Israele

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Maggio 2018

Previsioni e timori. Ogni giorno ci riserva sorprese, previste o meno. Trump sta per annunciare la decisione riguardo al trattato nucleare con l'Iran, e forse lo vedremo a Gerusalemme per l'inaugurazione dell'Ambasciata Americana, il quindici maggio si prospettano manifestazioni massicce dei palestinesi agli sbarramenti a Gaza e altrove in coincidenza con la "Giornata della Nakba" e dimenticavo "Il Giorno della Liberazione di Gerusalemme" con la sfilata delle bandiere biancocelesti attorno alle mura della Città, "nostra Capitale eterna e indivisibile". Una consolazione: le tre tappe israeliane del Giro sono trascorse senza temuti incidenti…

Geopolitica

Ogni intervista, ogni articolo di giornale o analisi radiotelevisive trattano della minaccia iraniana che sta avvolgendo il nostro settentrione da est al Mediterraneo via Nord-Irak, ex-Siria e Libano, con la annunciata minaccia di rappresaglia ai raid aerei attribuiti a Israele su basi iraniane in territorio siriano.

Israele settantenne

Oltre alla geopolitica le news riportano la polemica sui rapporti tra i poteri istituzionali: è lecito che la Corte Suprema possa annullare leggi approvate dalla Keneset a maggioranza? A quasi quarant’anni dell'avvento al potere delle destre stiamo assistendo ad un trend contrassegnato da proposte di legge chiaramente nazionaliste, a critiche ad élite d'antan che “vanno contro la volontà popolare", per i cambiamenti etnici avvenuti nel corso dei decenni e soprattutto per una tendenza planetaria, populista, antiliberal, con l'eclisse della sinistra, socialista o liberaldemocratica. Intanto Re Bibi, nonostante le magagne giudiziarie sue e della consorte, si prepara ad un quarto mandato, anche per la debolezza o la mancanza di alternative.

Futurologia

Da anni mi chiedo, in occasione di incontri con parenti e amici, se la situazione dell'ebraismo italiano sia migliorata nella prospettiva storica. Siamo inevitabilmente condizionati dalla nostra biografia e, ahimè, dall'età, ma cerchiamo di capire il presente con profonda partecipazione. Il Mondo del terzo millennio è naturalmente assai diverso dagli anni della seconda metà del ventesimo secolo. La Guerra fredda scoppiò subito dopo la fine delle ostilità. La diaspora italiana, duramente provata, compiva i primi passi per la ricostruzione, in una democrazia uscita da una ventennale dittatura che aveva colpito duramente i cittadini israeliti nella sua fase finale. E nel '48 nasce nel Medio-Oriente lo Stato degli ebrei, Israele. La nuova generazione ebraica era allora divisa tra i simpatizzanti per una sinistra, per lo più rappresentata dal PCI togliattiano e la minoranza sionista "realizzatrice" in Erez Israel verso forme d'avanguardia, come i kibbutzim.

Lo confesso, con un sentimento di nostalgia. Erano gli anni della FGEI, del Movimento Hechaluz, dei giornali combattivi e innovatori. Attualmente noto una dinamica volontà di impegno culturale anche se la scena italiana è piuttosto nebulosa a livello nazionale. Le nuove leve che stanno prendendo le redini della leadership comunitaria siano coscienti che senza un forte impegno identitario, culturalmente basato, l'avvenire non sarà assicurato. In questo contesto, è fondamentale il rapporto con Israele, non solo politicamente, ma soprattutto culturalmente. È un appello valido anche per noi italiani: che non dimentichiamo le nostre radici!

Reuven Ravenna

8 maggio, 23 iyar

 

 
Poster per il 20° e 29° Yom Ha-Atzmaut

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