Memoria

 

Diamanti e libri antichi

 di Aldo Perosino

 

Diamanti e libri antichi. Solo cose di estremo valore nella vita di Jack Lunzer, mercante londinese di pietre preziose nato ad Anversa da famiglia ebrea nel 1924, che ha raccolto in ogni parte d'Europa e del mondo testi scritti o stampati in ebraico, collezionando circa tredicimila volumi, alcuni rarissimi, se non addirittura unici: Bibbie scritte a mano, tomi introvabili, pagine che hanno attraversato secoli di storia e migliaia di chilometri per giungere nelle sue mani.

La sua immensa e inestimabile collezione Jack Lunzer ha voluto chiamarla “Valmadonna Trust Library”. Valmadonna dunque in onore del “paese fra pianura e collina - come ricorda Lunzer - che si incontra lasciando la città di Alessandria”

Una storia affascinante quella della sua sconfinata collezione di libri. Una storia di amicizia e affari che passa e forse affonda le radici anche in questo pezzo di Piemonte. Soldi e sentimenti. Ricordi e qualche rimpianto.

Negli anni dell'immediato dopoguerra Lunzer frequentò molto Alessandria, ospite di Peppino Vitale, avvocato e uomo d'affari molto noto in città, titolare della Saves, il grande emporio di tessuti che si affacciava su piazza della Libertà, punto di riferimento per tutta la Comunità ebraica locale.

Era un caro amico dei miei genitori, oltre che un grande businessman. Sono stato spesso a trovare Peppino nella sua casa di Alessandria. Insieme abbiamo girato per quelle terre meravigliose e silenziose, dal paesaggio tanto dolce che circondavano la città”

I due raggiungevano spesso Valmadonna (dove esiste ancora Villa Vitale) che attirò l'attenzione dei due amici al punto da trattare l'acquisto di un ampio latifondo [di proprietà del barone Montel]. “Valmadonna era un posto splendido, me lo ricordo bene; con la chiesa, i negozietti, la stazioncina. Terra buonissima e a buon prezzo. Io e Peppino abbiamo provato ad acquistarla, avevamo anche firmato delle carte”

Le trattative dovevano essere ben avviate: per alcuni anni a Lunzer fu affibbiato il soprannome di “conte di Valmadonna”. “Anche se non concludemmo mai l'affare. Sa, in quegli anni la situazione politica italiana era molto instabile. Così, tra cavilli legali e problemi legati ai trasferimenti di proprietà non riuscimmo mai a diventare proprietari delle terre di Valmadonna”

 È passato mezzo secolo, ma ancora si coglie nella voce di Lunzer una vena di rimpianto.

Qualche anno dopo, quando si è trattato di scegliere il nome da dare alla mia fondazione, ho pensato subito a Valmadonna, in ricordo di quei luoghi e del mio grande amico Peppino Vitale. Per non scordare mai quanto mi sarebbe piaciuto comprare quelle terre e, magari, viverci”.

Così la più grande collezione privata del mondo di libri in ebraico ha preso il nome del piccolo paese.

 

Il Trust Biblioteca Valmadonna è una collezione, attualmente a Londra, di 13.000 libri a stampa e manoscritti stampati in ebraico o in scrittura ebraica, raccolti principalmente da Jack V. Lunzer, un mercante di diamanti industriali, nato a Anversa nel 1924 e ora britannico. It is named after Valmadonna , a small town near Alessandria in north-west Italy with longstanding connections to the Lunzer family. [1] the collection encompasses works from throughout the world, reflecting Lunzer's personal interests, [1] particularly Italy , "the cradle of Hebrew printing", [2] and covers over a millennium; Prende il nome da Valmadonna, una cittadina nei pressi di Alessandria, nel nord-ovest Italia collegata da lunga data con la famiglia Lunzer. La collezione comprende opere provenienti da tutto il mondo, riflette gli interessi personali di Lunzer, in particolare per l'Italia, "culla della stampa ebraica" e si estende per oltre un millennio; many items in the collection are rare or unique, and many date back to the earliest Hebrew printings. [1] [2] According to Arthur Kiron , curator of Judaica collections at the University of Pennsylvania , "I don't know any other collection quite like it in private hands. It even rivals some of the great institutional collections in the world." [2] molti pezzi della collezione sono rari o unici, e molti risalgono ai primi anni della stampa in ebraico. Arthur Kiron, curatore della Judaica raccolta presso l'Università della Pennsylvania, afferma: "Io non conosco nessun’altra collezione simile in mano a privati e anche rivaleggia con le maggiori grandi collezioni istituzionali a livello mondiale”

