Prima pagina
Storie di ebrei torinesi

 

Manfredo Montagnana

Il mio ’68 …

 

Caro Manfredo, quando e come è iniziato il tuo ‘68?

In realtà ho vissuto diversi ‘68 ed in luoghi assai distanti: il ‘68 a Genova ed a Parigi, e poi il 69 a Berkeley. A Genova, prima che iniziassi la mia lezione nell’autunno del ’68, gli studenti decisero di partecipare ad una manifestazione cittadina contro l’Università dei “baroni” e contro la guerra in Vietnam. Senza quasi accorgermene, mi trovai alla testa di un corteo di alcune centinaia di studenti che si dirigeva verso il centro. Non fu l’unico episodio della contestazione a cui partecipai a Genova ma mi rimase impresso perché proprio in quel periodo veniva condannato al carcere Aldo Braibanti con l’accusa di plagio: non avevo anch’io - mi si disse - plagiato i miei studenti? Questi erano i segni dei tempi in cui si sviluppò il ‘68.

E cosa successe a Parigi?

A Parigi la rivolta studentesca era iniziata nella primavera del ’68 con occupazioni e cortei. Con mia moglie e suo fratello avevamo progettato una visita turistica per la fine dell’estate quando la contestazione stava già perdendo gran parte della sua forza. Una sera dopo cena eravamo a spasso nel Boulevard Saint-Michel quando un piccolo gruppo di studenti iniziò uno scontro con la polizia. Mi precipitai in mezzo al viale dove era più viva la mischia e ricevetti in fronte una palla munita di chiodi lanciata dai flic. L’abbondante sangue fu arginato solo grazie all’intervento di mio cognato.

Ma a Berkeley credo che la storia sia stata ben diversa.

Certo, anche perché la contestazione studentesca in California iniziò già nel ’64 e si dovette scontrare duramente con il governatore Ronald Reagan (esponente della destra del Partito Repubblicano) il quale sosteneva la necessità di "mettere ordine nel caos di Berkeley”. Nei primi mesi del ’69 gruppi di studenti avevano occupato un’area di proprietà dell’Università da anni abbandonata e l’avevano trasformata in un parco con alberi e prati verdi. A metà maggio Reagan decise di por fine a questa iniziativa: schierò centinaia di poliziotti e poi anche la Guardia Nazionale; negli scontri uno studente fu ucciso e decine di altri furono feriti. Quando giunsi a Berkeley a settembre il ricordo di questi avvenimenti era ancora vivo e mi fu trasmesso dai colleghi. D’altra parte, il movimento studentesco organizzò cortei e manifestazioni durante tutto il periodo della guerra in Vietnam: in una occasione mi trovai coinvolto in un confronto nel campus tra studenti e polizia che si concluse con un intenso lancio di lacrimogeni e la mia fuga tra gli alberi per evitare l’arresto e la sicura espulsione dagli USA.

Mi viene da chiederti come mai ti sentissi così coinvolto in questo evento che chiamiamo ‘68.

Devi sapere che nei primi anni ’70, quando cominciai la mia attività sindacale, i compagni mi chiamavano il vecchio perché ero già passato attraverso diverse esperienze di carattere politico. Per esempio, negli anni ‘62/’63 avevo fatto parte della redazione della rivista Classe Operaia e in quegli stessi anni inviavo regolarmente notizie dal mondo del lavoro italiano al periodico americano News and Letters. Capisci dunque che la contestazione studentesca e soprattutto la ripresa delle lotte operaia nel ’69 mi attiravano irresistibilmente.

 

Manfredo Montagnana

 

 

Share |