e dato che non c’è nazione senza Stato - optò per lo Stato” ma che “… il progetto sionista, che mira alla normalità, tradisce una visione negativa dell’ebraismo che, nei secoli, non è stato una semplice tecnica di sopravvivenza nell’esilio bensì ‘un altro modo di esistere’ costruendo una società giusta come quella sognata dai primi fondatori del Kibbutzim”. Nel secondo capitolo (Comunità anarchica e potere planetario) si contrappone al socialismo scientifico marxiano - politico, positivista e socialista - quello utopico - comunitario, anarchico e messianico - di Buber, di Landauer e del chassidismo. Il terzo (Escatologia della pace) propone di invertire il rapporto tra guerra e pace (intesa come pace messianica): “La pace non è la cessazione dei combattimenti per l’estinzione dei combattenti o la sconfitta degli uni, la vittoria degli altri. La pace non è la pace perpetua dei morti fondata sui cimiteri, eretta dai futuri imperi globali. La pace non è di là da venire ma è al di là della guerra, basata sull’uguaglianza formale degli individui, uguaglianza tra individui in pace che possono finalmente vivere per sé”.

Boris Cyrulnik - La vita dopo Auschwitz. Come sono sopravvissuto alla scomparsa dei miei genitori durante la Shoah - Ed. Mondadori - 2014 (pp. 205, 18) Una originale autobiografia “psichiatrica” ricostruita dall’autore, celebre psichiatra francese, non come la narrazione rettilinea della storia di un figlio di deportati uccisi ad Auschwitz ma attraverso episodi rammemorati a grappoli e sottolineati o intercalati da notazioni di carattere psicologico non solo individuali ma di carattere generale. Come chiarisce l’autore: “Sono molto stupito del libro scritto. Non avevo l’intenzione di scrivere una autobiografia in cui la concatenazione degli eventi avrebbe composto un racconto di vittorie o un’arringa ma non mi aspettavo di scrivere una difesa dell’identità ebraica che, nella mia vita quotidiana, impegna poco la mia mente… La mia conclusione è che ogni memoria, ogni racconto di sé è una rappresentazione del proprio passato. Ma non si inventa a partire dal nulla, non si racconta se non si è vissuto niente. È necessario del vero per frugare nella memoria e trovare qualcosa da trasformare in rappresentazione, nel teatro di sé”. (e)

Paul Glaser - Ballando ad Auschwitz - Ed. Bompiani - 2013 (pp. 301, 18) La ricostruzione romanzata della vita eccentrica di una danzatrice ebrea sopravvissuta ad Auschwitz grazie anche alla sua abilità nel ballo e la sua presenza di spirito. Chi la scrive è il nipote che si basa sui suoi diari, fotografie, lettere e appunti del tempo di guerra, interviste e ricerche d’archivio, intercalando capitoli della vita di lei come scritti in prima persona con capitoli scritti da lui della propria vita e ricerca. Una mescolanza di narrazione e realtà, di vite sovrapposte curiosa anche se non convincente sino in fondo. (e)

Moshe Idel - Il Figlio nel misticismo ebraico. Parte prima: Tarda antichità, medioevo askenazita e qabbalah estatica - Ed. Fondazione Centro Studi Campostrini - 2013 (pp. 374, 25) Ponderosa monografia (e il volume ne contiene solo la prima parte!) di quello che è considerato il più importante esperto di misticismo ebraico, dedicata alla nozione di “filiazione” nelle letterature mistiche ebraiche. Il concetto esaminato è frutto della convinzione che tra il mondo divino e il mondo umano vi sia un circuito aperto e che, quindi, sia individuabile un collegamento tra i due mondi sia dal basso verso l’alto (apoteosi) sia dall’alto verso il basso (teofania). L’esempio più evidente di quest’ultimo si trova ovviamente nel cristianesimo in cui Dio entra in collegamento con gli uomini inviando loro il proprio figlio; ma, già nel primo capitolo della Genesi si descrive la creazione dell’uomo “a immagine e somiglianza di Dio” e, sempre nella Bibbia, si raccontano le apoteosi di Elia ed Enoch. Nello studio, comunque, il concetto di “figlio di Dio” non è considerato dal punto di vista cristologico ma sulla scia dei vari testi mistici ebraici succedutisi nel tempo e, in ogni caso, “La Bibbia ebraica nella sua totalità rappresenta… il vettore teofanico in cui Dio si rivela a se stesso nella storia e nei rituali specifici che Egli stabilisce”. Libro di grande erudizione adatto soprattutto agli studiosi del misticismo. (e)

