Ebraismo

Siamo tutti ebrei per scelta?

 

Reb Zalman Schachter-Shalomi, noto come Reb Zalman è una delle più influenti personalità dell’ebraismo americano. Insieme a Reb Shlomo Carlebach ha dato vita al metodo "Jewish renewal", spesso riferito come neo-hassidico, che ha come obbiettivo la rivitalizzazione dell’ebraismo contemporaneo. Reb Zalman nasce in Polonia nel 1924 in una famiglia hassidica e, per sfuggire alla persecuzione, percorre con la sua famiglia mezza Europa (Vienna, Anversa, Francia di Vichy, fino a trovare la salvezza in Nord Africa, da dove infine emigra in America). La sua esperienza religiosa è molto vasta e dopo dieci anni di studi rabbinici presso una Yeshiva Lubavitch a New-York, si è dedicato a studi religiosi alla Boston University per poi approfondire ulteriormente la spiritualità e le tecniche di meditazione orientale. Da dieci anni vive a Boulder dove è stato professore presso la Naropa University (una scuola di studi superiori fondata nel 1974 dal Lama Chögyam Trungpa per accostare la cultura orientale a quella occidentale). Lo abbiamo intervistato nella sua casa di Boulder, nel suo locale privato dedicato alla preghiera ed alla meditazione.

 

D. Il tuo approccio con l’ebraismo è iniziato in maniera tradizionale in una Yeshiva ortodossa. Solo in seguito sei passato ad una diversa visione.

Quando la gente dice differente rimane la sensazione che io sia cambiato e questo non è vero. C’è un esempio, un albero di mele prima ha i fiori e poi ha le mele, questo non significa che sia cambiato, significa che è cresciuto; questo è il mio sentire. Non voglio cambiare l’ebraismo, voglio portarlo nel nostro tempo e nel nostro spazio.

 

D. Sei il fondatore del movimento Renewal.

Non mi piace chiamarlo movimento, piuttosto lo chiamerei metodo. Per esempio Rav Mark Solowey [Rabbino nella Comunità Conservative di Boulder - ndr] sta facendo le regolari funzioni conservative, lui canta, balla, spiega la funzione, non fa sermoni; lui ha assunto il metodo Renewal. Queste cose che ti ho detto sono una parte molto importante del metodo. Anche ad Aish Kodesh [una giovane comunità che si auto-definisce open orthodox - ndr] c’è un po’ la medesima situazione, da loro cantano come Reb Carlebach, e anche se c’è la mehizà (separazione) sono molto disponibili con le donne, la Morah Yehudis Fishman (leader spirituale di Aish-Kodesh) spesso commenta la Torah e dà lezioni anche durante il servizio in sinagoga. Anche presso i Reform si fa ampio uso del metodo Renewal. Ad alcuni piace pensare al Renewal come ad una denominazione, ma in realtà non lo è.

 

D. Come potresti definire il metodo Renewal?

Il giudaismo, la Torah, è un Magisterium, cioè un insegnamento, ma c’è anche una mappa del reale. Nella maggioranza dei casi presso la gente ortodossa la mappa del reale è antica, non hanno integrato ancora la cosmologia, l’età dell’universo, la meccanica quantistica, etc. Io ho trovato persone che rifiutano il giudaismo perché ha una mappa del reale errata. Nel Renewal ciò che abbiamo fatto è di separare l’insegnamento ebraico dalla vecchia mappa del reale, per associarlo ad una nuova mappa del reale, cosicché adesso tu puoi pensare in termini di astrofisica, meccanica quantistica, Big bang, teoria delle stringhe; questo insieme alla Cabbalah. Perchè vedi l’altra parte del giudaismo è una religione, quello che accade tra un anima e Dio. Questa parte è stata spiegata meglio di tutti dalla Cabbalah e dal Hassidismo, dai mistici. Nel Renewal abbiamo quindi il vecchio magisterium, la nuova mappa del reale e la tecnologia dell’anima che è la Cabbalah.

 

D. Qual è l’approccio Renewal all’osservanza delle Mitzvoth?

In un approccio ortodosso ciascuno deve osservare le Mitzvoth. In quello Conservative allo Shul (scola, tempio), ti comporti in una certa maniera, mentre a casa tua ti comporti come ti pare. Secondo il Renewal non devi forzare nessuno.

Una volta si pensava alle persone che vogliono diventare ebree come ad ebrei per scelta, mentre gli altri lo erano per nascita, e con quest’ultimi non c’era nulla da fare. Oggi in America tutti sono ebrei per scelta: è così facile scomparire!

Nel Renewal noi siamo interessati a toccare lo spirito di ciascuno, indipendentemente da quale sia il livello di osservanza cui questi sia disponibile. Alcuni sono pronti per la kasheruth, altri per lo Shabbath, altri ancora vogliono andare allo Shul.

Non è che non ci importi come uno si comporti, ci interessa che diventi un ebreo massimale, ma non lo vogliamo imporre. Vogliamo sollecitare le persone, ci sono persone che partono da una sostanziale non osservanza per divenire molto osservanti, ma ci sono anche i percorsi opposti: persone che vengono da un’esperienza ortodossa ma che sentono di non volerla portare avanti con la loro famiglia e che quindi vogliono divenire un po’ meno stretti nell’osservanza.