 

Torah yemenita, inizio XV sec., Jack Lunzer's Valmadonna Collection

 

Notable items in the collection include the following: Elementi notevoli della collezione sono i seguenti:

·                     A well-preserved set of the Babylonian Talmud (1519-23) designed by a panel of scholars and codifying many aspects of how the Talmud is laid out, printed in Venice by Daniel Bomberg ; Un insieme ben conservato del Talmud babilonese (1519-1523), progettato da un gruppo di studiosi, stampato a Venezia da Daniel Bomberg; Lunzer acquired this in 1980 from the collection of Westminster Abbey in exchange for a 900-year-old copy of the Abbey's original Charter, and supporting endowments, fulfilling a 25-year dream. [1] [2] Lunzer lo acquistò nel 1980 dalla collezione di Westminster, in cambio di una copia di 900 anni della Carta originale dell'Abazia, realizzando un sogno di 25 anni.

·                     A Hebrew Bible from England (known as the Codex Valmadonna I ), handwritten in 1189 and looted the next year during the destruction of the Jewish community of York , which is the only known surviving Hebrew text from England dated prior to the expulsion of the Jews in 1290 under King Edward I ., [1] [2] Una Bibbia ebraica inglese (conosciuta come Codex Valmadonna I), scritta a mano nel 1189 e saccheggiata l'anno dopo durante la distruzione della comunità ebraica di York: è l'unico testo ebraico superstite datato anteriormente alla cacciata degli ebrei nel 1290 da parte di Re Edoardo VIII, che sia noto.

·                     A Franco-German Pentateuch , probably written in the 10th or 11th century Un Pentateuco franco-tedesco , scritto probabilmente nel X o XI secolo.

·                     A 12th-century scroll of the Pentateuch from the Samaritans , written in the Samaritan alphabet . [1] Un rotolo del XII secolo del Pentateuco Samaritano, scritto in alfabeto samaritano.

·                     The first Mikraot Gedolot Il primo mikraot gedolot

·                     The earliest dated illustrated Haggadah of Pesach known to exist, printed in Prague in 1526. [1] Il più antico libro illustrato della Haggadah di Pesach stampato a Praga nel 1526.

·                     A Pentateuch from Constantinople dated 1547, containing Spanish and Greek translations written using Hebrew script. [ 1 ] Un Pentateuco di Costantinopoli datato 1547, contenente traduzioni scritte in caratteri ebraici.

·                     One of the first illustrated Hebrew books: A 1492 Mishna with commentary by Maimonides Uno dei primi libri ebraici illustrati: una Mishnà del 1492 con il commento di Maimonide

·                     The first book printed in Lisbon, 1489, Nahmanides ' commentary on the Pentateuch. Il primo libro stampato a Lisbona nel 1489: un commento al Pentateuco del Nahmanide.

·                     A 19th-century copy of A Thousand and One Nights from Calcutta , in Arabic spelled out in Hebrew script. [1] Una copia del XIX secolo delle Mille e una notte di Calcutta, in lingua araba enunciato in scrittura ebraica.

·                     An illustrated guide for shechita from early 20th-century Pakistan , with Hebrew and Marathi on facing pages. [1  Una guida illustrata per la shechità del XX secolo in Pakistan, con ebraico e marathi su pagine affiancate.

·                     A copy of every Hebrew book published in Cremona during the ten-year period such printing was allowed, ending in the 1560s. [ 1 ] Una copia di ogni libro pubblicato in ebraico a Cremona durante i dieci anni in cui la stampa è stata permessa e che termina nel 1560.

·                     The first book ever printed in Turkey , a 1493 copy of the Arba'ah Turim . [1] Il primo libro stampato in Turchia: una copia della Arba'ah Turim del 1493.

·                     The first book ever printed in Africa, a Hebrew book about prayer from Fez dated 1516. [1] Il primo libro stampato in Africa: un siddur di Fez datato 1516.

