Libri

 

Rassegna

 

Michal Ben-Naftali - L’insegnante - Ed. Mondadori, 2018 (pp. 184, € 19) - Una personalità enigmatica, caratterizzata da clandestinità e sottrazione quali uniche forme di difesa dalla “colpa” di essere sopravvissuta. Una vittima oppressa da una duplice colpa: quella della “passività” nei confronti dei carnefici quanto quella della “complicità” con coloro che con i carnefici erano venuti a patti. Al centro di tutto c’è il famigerato treno di KASTNER, simile ma opposto a quelli della morte: trasportava verso la salvezza alcuni… e non altri… alcuni scelti in base a criteri opinabili… avendo contrattato il prezzo con i nazisti! Stupenda ricostruzione libera e romanzata (“so con certezza che era nata nel 1917 e che si era tolta la vita nel 1982”) di una donna da analizzare psicologicamente in quanto appartenente alla tipologia delle vittime della Shoah “sopravvissute” ma in lotta per la propria salute mentale, perseguitate nella veglia come pure nel sonno da incubi tormentosi. (s)

Joseph Dov Beer Soloveitchik - Kol Dodi Dofek. Ascolta! Il mio amato bussa - Ed. Salomone Belforte & C, 2017 (pp. 132, € 18) Con un ritardo di quasi mezzo secolo appare finalmente in lingua italiana il pensiero del grande rabbino lituano sia sul sionismo (religioso, intellettuale e politico) che sullo Stato di Israele (riferito in modo particolare alla Guerra dei Sei Giorni). Secondo titolo del medesimo autore nella collana “Maalot” della Biblioteca di Storia e Pensiero Ebraici della gloriosa editrice livornese, il volume si compone di nove capitoli del Maestro, preceduti dalle osservazioni di Rav Laras z.l. e seguiti dalle conclusioni di Rav Riccardo Di Segni e di Rav Jonathan Sacks. La figura di rav Soloveitchik signoreggia nel panorama del pensiero ebraico novecentesco con riflessioni su etica e halakhà mediante un’esegesi che, pur profondamente radicata nella tradizione, spazia dalla filosofia all’antropologia culturale, con un approccio moderno e innovativo. (s)

Waltraud Mittich - Micol - Ed. Alphabeta Verlag, 2017 (pp. 123, € 12) Ricorrendo sapientemente ad un espediente metaletterario, l’autrice può ridare vita ad un personaggio creato da un altro scrittore (Bassani­ - Il giardino dei Finzi-Contini) modificandone gli esiti. In tal modo, con una varietà di temi e di registri, si rinnova e corrobora la memoria di ciò che è stato e che tanto tragicamente ha colpito innocenti. La sopravvivenza del personaggio originario, unita all’identificazione dell’autrice con la sua creatura adottiva, consente a Micol di confrontarsi con eventi storici successivi a quelli dell’ideazione letteraria primigenia. (s)

Alfredo Sarano - Siamo qui. Siamo vivi - Ed. San Paolo, 2017 (pp. 187, € 17) Con meticolosa accuratezza l’eccellente segretario della Comunità ebraica di Milano ha verbalizzato quasi diaristicamente gli avvenimenti al tempo del fascismo e dell’occupazione tedesca fino al 1943. Le memorie di Sarano, arricchite da quelle della figlia Matilde e dal quadro storico fornito dal curatore Mazzoli, costituiscono un prezioso documento su quegli anni , ma il fatto più significativo resta la compilazione e l’occultamento delle discusse “liste censuarie”degli ebrei iscritti o meno alla Comunità. Un piccolo monumento recentemente eretto nel paese marchigiano di Mombaroccio consiste in pietre d’inciampo dedicate alla memoria della popolazione, del sacerdote cattolico e del giovane comandante tedesco che insieme salvarono la famiglia Sarano. (s)

Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni - a cura di Anna Foa, Giancarlo Lacerenza, Daniele Jallà - Mostra, catalogo. Ed. Mondadori Electa, 2017 (pp. 306, € 27,20) “Il Meis doveva nascere in un luogo pregno di consapevolezza ebraica” nelle parole della direttrice Simonetta Della Seta sulla scelta di Ferrara, all’atto dell’inaugurazione. A Ferrara 525 anni fa il duca Ercole d’Este invitava gli ebrei, esuli dalla Spagna, ad insediarsi nei suoi possedimenti ma fin dal I sec. a.e.v. la presenza ebraica era segnalata a Roma sia da storici che da intellettuali. Ecco dunque che il catalogo documenta i primi mille anni nella penisola italiana con manoscritti, manufatti, reperti provenienti da ogni parte del mondo e da tempi molto antichi. Questa mostra storica è stata concepita quale prefigurazione delle “forme che potrà assumere la successiva esposizione permanente”. Questa è la ragione dell’insolita durata espositiva di un anno per consentire di verificarne l’efficacia. (s)

Steve Sem- Sandberg - I prescelti - Ed. Marsilio, 2018 (pp. 575, € 20) Questo resoconto sulla ACTION T 4 che, basata su una catena di comando fatta di responsabilità limitata, fedeltà assoluta e totale omertà, attivava la pratica dell’eutanasia su soggetti considerati inadatti a vivere e dannosi alla “perfetta società ariana”. Se ne sconsiglia la lettura a persone impressionabili. Sebbene in forma romanzata, il lavoro riferisce con precisione documentaria le fasi di individuazione e “creazione” di soggetti che, subiti esperimenti atroci, venivano poi sottoposti al “trattamento“ finale quale “semplice misura igienica”. Pratica diffusa nel Terzo Reich e in questo caso ci troviamo a Vienna, nello Spiegelgrund, dove bambini con malformazioni, tare ereditarie, problemi psichici e devianze, vengono studiati e schedati in cartelle cliniche destinate alla ricerca scientifica e il cui encefalo, opportunamente conservato, costituisce materia di studio per l’eugenetica del regime. (s)

Donato Grosser - La Torà dei commentatori. Commenti sulle parashot e sulle feste - Ed. Morashà, 2018 (pp. 384, € 18) Pratico supporto cartaceo di un lavoro nato per la diffusione nei canali informatici della Comunità ebraica di Roma. Di particolare interesse la possibilità di istituire un confronto con le diverse anime dei commentatori attivi nella contemporaneità (anche variamente riformati nella Brooklyn di oggi) con i grandi maestri della tradizione askenazita europea. In situazione di studio individuale si produce di fatto una relazione analoga a quella dello studio talmudico. (s)

Alessandro Della Casa - Isaiah Berlin. La vita e il pensiero - Ed. Rubbettino, 2018 (pp. 337, € 18) Pregevole indagine su di una figura torreggiante nel panorama culturale del Novecento. Il concetto di appartenenza culturale risulta primario nella ricostruzione biografico-intellettuale della personalità di Berlin. Nella riflessione sulla natura dei valori e del pluralismo sono stati individuati diversi piani assiologici che vanno da quello universale, a quello nazionale, a quello individuale per arrivare a concludere che, secondo Berlin, “il primo dovere pubblico è quello di evitare sofferenze estreme… mantenere un equilibrio precario che impedisca il sorgere di situazioni intollerabili”. (s)

Esty G. Hayim - Vite agli angoli - Ed. Banda Aperta, 2017 (pp. 414, € 18) L’urgenza della scrittura, della parola che incide e inchioda la memoria (prima che la consapevolezza della Shoah si dilegui…) è protagonista assoluta di questa straordinaria storia, costellata di intuizioni originali e metafore sbalorditive. È l’altissima densità dei concetti, delle simbologie e delle metafore a connotare l’opera di Esty G. Hayim che, avvalendosi di una narrazione a due voci su diverse scansioni temporali, completa il quadro di quelle vite vissute tra presente, passato e passato remoto per nulla rimosso. Il ticchettio sui tasti della Olivetti Lettera 22 e le infinite metafore sulla regina Ester (nomen omen per l’autrice) accompagnano un racconto forse in parte anche autobiografico. (s)