Siccome io credo che le persone sappiano prendere le decisioni per loro stesse, il Renewal offre questa possibilità.

 

D. Per gli Ortodossi l’osservanza delle Mitzvoth è il cuore dell’ebraismo stesso. Che cosa significa per il Renewal?

Per noi è l’esperienza dell’individuo. L’esperienza tra l’individuo e Dio. Quando c’è questo contatto l’osservanza diviene più organica. Ci piace dire: qualunque cosa tu sei disposto a fare oggi fallo, potrai fare di più domani. Io ho fiducia che tra te e Dio saprete trovare la maniera di intendervi.

 

D. Una delle differenze più evidenti tra l’ebraismo ortodosso e gli altri ebraismi risiede nel ruolo della donna. Non importa quanto osservante o colta possa essere, per l’ebraismo ortodosso una donna non potrà mai diventare Rabbino.

C’è una preghiera italiana sulla donna che dice "la donna è una cosa difficile e delicata che è sposa e madre e regina della casa" (recitata a memoria in italiano).

C’è qualche cosa di come l’apologetica ortodossa ha spiegato il ruolo della donna: a casa, sposa e così via. Bada che però non è solo l’ebraismo ortodosso a vederla così: in Arabia Saudita è la stessa cosa. È ciò che si chiama società omo-sociale: uomini e donne non si mescolano. Nel nostro mondo noi siamo etero-sociali, uomini e donne lavorano assieme, fanno ogni cosa assieme. Le donne sono interessate a partecipare in ogni aspetto delle vita.

Uno dei motivi per i quali il mondo è in così cattivo stato è perché sono gli uomini a occuparsi delle cose. Abbiamo l’effetto serra anche perché gli uomini non si occupano di cosa accadrà tra sette generazioni [il concetto delle sette generazioni è molto diffuso nel mondo ambientalista americano e deriva dalla legge della confederazione degli indiani Iroquesi. "In ogni nostra deliberazione dobbiamo considerare l’impatto delle nostre decisioni sulle prossime sette generazioni" - ndr]. Gli uomini vogliono fare i soldi in fretta e con facilità; le donne si preoccupano di più di cosa accadrà ai loro figli e ai figli dei loro figli. Una religione che tenga le donne segregate sarà una religione arida; senza succo. Se tu oggi vai ad una sinagoga conservative le donne partecipano, leggono la Torah, fanno un lavoro meraviglioso e sono di ispirazione per tutti. Sono molto vicine a Dio ed all’ebraismo. Anche nell’ebraismo ortodosso le donne sono destinate a contare di più, ad aver più voce; gli Ortodossi sono indietro ma dovranno raggiungerci. Ci sono adesso due donne ortodosse a Gerusalemme che stanno studiando per diventar Rabbinesse

 

D. In America ci sono approcci molto diversi all’ebraismo. Secondo te si può parlare di un approccio americano?

Guarda, in Italia sono presenti i Cattolici che sono i più forti, poi ci sono piccoli gruppi protestanti che contano poco. Quando Rav Toaff incontrò il Papa, aveva i suoi paramenti bianchi e anche il Papa aveva i suoi paramenti bianchi, e il servizio in sinagoga era sullo stile Palestrina, Edoardo De Rossi ….

In Germania la maggioranza era protestante (Reb Zalman canta in ebraico alla tedesca "En heloenu"), a Vienna c’erano più cattolici (canta alla viennese "alenu leshabeach"), in America cantiamo così (in stile Gospel). Anche in America la maggioranza è protestante ma va dai Battisti ai fondamentalisti, ai Presbiteriani, in una grande varietà di sfumature. Ciò che intendo dire è che l’ebraismo americano non è monolitico, e quindi anche all’interno di una medesima denominazione puoi trovare diversi approcci: i Reform di Har Hashem di Boulder sono diversi da quelli di Temple-Emmanuel a New York ad esempio, qui suonano la chitarra, mentre a New-York suonano l’organo.

L’America è la società dei consumatori per eccellenza, pertanto sono i consumatori che comandano: ciò che vogliono, ottengono. In Europa vai in sinagoga e prendi quello che ti danno.

Per i cattolici c’è una sola verità, anche se il Papa ha cambiato qualche cosa ultimamente. L’approccio americano è più democratico, si considera la questione in maniera meno monolitica. La gente è diversa, ha stili diversi, in America questo elemento è sempre presente.

 

D. I matrimoni misti sono uno dei grandi problemi dell’ebraismo contemporaneo. Sono un problema, un’opportunità o una realtà con cui fare i conti?

In astratto dico di no, sono contrario. Ma per esempio la mia segretaria non è ebrea ed ha fatto matrimonio misto decidendo di non convertirsi, perché vuole essere quello che è; ciononostante lei è membro della Congregazione, partecipa attivamente in sinagoga e ha educato i figli molto bene nell’ebraismo. Suo marito avrebbe forse potuto sposarsi con una donna ebrea ed avere una famiglia molto meno vicina all’ebraismo di quanto non abbia adesso.

