Libri

 

Rassegna

 

Francesca R. Recchia Luciani, Claudio Vercelli - Pop Shoah? Immaginari del genocidio ebraico - Ed. Il Melangolo, 2016 (pp. 185, € 16) “Se tutto può essere Auschwitz… il rischio è che Auschwitz si riduca a nulla.” L’uso collettivo della memoria dello sterminio, sia nel pubblico che nel privato, ha da molti anni assunto una valenza popolare (pop) grazie all’uso trasversale di qualsiasi mezzo di comunicazione di massa. Il giudizio sulla validità di tale processo si pone problematicamente agli autori che ne valutano peculiarità, vantaggi e rischi. (s)

Ilse Weber - Quando finirà la sofferenza? - Ed. Lindau, 2013 (pp. 295, € 24,50) Toccante incontro di un figlio ormai adulto con la madre persa a Terezin, attraverso le lettere e le poesie da lei composte in quell’abisso per alleviare le sofferenze proprie e altrui, infondendo speranza. Vittima dell’inesorabile persecuzione nazista in Cecoslovacchia, Ilse Weber riemerge e riaffiora dalla cavità sotterranea in cui il marito aveva nascosto e fortunosamente ritrovato i preziosi scritti: lettere, poesie e spartiti frutto di un’anima indomita e spenta per sempre. (s)

Joann Sfar - Se Dio esiste. Quaderni parigini, gennaio - novembre 2015 - Ed. Rizzoli Lizard, 2016 (pp. 222, € 18) Incalzante e serrata requisitoria sulla propria identità (e per ciascun lettore sulla propria) di uomo, intellettuale, ebreo, laico, parigino, occidentale, vignettista… di fronte agli sconvolgenti attentati del 2015. Il pluripremiato Sfar, laureato in filosofia e autore anche di romanzi, deve la notorietà ai taccuini di storie e di vignette, la cui grafica incisiva ha il dono dell’espressività immediata. (s)

Gian Piero Bona - L’amico ebreo - Ed. Ponte alle Grazie, 2016 (pp. 204, € 14) Quasi a colmare una lacuna del vissuto personale e della Storia giunge questo romanzo autobiografico, in cui si racconta del felice esito del salvataggio di un essere umano dalla barbarie. Il rapporto tra i due adolescenti (l’autore e il giovane ebreo nascosto) spettatori delle vicende belliche e delle persecuzioni, si arricchisce di elementi narrativi e culturali che rivelano la nota vena letteraria e poetica dell’autore e ne impreziosiscono il tessuto. (s)

Marcella Scopelliti - L’attore di fuoco. Martin Buber e il teatro - Ed. Accademia University Press, 2015 (pp. 251, € 19) In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Buber (1878 - 1965) vi è stato tutto un fiorire di studi tra i quali segnaliamo il presente saggio sul pensiero e sull’attività del grande intellettuale nel campo delle arti visive e performanti. Intendendo l’arte come “nazione” nell’opera di creazione dell’ebreo moderno, egli ha composto saggi che vanno dallo spazio scenico alle forme teatrali, ha ammirato l’impatto scenico di Eleonora Duse e le doti interpretative di Ermete Novelli per approdare al Teatro Habima, cui affida il compito di “conquistare il mondo”. Il testo buberiano “Daniel” divenne quasi un breviario per gli intellettuali ebrei del primo Novecento alla ricerca di un’esistenza autentica, individuabile solamente nel teatro: ”luogo in cui l’uomo può trasformarsi”. Di particolare interesse il collegamento/evoluzione del dialogo teatrale verso la filosofia dialogica del Io/Tu che connoterà il pensiero maturo di Buber. (s)

Oleg Mandic - L’ultimo bambino di Auschwitz - (a cura di Roberto Covaz ) - Ed. Biblioteca dell’immagine, 2016 (pp.137, € 11) Con il triangolo rosso (politici) e il numero 189488 tatuato sull’avambraccio sinistro,il piccolo Oleg ha condiviso con milioni di innocenti le sofferenze e gli orrori dei campi di sterminio. Scampato, si è fatto carico del dovere di darne precisa e accurata testimonianza, nella indefettibile speranza che il Male non si ripresenti. Di particolare interesse la storia della famiglia Mandic e del padre, impegnato politicamente nel contesto intricato della Jugoslavia nel passaggio dall’impero austro-ungarico all’occupazione italiana e al regime sovietico di Tito. (s)