Anilda Ibrahimi - Il tuo nome è una promessa - Ed. Einaudi, 2017 (pp. 230, € 17,50) Dalla Berlino in fiamme del 1938 all’Albania dell’effimero regno di Ahmed Zog I (che aveva aperto le porte agli ebrei in fuga) fino ai giorni nostri per dipanare la storia della dinamica protagonista. Vivaci scenette famigliari, da cui traspaiono i valori fondanti per quelle persone, si alternano a squarci di contestualizzazione al tragico susseguirsi degli eventi che spingono i Rosen a cercare altrove, e poi altrove e ancora altrove, rifugio e salvezza. Sono gli ebrei erranti, sfollati, emigrati, stranieri, rifugiati, apolidi, clandestini… perseguitati anche nel crogiolo etnico dei Balcani. (s)

Verna B. Carleton - Ritorno a Berlino - Ed.Guanda, 2017 (pp. 340, € 19) “In fondo tra fuga e ritorno non c’è alcuna differenza”. La sofferenza non si è mai affievolita e il bisogno di conoscere, di sapere per tentare di comprendere non ha mai abbandonato l’emblematico protagonista di questo romanzo. Venti anni dopo la fine di Hitler e vent’anni prima della caduta del Muro costituiscono l’arco temporale forse più significativo della storia di quella città, di quel Paese e dell’Europa tutta. Scelta ottimale per la rappresentazione di un groviglio inestricabile di appartenenze politiche, identità, ideologie e storie individuali in cui il silenzio degli scampati è persino più assordante di quello degli scomparsi. (s)

Pierpaolo Pinhas Punturello - Napoli, via Cappella Vecchia 31 - Ed. Salomone Belforte & C, 2018 (pp. 98, € 14) Racconti quasi in forma di apologo nel palesare l’amore per la città e l’attaccamento alle tradizioni da coltivare e riaccendere là dove si siano affievolite. Ma la fiamma dell’ebraismo non si è mai del tutto spenta in quei quartieri partenopei dove rav Punturello (“ebreo atipico” per sua stessa definizione) effettua una ricerca archeologica del cripto-giudaismo “non perduto”. Il rifiorire delle Comunità del Meridione è anche merito suo. (s)

Angelo Giardino - Mario Castelnuovo-Tedesco. Un fiorentino a Beverly Hills. - Ed. Curci, 2018 (pp. 271, € 19) Curatore della collana comprendente le composizioni del musicista e autore della presente biografia è l’amico affezionato Angelo Giardino che riscontra come, dopo lunghi anni di oblio, la musica di Castelnuovo-Tedesco sia nuovamente eseguita e apprezzata. Fuggito dall’Italia delle leggi razziste, il compositore condurrà una vita artistica piena e soddisfacente in ambito americano, lavorando molto e non preoccupandosi di compiacere gli altri. Il curatore ha optato per una narrazione autonoma sebbene il musicista avesse lasciato la propria autobiografia per “osservare la storia … da una distanza temporale che permette … una prospettiva più ordinata … e un’interpretazione distaccata … del carattere, della personalità e dello stile del musicista”. (s)

Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich - a cura di Elisa Giunipero - Ed. Obarra, 2018 (pp. 89, € 14) Una pagina di storia ancora non del tutto esplorata viene oggi illuminata da alcuni contributi di studiosi e testimoni. Si scopre così che né i cinesi e neppure i giapponesi erano impregnati del pregiudizio antisemita; la stampa di allora esaltava le qualità imprenditoriali degli ebrei che infatti arrivarono in frotte nella Shanghai degli Anni Trenta. In seguito l’asse Roma-Berlino-Tokyo vide i giapponesi elaborare un piano per sfruttare gli ebrei presenti nel ghetto della Shanghai circondata ma non un piano di sterminio sistematico dei 18.000 presenti. Alla fine del conflitto si produsse quello che viene definito “il miracolo di Shanghai”: moltissimi furono i sopravvissuti di cui solo un piccolo numero rimase in quella città”. (s)

Nicole Krauss - Selva oscura - Ed. Guanda, 2017 (pp. 324, € 19) Dimostrazione di onnipotenza narrativa che, mediante le metafore della dantesca”selva oscura” e del “deserto”, descrive il percorso compiuto dai due protagonisti nella realizzazione del sé. Con un grande sfoggio di cultura, con rimandi letterari e linguistici che da sempre ne arricchiscono la scrittura, Nicole Krauss tesse due storie parallele aventi confluenza nell’hotel Hilton di Tel Aviv. Un uomo, sazio di ricchezze e di vita, liberatosi da ogni legame affettivo e materiale, compie un ritorno alle origini. Una donna, moglie e madre, ma soprattutto scrittrice in preda al “blocco della pagina bianca” rianima il talento sopito nel ricostruire la presunta vita (e morte) di Kafka in terra d’Israele. (s)

