Israele

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Etica

In concomitanza con una apparente pausa degli atti terroristici, fragile, che può infrangersi in ogni istante, soprattutto nel periodo di Pesach e dei successivi eventi civili, il dibattito si è incentrato su due temi che hanno appassionato l'opinione pubblica. A Hevron, nel corso di uno scontro con palestinesi, un soldato ha freddato un terrorista, già giacente ferito a terra. L'ha fatto - ha sostenuto a propria difesa come giustificazione dell'atto - temendo che la vittima indossasse una cintura esplosiva. Da una parte la palese solidarietà di altri commilitoni e di noti attivisti di estrema destra, dall'altra la condanna da parte del Ministro della Difesa che ha energicamente ribadito l'etica che deve essere osservata anche nella complessa, non semplice, concreta realtà del confronto quotidiano con il terrorismo palestinese.

Un deputato del partito Ha-Bait Ha-Yehudì" ("La Casa Ebraica"), ha dichiarato che sua moglie non intendeva dividere la camera con puerpere arabe, pensando che i loro neonati potessero da adulti diventare terroristi dei nostri figli. I dibattiti sui media e i social network, pro e contro, sono stati accesi. Siamo spesso portati al pessimismo, soprattutto analizzando un sondaggio sulle tendenze delle nuove generazioni al riguardo dei rapporti con gli arabi, di cittadinanza israeliana o no. Una massiccia virata a destra, che esige una limitazione dei diritti delle minoranze, l'esaltazione dell'impegno patriottico, ecc. Ben lontani dal liberalismo sionista e nazionale di Jabotinsky e di Begin. D'altro canto, il dibattito su dilemmi morali che si affrontano ogni giorno è segno di una sensibilità vigile e militante che è essenziale per una democrazia concreta e non solo di facciata.

 

Universalismo e Particolarismo

Lo storico futuro, studiando le correnti dell'ebraismo attuale, in Eretz Israel e nel mondo, potrà sintetizzare, grosso modo, i trend ideologici in due tendenze: l'aspirazione all'Universale e l'arroccamento sul "particulare", sulla peculiarità' etnica-religiosa-culturale. Beninteso, queste  tendenze le troviamo lungo tutta la nostra millenaria vicenda, ma, come sempre, vivendole al presente siamo particolarmente sensibili ad esse. E penso ad una certa dissonanza tra l'attualità della mia condizione di israeliano coinvolto nella conflittualità acuta e irrisolta si può dire sotto casa, e le sfide a cui sono sottoposti gli ebrei nel mondo: “Ci sono tutti contro”, Antisionismo = antisemitismo”, BDS, ecc. e la costante apertura verso l'"Altro" in tutti campi e a tutti livelli, dell'Italia ebraica. Una costruzione di ponti coraggiosa, e nel medesimo tempo consapevole della nostra individualità.

 

Centenari

Cinquecento Anni del "primo" ghetto a Venezia e il centenario della nascita di Giorgio Bassani. Due eventi particolarmente vicini alla mia sensibilità. Seguo con profonda partecipazione le manifestazioni, auspicando una prossima diretta presenza in loco in Italia. Con una certa commozione, rileggendo, a fondo il "Romanzo di Ferrara", ho sottolineato, si può dire, un contatto tra i due centenari. In una pagina del "Giardino", Il Padre di Micol, Prof. Ermanno Finzi-Contini, ricorda il proprio interesse per il passato della Venezia ebraica, del suo Ghetto, nell'epoca d'oro di Leon Modena e di Sara Copio Sullam. Per testimonianza della figlia dello Scrittore, vedo confermata la mia congettura di un progetto narrativo non realizzato, in anni di forte interesse per la città lagunare, anche per le battaglie di "Italia Nostra".

E così fantastico di passeggiare per Via Vignatagliata o nella Magna Domus con l'Io Narrante e Micol nella mia Ferrara e in Campo di Ghetto Nuovo per poi approdare nel salotto della poetessa ebrea del Seicento in un unico mosaico di nostalgica, commossa Memoria.

Reuven Ravenna

Nissan 5776

 

Vignetta di David Terracini (Davì)

 

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