Giacomo Todeschini - La banca e il ghetto. Una storia italiana - Ed. Laterza, 2016 (pp. 240, € 22) Storico dell’Economia, Todeschini presenta una ricerca sull’interrelazione tra prestito ebraico e banca cristiana, banche pubbliche e Monti di Pietà e la restrizione degli ebrei nei ghetti. Esclusi dall’attività del prestito che aveva mosso i grandi investimenti finanziari di stati e sovrani, gli ebrei vennero separati anche fisicamente dal contesto urbano e ridotti al commercio degli stracci e al rammendo (specie nei domini pontifici). Tuttavia, proprio in quei ghetti, da una popolazione alfabetizzata al 100% poterono nascere e svilupparsi attività culturali di alto livello e si distinsero individui che diedero lustro ai correligionari e arricchirono il mondo in ogni campo del sapere. (s)

David Weiss Halivni - L’alleanza scossa ma non rimossa. Riflessioni sulla Shoah - (a cura di Dan Eliezer) - Ed. Effatà, 2015 (pp. 128, € 11) Curato e tradotto da studiosi della levatura di Dan Eliezer e di Raniero Fontana, il saggio offre una sintesi delle riflessioni di Halivni e la sua personale esperienza nella Shoah. Sebbene universalmente noto per gli studi sul Talmud, egli si era rifiutato di affrontare la questione fino al momento di redigere la propria autobiografia. A confutazione delle tesi ultrareligiose che vorrebbero spiegare la Shoah come espiazione di peccati commessi, Halivni porta ben quattro autorevoli fonti: Torah, Profeti, Scritti e la Tradizione. Halivni ammette tuttavia di non aver trovato risposta e “tende a vedere nella Shoah un effetto negativo della libertà che Israele si è assunto di fronte a Dio… impedendogli di intervenire nella Storia”. (s)

Françoise Frenkel - Niente su cui posare il capo - Ed. Guanda - 2016 (pp. 298, € 18) Riscoperta di un libro pubblicato una sola volta, in Svizzera, nel 1945, in cui l’autrice - titolare di una libreria francese a Berlino - racconta, in maniera molto vivida, le peripezie, vissute con dolore “senza niente su cui posare il capo…”, della sua fuga attraverso la Francia, ove si era rifugiata nel 1939, fino al raggiungimento della salvezza in Svizzera. Da quel momento in avanti, poche tracce, oltre a questo libro, rimangono della sua vita (raccolte qui in alcuni documenti in appendice), ma - si chiede, nella prefazione, il premio Nobel Patrick Modiano - “È davvero necessario saperne di più? Non credo. A rendere speciale Niente su cui posare il capo è l’impossibilità di identificare la sua autrice in modo preciso. Questa testimonianza della vita di una donna braccata nel Sud della Francia e in Alta Savoia durante il periodo dell’occupazione è ancora più sorprendente in quanto sembra la testimonianza di un’anonima…”. Una lettura intensa, da non perdere. (e)

Nikolaus Wachsmann - KL Storia dei campi di concentramento nazisti - Ed. Mondadori - 2016 (pp. 882; € 45) L’autore parte dalla constatazione che “a oltre ottant’anni dalla fondazione di Dachau, non esiste un’unica descrizione panottica dei KL” (Konzentrationslager) e, in questo corposo volume, intende compiere “un’indagine che colga la complessità dei campi senza frammentarla e li collochi nel più ampio contesto politico e culturale senza diventare riduttiva”. Ciò, sotto la forma di storia integrata che, cioè “intende offrire una narrazione in cui la politica nazista costituisca l’elemento centrale ma nella quale il mondo circostante e gli atteggiamenti, le reazioni e il destino delle vittime siano parte altrettanto integrante di un quadro complessivo” esaminando quindi “chi era all’interno e la più ampia popolazione all’esterno” e illustrando “la sincronicità degli eventi e la complessità del sistema delle SS”. Per far ciò questo libro considera i campi di concentramento da due prospettive principali: la prima si concentra sulla vita e la morte all’interno dei campi come è cambiata nel tempo; la seconda approfondisce il corso del Terzo Reich e il posto occupato dai campi al suo interno. Ambizioso progetto che non sembra essere stato compiuto poiché la narrazione si frammenta in una miriade di racconti che stentano a trovare una sintesi; il che non vuol dire che la lettura non offra molteplici spunti di interesse e notizie importanti. (e)

La biblioteca di Qumran (Edizione bilingue dei manoscritti) 3a - Torah. Deuteronomio e Pentateuco nel suo insieme - Ed. Dehoniane Bologna - 2016 (pp. 1017, € 98) Terzo volume, suddiviso in due libri, 3a e 3b, di cui questo è il primo che raccoglie i frammenti del Deuteronomio che presentano varianti significative rispetto al testo masoretico e tutte le composizioni che hanno relazione con il Deuteronomio o con il Pentateuco nella sua totalità. Questa edizione si distingue dalle precedenti perché riporta il testo in tre lingue, ebraico, aramaico e greco oltre alla traduzione in italiano; inoltre, integra i manoscritti biblici che differiscono dal testo masoretico con gli altri scritti non biblici. Edizione per studiosi.(e)