Adolphe Nysenholc - Bubelé . Il bambino nell’ombra - Ed. Il Pozzo di Giacobbe, 2018 (pp. 134, € 13,50) Lungo racconto autobiografico dell’autore scampato grazie alla generosità ( per altro pagata) di una coppia di solerti e premurosi fiamminghi. Viene pubblicato nella collana”Il cipresso bianco” nata per “contrastare l’inondazione del fiume dell’oblio e promuovere l’impegno civico attraverso la voce di testimoni del nostro presente”. “Quando è domani?”perfetta sintesi dell’ansiosa attesa per il ritorno dei genitori del piccolo ebreo necessariamente privato del suo passato, della lingua madre, dell’identità … Originale narrazione fatta attraverso gli occhi innocenti del bambino ma integrata dalle riflessioni dell’adulto, ormai pienamente consapevole e informato sull’intero quadro storico mondiale al tempo dell’auspicato sterminio del popolo ebraico. (s)

Roberto Riccardi - La notte della rabbia - Ed. Einaudi - 2017 (pp. 317, € 18) Un romanzo poliziesco ricalcato, più o meno, sulla narrazione della rapimento di Aldo Moro con, aggiunti, Auschwitz, la Shoah, la guerra partigiana, il terrorismo degli anni ’70, le Brigate Rosse, lo spionaggio della STASI, i Servizi segreti, le storie dei poliziotti implicati nella ricerca. Un po’ troppo per un solo libro e la scrittura che alterna le varie vicende di ciascun personaggio non aiuta, specie se non lo si legge tutto d’un fiato. (e)

Andrea Mauri - L’ebreo venuto dalla nebbia. Venezia e Roma: due storie di ghetti - Ed. Alter Ego - 2017 (pp. 114, € 9,90) Due improbabili racconti (“liberamente ispirati” da autori antichi e moderni) ambientati nel ghetto. Il primo, in quello veneziano (che è il più antico dei ghetti, risalendo al 1516) sui roghi dei libri sacri; il secondo, sotto forma falsamente teatrale, in quello romano, sui tentativi di conversione dei fanciulli strappati alla famiglia (nella specie, la nota storia del ratto di Anna Del Monte. (e)

Umberto Marino - La ragazza che non conosceva Shakespeare - Ed. Cento Autori - 2017 (pp. 186, € 13) Una favola moderna ambientata a Gerusalemme nel quartiere di Mea Shearim in cui gli ebrei ortodossi vivono la loro vita segnata dal rispetto ossessivo delle regole sulla purezza delle persone e delle cose, con il rifiuto di tutto ciò che è modernità. La protagonista, pur ben adattata a quel tenore di vita, scopre per caso l’esistenza di un mondo altro grazie alla lettura “proibita” delle opere di Shakespeare che la porta a nuove conoscenze e alla scelta di una vita differente in una città diversa. (e)

Giacomo Todeschini - Gli ebrei nell’Italia medievale -Ed. Carocci - 2018 (pp. 267, € 24) Lo storico esplora le vicende delle comunità israelitiche in Italia nell’epoca medievale con una serie di saggi che riguardano i diversi periodi dell’epoca più importanti a questi fini: dal IV all’VIII secolo; dal XII secolo al XIII secolo; dal XIV al XV secolo partendo dal principio che “Fare la storia degli Ebrei presenti nell’Italia del medioevo significa scrivere un pezzo di storia italiana…” tenendo presente che “parlare degli ebrei in Italia come di una componente strutturale della storia italiana significa mettere in discussione l’idea molto diffusa dell’omogeneità culturale e religiosa di questa storia, rimettere in gioco, dunque, l’immagine di un’Italia come realtà compattamente latina e cristiana da sempre”. La storia delle mutevoli relazioni del mondo ebraico italiano con la popolazione cristiana e le élites politiche che la governavano consente una rilettura della stessa storia italiana alla luce della varietà etnica e culturale che le è propria sin dal tempo antico. Il volume è corredato da moltissime note e da un prezioso apparato bibliografico. (e)

