Ricordi

 

Mario Pirani

di Aldo Zargani

 

Questa non è una commemorazione, ma, come forse vuole il pensiero di ogni ebreo, una espressione d’affetto, di dolore, di speranza e anche di protesta.

Non parlerò della sua vita e delle sue opere, perché già lo hanno fatto i quotidiani con la dovuta estensione, e non mi sento di aggiungere nuovi fattori per mancanza di coraggio e di scienza.

Mario Pirani era una espressione spontanea di verità, e questo erano i suoi articoli, quasi sempre brevi, ma non crudamente incisivi. I suoi scritti, dei quali andavo alla caccia avanti di leggere il resto del giornale, avevano il dono di indurre serenità e speranza anche quando tracciavano argomenti di severa critica alla realtà che ci circonda e che tutti conosciamo. Dopo la breve lettura, ci si sentiva più sereni perché si sapeva che la sua verità spontanea era ormai dentro di noi.

Quando lo incontravo a qualche conferenza della Comunità, il suo aspetto triste ma sereno mi induceva gioia e affetto. Se ne accorgeva Claudia, amica anche lei da tanti anni, e le brillavano gli occhi di gioia: la gioia di avere un marito così e di vederlo onorato da una persona che forse anche stimava.

Da giovane, dopo la lotta partigiana, si era iscritto al PC, ed era proprio questo ciò che facevano tanti amici ebrei come un atto di giustizia e di dovere, a quei tempi.

La sua memoria certamente resterà sempre dentro di me e lo incontrerò poco a poco senza rimpiangerlo perché mi terrà più compagnia di quanta non fosse nella realtà vissuta.

Qualsiasi sogno noi sogniamo è talmente complesso che, per quanto ci si sforzi, non si riesce più a raccontare. E allora ci rassegniamo a narrare sogni tanto semplificati da non essere più verosimili. E questo è, senza farsi illusioni, il destino di Mario Pirani come di tanti che sono vissuti con noi, migliori di noi, e ora sono dentro di noi. Anche il ricordo è il sogno che non si può raccontare e perciò chi non è vissuto al tempo di Mario Pirani non potrà mai sapere quello che è stato.

Questa è la mia protesta, e nasce dall’affetto e dal lutto, ed è una protesta che non so a chi sia rivolta e temo che nessuno possa ascoltare.

Resta la speranza.

Aldo Zargani

Mario Pirani

   

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