Martin Baumeister, Amedeo Osti Guerrazzi e Claudio Procaccia (a cura di) - La deportazione degli ebrei romani tra storia e memoria - Ed. Viella - 2016 (pp. 199, € 24) Il volume raccoglie i contributi di un convegno organizzato dall’Istituto Storico Germanico di Roma in collaborazione con la Comunità ebraica. Il convegno, e la relativa mostra inaugurata il 16 ottobre 2013 al Vittoriano, si inserisce nel contesto delle celebrazioni commemorative in occasione del settantesimo anniversario della razzia degli ebrei romani. Due sono i fulcri tematici affrontati nei saggi dei diversi studiosi: da una parte ci si rivolge allo studio degli eventi che presentano ancora oggi lati oscuri, dall’altra si mettono in luce alcuni aspetti, finora poco indagati, della commemorazione della razzia all’interno della stessa Comunità ebraica e dell’atteggiamento del Vaticano. Due appendici raccolgono fonti finora sconosciute sul tema. (e)

Franco Bontempi - Analisi del potere. Commento al libro di Daniele - Ed. Società per lo studio della storia ebraica - 2010 (pp. 720) Il libro di Daniele è uno degli ultimi testi redatti dagli scrittori biblici e affronta, in linea generale, il problema della gestione del potere nello scontro delle differenti civiltà nella Giudea del secondo secolo. Il libro di Daniele si presenta al lettore come una serie di apologhi e ciò rende ancora più necessario, per intenderne il significato, un commento analitico come, appunto, quello che l’autore presenta come risultato di trenta anni di studio. L’analisi del testo è minuta e penetrante, segue a ciascun capitolo; perciò è lettura adatta soprattutto per gli studiosi ma può essere interessante per tutti la lettura del libro accompagnata dagli spunti più generali dei singoli commenti. (e)

Giulio Levi - Una vita sospesa. 1938 - 1945 -Ed. Castelvecchi - 2016 (pp. 97, € 17,50) “Il racconto dei sette anni di una vita vissuta nella sospensione” - quella che il padre dell’autore e la sua famiglia dovettero trascorrere dopo la fuga dalla persecuzione a seguito dell’emanazione delle leggi razziali in varie località e finalmente in Svizzera - appartiene “a più generi letterari e questo, anche, costituisce il suo fascino: non è un diario, non è un romanzo, è, piuttosto, un racconto-testimonianza basato su una documentazione ampia - da gruppi di lettere familiari ai precisi documenti dell’Archivio Federale Svizzero per il periodo marzo 1944-luglio 1945”. I fatti sono ricostruiti e il libro è scritto, a 50 anni dalla morte del padre Sergio, dal figlio, uno dei testimoni principali ma che, allora, era troppo piccolo per trovare un filo conduttore ai suoi perché di bambino. Una narrazione che è cronaca e storia insieme e che si inserisce nel sempre più ricco filone dei libri sulla memoria e della memoria.” (e)

Alessandro Musto - Via Artom - Ed. RAI Eri - 2016 (pp. 317, € 15) Prima prova di un giovane autore, intreccia la storia di giovani d’oggi con quella, lontana, di Emanuele Artom, in modo, peraltro, abbastanza artificiale. Romanzo sentimentale, pieno di buone intenzioni, sfiora soltanto una storia più grande. (e)

Bogdan Wojdowski - Il sentiero - Ed. Felici (pp. 180, €13,50) Una donna si presenta alla porta dell’autore ignorando che sia uno scrittore e gli racconta la propria storia, una storia di fuga errabonda dal ghetto di Varsavia e dalla guerra. L’autore riscontra in questo racconto buona parte della sua storia personale e scrive questo romanzo-testimonianza in cui, pur riferendo il percorso biografico della donna, mescola le due storie, la sua e quella di lei. È il primo romanzo tradotto in italiano dell’autore che non ha avuto fortuna nemmeno in patria e si è ucciso nel 1994. Come afferma la traduttrice, “Ancora oggi continua a essere un autore di fondamentale importanza per quanto riguarda la testimonianza della vita nel ghetto di Varsavia ma che fa parte della biblioteca solo di una ristretta cerchia di specialisti.” (e)

 

A cura di Enrico Bosco (e) e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

 

Moïse Kisling, Kiki di Montparnasse

 

 

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