Guido Bartolucci - Vera religio. Marsilio Ficino e la tradizione ebraica - Ed. Paideia - 2017 (pp. 158, € 32) L’autore, che si occupa in particolare dell’interesse cristiano per la cultura ebraica in età moderna, ha raccolto in questo volume una serie di suoi saggi riguardanti la cosiddetta prisca theologia, un mito filosofico teologico e scientifico elaborato nel ‘400 che riconosceva nella tradizione ebraica l’unica vera rivelazione precristiana. Marsilio Ficino rivestì un ruolo di primo piano nella formulazione e nella diffusione di tale mito e, studiandone le fonti, sviluppò un grande interesse per l’ebraismo. Libro interessante ma la cui complessa materia esige dal lettore una previa conoscenza dell’argomento e del periodo. (e)

Marcella Filippa - Donne a Torino nel Novecento. Un secolo di storie - Ed. del Capricorno - 2017 (pp. 59, € 9,90) Il ‘900, il “secolo breve”, funestato dalle due guerre mondiali, è stato anche “il secolo delle donne” nel senso dell’inizio della loro emancipazione. L’autrice (e non poteva non essere una donna!) “vuole offrire uno sguardo privilegiato sulla storia delle donne che, nel Novecento, a Torino, hanno contribuito a rendere oggi la nostra città un luogo capace di accoglierle e, pur con difficoltà, di riconoscerle come un soggetto attivo facendole uscire da quella invisibilità che le ha spesso caratterizzate nel corso del secolo da poco concluso”. E lo fa raccontando, per brevi storie accompagnate da molte fotografie, la vita di alcune di quelle donne che, a Torino, hanno dato, in diversi modi, il maggior impulso a questo sforzo di emancipazione. Nomi e storie più o meno conosciuti (a seconda dell’età dei lettori) da quelli di Emilia Mariani, Teresa Ferrero (Isa Bluette), Amalia Guglielminetti, Barbara Allason, le sorelle Arduino, Marussia Ginzburg, Bella Hutter e Susanna Egri, il Trio Lescano, a quelli di Rita Levi Montalcini, Giorgina Levi, Rita Montagnana, Teresa Noce, Carol Rama, Maria Magnani Noia, Adelaide Aglietta, Lia Varesio e tanti altri. Libro da non perdere soprattutto per le donne (e gli uomini) torinesi. (e)

Nathan Englander - Una cena al centro della terra - Ed. Einaudi - 2018 (pp. 238, € 19,50) L’autore, scrittore americano con forti legami con Israele, particolarmente abile nel mescolare i generi letterari, mette qui in scena un thriller politico ricco di suspence e colpi di scena sullo sfondo del conflitto israelo-palestinese: una spy story che talvolta si stempera in commedia e in cui l’autore mescola abilmente scelte etiche e sentimentali. Il libro, come i precedenti dello stesso autore (Il ministero dei casi speciali, Per alleviare insopportabili impulsi, Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank) ha avuto un grande successo in America ed è stato anche recentemente presentato al Circolo dei lettori. (e)

Ermenegildo Bertola - L’eternità del mondo in Mosé Maimonide e altri scritti (1949 - 1996) - Ed. Salomone Belforte & C. - 2018 (pp. 412, € 24) Il volume raccoglie una selezione degli scritti dell’autore, pioniere in Italia degli studi sulla filosofia ebraica medievale. Nella prima parte sono raccolte le ricerche sulla filosofia di Maimonide fino a quella del 1996 da cui prende il titolo il volume; nella seconda parte, invece, trovano posto gli scritti del medesimo autore su Logica, mistica e neoplatonismo ebraico dedicati ad autori quali Yehudah Ha-Levi, Gersonide, Bachya Ben Pequda che offrono prospettive filosofiche diverse da quelle di Maimonide; nella Appendice è riportato un breve testo medievale, un Trattato sull’unità di Dio che l’autore tradusse e pubblicò. Volume prezioso soprattutto per gli studiosi dell’argomento ma di non facile comprensione per il lettore comune. (e)

