Libri

 

Un mondo senza noi

 di Paola De Benedetti

 

Presentando il suo libro a Torino, presso l’Istituto Storico della Resistenza, Manuela Dviri ha esordito dicendo che il libro si è scritto da sé: lei non avrebbe fatto altro che riordinare e riportare le memorie conservate nei documenti - lettere, fotografie, ketubot, copie di atti amministrativi, rapporti di Polizia, testimonianze scritte, trascrizioni di telefonate e messaggi inviati da parenti a volte sconosciuti, da tutti i continenti - che si sono accumulati sulla sua scrivania. Ma chi legge il libro comprende fin dalle prime pagine che non è vero, che Manuela Dviri ci si è immersa tutta (“Sono nata il 13 gennaio 1949 e sono morta il 16 febbraio 1998” il giorno in cui è morto in Libano il figlio ventenne Ioni. “Poi sono rinata, diversa. Forse più forte, forse anche migliore”): intercala momenti attuali della sua vita, il suo dolore personale, l’ansia per la guerra scatenata da Hamas, in corso nel 2014 mentre scriveva, l’angoscia per i troppi morti al di là del confine e per i pericoli di chi vive al di qua, con scorci della vita dei personaggi che le vengono incontro dalle quattro famiglie dei nonni paterni e materni. Sono, queste, cronache giocose, scritte con affettuosa ironia, una lettura piacevole e anche divertente, che cambia del tutto tono quando affronta l’avvento della”Vergogna”, le leggi antiebraiche del 1938, e poi la paura.

Manuela sarebbe nata dopo, quando tutto era finito, non ha vissuto la Vergogna e la paura, ma le rivive raccontando le storie di persone, storie che corrono parallele alla Storia italiana, alternando a questa momenti della storia di Israele, tutte storie di guerra: “Mi sposto avanti e indietro nel tempo, credendo di controllare il flusso di questa storia, e sempre più è questa storia che controlla me. Il 1938, il 2014, Padova, Malta … Quello che non cambia è la follia, la malvagità umana. E la precarietà della vita dei più sfortunati”. È a questi, ai bambini israeliani e palestinesi bisognosi di cure, di assistenza, di attenzioni, e al tenace e combattivo dissenso verso la politica del governo israeliano che Manuela Dviri ha dedicatola sua vita, da quando è rinata “più forte, forse anche migliore”.

 

Manuela Dviri dal 1998 è una delle donne che più si attivano nella critica delle azioni del Governo israeliano; ma soprattutto è la fondatrice del progetto “Saving Children” che, nell’ambito del Centro Peres per la Pace, consente di curare bambini palestinesi negli ospedali israeliani.

Paola De Benedetti

 

Manuela Dviri, Un mondo senza noi, Ed. Piemme 2015, pp. 391, € 17,50