·                     The first scientific work printed in Portugal , by Abraham Zacuto in 1496. [1] Il primo lavoro scientifico stampato in Portogallo da Abraham Zacuto nel 1496.

·                     An 1848 copy of the Communist Manifesto in German , one of eleven surviving copies of the first edition's February 1848 second printing in London . [3] Una copia del 1848 del Manifesto comunista in tedesco: una delle undici copie superstiti della prima edizione stampata a Londra.

·                     A Book of Psalms with part of its Radak commentary crossed out by a Christian censor. Un libro dei Salmi, con commento del Radaq e censure ecclesiastiche.

·                     A 1666 Dutch newspaper with a front page headline and article describing Sabbatai Zevi . Un giornale olandese del 1666 con un titolo in prima pagina e un articolo riguardanti Shabbatai Zevi.

·                     A Venice Sukka decoration from 1783. Una decorazione che rappresenta una Sukkà di Venezia del 1783.

The collection, estimated to be worth in excess of US$40 million, was placed for sale in early 2009 by Sotheby's , with the proviso that it be sold as a whole and not broken up, [1] [2] and remain accessible to scholars. La collezione, il cui valore stimato supera US $ 40 milioni, è stata messa in vendita all'inizio del 2009 da Sotheby's, a condizione che venisse acquistata nel suo insieme e non a lotti e che rimanesse accessibili agli studiosi. Lunzer, who is not benefitting from the proceeds of the sale, has stated that "I would like our library to be acquired by the Library of Congress . That would be my great joy." [2] After visiting the exhibition of the collection at Sotheby's, a scholar from the Drisha Institute wrote of Lunzer's achievement: Lunzer, che non sta beneficiando dei proventi della vendita, ha dichiarato: "Vorrei che la nostra collezione fosse acquisita dalla Biblioteca del Congresso. Questa sarebbe la mia grande gioia". Dopo aver visitato la mostra della collezione presso Sotheby, uno studioso dell’Istituto Drisha ha scritto: “The morning of our visit, I studied the commentary of Rabbi David Kimhi , who is known as the Radak, on Joseph's conflict with his brothers.La mattina della nostra visita, avevo studiato il commento del rabbino David Kimhi, che è conosciuto come il Radak, sul conflitto di Giuseppe con i suoi fratelli. Honestly, it felt like just another of the many rabbinic commentaries.... Then I went to the Valmadonna. Onestamente, sembrava solo un altro dei tanti commenti rabbinici.... Poi sono andato al Valmadonna. Peering closely at one of the oldest manuscripts, I saw that it was a volume of Psalms with the Radak's commentary. Scrutando attentamente in uno dei più antichi manoscritti, ho visto che si trattava di un volume dei Salmi con il commento del Radaq. In that instant, time and space collapsed as I found myself bound to every other Jew who has studied Kimhi's work since it was penned in the late 12th and early 13th centuries. In quell'istante, tempo e spazio sono crollati dinnanzi a me e mi sono trovato collegato a ogni altro ebreo che ha studiato l'opera di Kimhi da quando è stata scritta nel tardo XII secolo e all'inizio del XIII. That moment made clear to me that I am not simply a modern Jew studying in a contemporary yeshiva near Lincoln Center . In quel momento è diventato per me chiaro che non sono semplicemente un ebreo moderno che studia in una yeshivà nei pressi del Lincoln Center. I am tied to every other Jew through 800 years of history. Sono legato a ogni altro ebreo attraverso 800 anni di storia. I envision Kimhi hunched over his work, and wonder if his soul knows that even still we are learning from him, that his elucidation remains as relevant to the study of biblical text as it was to his contemporaries. Mi immagino Kimhi chino sul suo lavoro e mi chiedo se la sua anima sa che ancora noi stiamo imparando da lui, che la sua spiegazione rimane rilevante per lo studio del testo biblico come lo era per i suoi contemporanei. The books of the Valmadonna - the books of our people - bring history alive [and] keep our history alive even when the communities that produce them are long dead. [4] I libri della Valmadonna - i libri del nostro popolo - sono storia viva e mantengono in vita le comunità che li hanno prodotti anche se da tempo sono ormai estinte.”

Aldo Perosino

[in corsivo un'intervista di Alice Pedrazzi, La Stampa , 15 febbraio 2009]

 

Jack Lunzer

 

 

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