Enrico Mottinelli - Il silenzio di Auschwitz. Reticenze, negazioni, indicibilità e abusi di memoria - Ed. San Paolo - 2018 (pp. 356, € 22) Come è possibile che un fatto così enorme come la Shoah sia rimasto per tanto tempo come avvolto dal silenzio e, in parte, lo sia ancor oggi quando addirittura il neo eletto governo polacco emana una legge che considera un crimine la definizione di Auschwitz come campo polacco e non semplicemente nazista, mentre si prepara a licenziare tutti gli accompagnatori stranieri? “… il punto di partenza più evidente può essere quel silenzio totale, senza appello, in cui si voleva spingere una parte dell’umanità. Auschwitz, inteso come progetto globale di sterminio, ha esattamente la funzione e lo scopo di ridurre al silenzio tutti coloro che l’ideologia nazista reputava meritevoli di essere cancellati…”. In questo libro l’autore propone un percorso che illustra, nei vari capitoli, i numerosi e diversi silenzi che si agganciano l’uno all’altro fino a cercare di produrre un silenzio finale e assoluto: il silenzio come obiettivo e strategia dei carnefici, quelli dell’indifferenza dei testimoni e delle nazioni, il silenzio della cultura e della giustizia, quello dei morti e degli scampati, quello degli impostori e dei negazionisti e, sopra tutti, il silenzio di Dio. Completano il volume una accurata bibliografia e una filmografia. Scritto molto bene e bene impostato, è una lettura da non perdere. (e)

Stefania Consenti (a cura di) - Luoghi della memoria a Milano. Itinerari nella città Medaglia d’Oro della Resistenza - Ed. Guerini e Associati - 2015 (pp. 168, € 12,50) Pubblicato nel Settantesimo anniversario della Liberazione e poi più volte ristampato, questa guida (un percorso selezionato rispetto ai luoghi della memoria ufficialmente censiti a Milano) nasce dallo “… sforzo di tenere uniti i luoghi della Resistenza e quelli ebraici, in un intreccio della memoria che restituisca l’immagine di una città” in cui “… molti ebrei parteciparono alla lotta antifascista condividendo gli ideali del movimento di liberazione” come ricorda, d’altronde, efficacemente il Memoriale della Shoah che sorge in un’area della Stazione centrale situata al di sotto dei binari ferroviari. Ad esso è dedicato l’ultimo capitolo del libro mentre il penultimo raccoglie le voci dei testimoni che passarono per il carcere di San Vittore. Ogni capitolo ha una sua piccola bibliografia mentre nella parte centrale del libro trova posto una serie di fotografie dell’epoca. (e)

Carmelo Botta, Francesca Lo Nigro (a cura di) - Contributi di Rosa Cuccia e Michelangelo Ingrassia - La dura memoria della Shoah - Ed. Navarra - 2017 (pp. 173, € 12) Studiato soprattutto in funzione della didattica fin dalla scuola primaria, “questo lavoro nasce dalla necessità di avviare un nuovo approccio all’analisi della questione dello sterminio del popolo ebraico e delle minoranze indesiderate … che fornisca gli strumenti per una riflessione sul fenomeno dentro e fuori la scuola attraverso approfondimenti, testimonianze di sopravvissuti ai lager, racconti dei familiari che hanno subito indirettamente la barbarie nazifascista…”. Il volume è diviso in tre parti: la prima, La dura memoria della Shoah (che dà il titolo al libro), di Michelangelo Ingrassia, contiene la narrazione storica del conflitto con l’ebraismo, dal pregiudizio iniziale all’universo concentrazionario e al negazionismo; nella seconda, sono riportate (a cura di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro) le testimonianze di deportati e internati nei lager nazisti e i ricordi dei familiari delle vittime; la terza (a cura di Rosa Cuccia) raccoglie le indicazioni più propriamente didattiche a beneficio degli insegnanti per “trasmettere la memoria” della Shoah agli allievi delle scuole. Nelle due Appendici conclusive trovano posto i dati (le leggi razziali; il sistema concentrazionario nazista) e le date fondamentali dello sterminio nel Reich e in Italia. (e)

 

a cura di Enrico Bosco (e) e
Silvana Momigliano Mustari (s)

 

 

 

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