Henryk Grynberg - La vittoria - Ed. Lithos - 2013 (pp. 176, 20) L’autore è forse il più importante autore polacco che tratti della persecuzione degli ebrei e, in particolare, della tragedia ebraica in Polonia, un tema che egli stesso definisce per sé “ossessivo”. Da questo libro, scritto in stile aspro ed essenziale che non risparmia descrizioni atroci, emerge con forza una verità poco piacevole e che per lungo tempo non è stata riconosciuta: i polacchi non solo sono rimasti sordi e indifferenti davanti alla tragedia degli ebrei ma ne sono stati complici attivi non solo durante ma anche dopo la fine della guerra. (e)

Francesca R. Recchia Luciani e Luciano Patruno (a cura di) - Opporsi al negazionismo. Un dibattito necessario tra filosofi, giuristi e storici -Ed. Il Melangolo - 2013 (pp. 125, 14) La “mala pianta” del negazionismo continua ad allignare ovunque compaiano (ricompaiano) antisemitismo e razzismo. Ben vengano, quindi, questi brevi saggi che riprendono in esame il negazionismo da un punto di vista interdisciplinare, di volta in volta storico, scientifico, religioso, giuridico: “Per di più, non possiamo ignorare una continuità indistinta sul piano delle idee tra nazifascismo e negazionismo, delle indubbie comuni radici sulla cui base essi condividono proprio quel ricorso a sentimenti primitivi, quel richiamo al sangue e al corpo biologico, quell’appello al risveglio di un male primordiale e a quella “elementalità” senza mediazioni che mette in questione gli stessi principi di una civiltà, cioè dell’Europa” (come scrivono Z. Bauman e M. Abensour). (e)

Martin Buber - L’insegnamento del Tao. Scritti tra Oriente e Occidente - Ed. Il Melangolo - 2013 (pp. 103, 12) Questo libriccino recupera alcuni scritti minori dell’autore, da sempre interessato alle religioni orientali e alle loro corrispondenze con quelle occidentali specie nei confronti degli aspetti mistici e mitici. I cinque brevi saggi che lo compongono sono intitolati a “L’insegnamento del Tao”, “Storie cinesi di spiriti e d’amore”, “Buddha”, “La Cina in noi”, “Seguire ciò che è comune”. A conclusione di quest’ultimo, l’autore afferma che “i grandi insegnamenti da cui abbiamo preso le mosse, quello del ponte costituito dall’Asia Minore e quello del Lontano Oriente, si assomigliano l’un l’altro per il fatto che in essi lo spirito rivolge la sua rivendicazione sull’interezza dell’esistenza personale e questa rivendicazione è separabile soltanto in modo apparente dall’insegnamento”. Lettura soprattutto interessante per chi voglia acquisire completezza nello studio di Martin Buber. (e)

Massimo Giuliani - Teologia ebraica. Una mappatura - Ed. Morcelliana - 2014 (pp. 293, 20) Una serie di “assaggi” di teologia ebraica, intesi a tracciare “una serie di percorsi che, nella vasta, e qui non teorizzata, ‘storia del pensiero ebraico’, hanno sviluppato idee, dottrine, credenze che, in senso lato, chiamiamo teologiche… che hanno a che fare con la concezione ebraica di Dio ma anche con la nozione di Israele… in quanto comunità di fede” e con tutti gli altri aspetti sviluppatisi in essa nel tempo a partire dall’Israele antico fino alle correnti di pensiero post moderne passando per la Shoah. (e)

Haim Baharier - La valigia quasi vuota - Ed. Garzanti - 2014 (pp. 141, 14,90) Una sorta di autobiografia dell’autore, dalla vita avventurosa e girovaga, le cui vicende private si intrecciano con i grandi avvenimenti storici, condita con la storia di una mitica figura di clochard colto e claudicante. Un libro che assume, di volta in volta, la forma di una vera e propria autobiografia, di un romanzo, di un saggio, persino di un giallo. Un libro insieme godibile e profondo. (e)

Michelle Cohen Corasanti - Come il vento tra i mandorli - Ed. Feltrinelli - 2013 (pp. 377, 17) L’autrice, ebrea americana, attualmente avvocato, ha vissuto, in gioventù, sette anni in Israele e, in questo romanzo, rappresenta i contrapposti sentimenti che animano ebrei e palestinesi nel vivere quotidiano avvelenato dal persistente conflitto arabo israeliano. Dopo essere tornata negli Stati Uniti, ha fondato una associazione per promuovere il dialogo tra israeliani e palestinesi. (e)

Franz Rosenweig - La Bibbia ebraica. Parola, testo, interpretazione - Ed. Quodlibet - 2013 (pp. 249, 22) Di Rosenweig - autore, insieme con Martin Buber, della traduzione della Bibbia in lingua tedesca (che si contrappone a quella di Lutero emancipandola dal suo essere intesa, in quest’ultima, come Antico Testamento superato e ricompreso nel Nuovo Testamento) - questo libro riporta i saggi e le lettere scritti negli ultimi anni precedenti la morte (dal 1925 al 1929), tutti, comunque, riguardanti la Bibbia e la sua interpretazione. A chi segue il corso di avvicinamento alla cultura ebraica si segnala, in particolare, il saggio intitolato “L’Eterno. Mendelssohn e il nome di Dio”. (e)

Philip Roth - La nostra gang (protagonisti: Tricky e i suoi amici) - Ed. Einaudi - 2014 (pp. 173, 18) Gli ammiratori di Philip Roth hanno di che essere contenti della pubblicazione, in una nuova traduzione, di questo quinto libro dell’autore, un pamphlet satirico politico scritto nel 1971, prima del Watergate e delle dimissioni del Presidente Nixon. (e)

Ari Shavit - La mia terra promessa - Ed. Sperling & Kupfer - 2013 (pp. 459, 18,90) Una storia di Israele dal 1897 al 2013, una nazione stretta tra la minaccia di essere distrutta e il disorientamento causato dalla occupazione di territori di un altro popolo (occupazione e minaccia che rendono unica la sua condizione), narrata “al modo giornalistico”, basata cioè su storie di famiglia, esperienze personali, interviste e discussioni con centinaia di israeliani e arabi, uomini e donne. (e)

Francesco D’Agostino, Loredana Fioretto - Il Leviatano e la minoranza ebraica. Gli ebrei dalla Diaspora alla Shoah tra relazioni e pregiudizi, scambi e persecuzioni - Ed. Pietro Vittorietti - 2014 (pp. 111, 10) Una sintesi della storia degli Ebrei, dalla fine dell’entità politica di Israele ad opera dei Romani alla Shoah, che gli autori propongono agli studenti delle scuole medie e superiori in un linguaggio adatto ai giovani lettori e con molte illustrazioni. Un libro di carattere divulgativo, semplice ma completo ed esauriente cui non si può non augurare un’ampia diffusione. (e)

Mario Pacifici - Daniel il matto - Ed. Opposto - 2013 (pp. 194, 20) Un romanzo breve o, meglio, una serie di racconti che hanno per protagonista, nella Roma del ’700, un personaggio geniale ma irascibile che difende, a modo suo, gli ebrei oppressi dalla Curia romana. (e)

Ronald H. Balson - Volevo solo averti accanto - Ed. Garzanti - 2014 (pp. 420, 14,90) Un legal thriller intrecciato con la tragedia della Shoah che ha avuto, oltre oceano, un successo editoriale senza precedenti. (e)

 

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Mustari (s)
Con la collaborazione
della Libreria Claudiana

    

Share |