La questione è così: ascolta bene perché quello che ti dico secondo me è molto importante. Noi abbiamo perduto 6 milioni di persone. Io credo nella reincarnazione, alcune delle persone morte ritornano come ebree altre no. A noi mancano delle persone; in passato la maggior parte dei matrimoni misti erano la premessa per l’uscita dall’ebraismo, oggi, in parte sono la premessa per l’entrata nell’ebraismo. Io sono stupito dalla qualità delle persone che si accostano all’ebraismo. Posso dire di essere contrario ai matrimoni misti se portano nuova linfa vitale nell’ebraismo? È come quando uno ha bisogno di fare un trapianto; ci sono un sacco di persone che si stanno avvicinando all’ebraismo dalla porta principale o da quella di servizio. Alcuni si convertono altri no, ma comunque vogliono mantenere una forte relazione con l’ebraismo.

 

D. Però c’è anche l’altro lato, una minaccia per il futuro delle comunità ebraiche.

È vero perché molta gente si allontana. Ti ricordi il film "La vita è bella"? lei non era ebrea e lui sì, ma l’amore che li univa era immenso. C’è questo nel mondo e tu non puoi mettere dei muri o degli steccati per evitarlo; la questione è: c’è qualche cosa che posso fare per aiutare qualcuno che abbia fatto matrimonio misto a diventare un ebreo migliore o più forte?

 

D. Conosci la percentuale di matrimoni misti in America?

Non ne ho idea, ma non voglio nemmeno saperlo perché mi spaventerebbe. Quando vedo nomi ebraici come Wolfowitz, Kissinger, Woody Allen, nessuno di questi mangia kasher, va allo Shul, recita le preghiere tre volte al giorno. Che cosa posso dire? non mi rende felice; trovo molta gente che è nata ebrea ma che si è persa….. Ci sono anche posti dove si assiste ad un rinvigorimento del giudaismo come in Israele o in altri centri e questo dà speranza. Io sono entusiasta di come le cose vanno qui a Boulder, ci sono molte persone che sono Buddiste, Induiste, Scintoiste, ma vi sono anche identità composte: Ebreo-Buddiste, Ebreo-Induiste. Perché? Perché molta gente cerca forme profonde di spiritualità e quando non le trova nell’ebraismo le va a cercare altrove.

 

D. In America a differenza dell’Europa la maggioranza degli ebrei non è membro di comunità ebraiche. Pensi sia possibile realizzare una vita ebraica al di fuori della comunità?

È molto difficile: l’ebraismo è una religione sociale. Tu puoi essere un cattolico eremita a Camaldoli, ma non un ebreo. Hai bisogno del Minian, di un gruppo. Gli ebrei vogliono vivere assieme. Pochissimi Ebrei vivono isolati ad esempio nel Wyoming, ma non si considerano molto ebrei neanche loro.

In Italia la gente paga le tasse e con questo si sente membro della comunità anche se poi non partecipa molto. Io credo che lo facciano perché la comunità dà loro sicurezza e protezione. In America molte persone, pur non essendo iscritte a nessuna congregazione, comunque donano soldi all’United Jewish Appeal, o sono membri del JCC [Jewish Community Center, un centro comunitario che organizza attività trasversali ed è aperto a tutte le diverse denominazioni - ndr] o della Hadassah. Ci sono molte forme di appartenenza che non passano attraverso l’iscrizione ad una Sinagoga.

 

D. A Boulder sembra che ci sia molto scambio e confronto tra le varie congregazioni. Anche il progetto della costruzione di un campus ebraico è molto importante. Questo è una specificità di Boulder che non trova molti paralleli nel resto degli Stati Uniti. È vero ?

Si, questo è perché Boulder è più America dell’ America. In America comunque le varie denominazioni non litigano molto tra di loro, adesso vanno molto più d’accordo che non in passato. Molto dipende anche dai Rabbini locali.

A Boulder tutti i Rabbanim vengono da me tutte le settimane per studiare insieme, Ortodossi, Conservative, Reform e Renewal, ed è molto bello. L’unica comunità che fa vita a se stante è quella Habbad, perché il suo Rabbino non si vuole mischiare con gli altri, e io credo che sia un peccato perché tutta l’anima d’Israele dovrebbe stare assieme.

 

D. C’è una cosa che a me preoccupa molto, quando i Ghiurim (le conversioni) fatti da una denominazione non vengono accettati da un’altra, c’è il rischio che alla fine persone che si ritengono ebree non siano riconosciute come tali da altri, e quindi che alla fine si arrivi ad una situazione esplosiva, ad una vera e propria scissione all’interno dell’ ebraismo.

Io non sono molto preoccupato di questo. C’è sì quella che si chiama una guerra di esclusione, chi appartiene e chi non appartiene e c’è una gran discussione a questo proposito. Facciamo il caso ad esempio di una figlia di una coppia sposata e convertita nella congregazione Renewal che vuole sposare un ebreo della comunità ortodossa. C’è un a priori ed un a posteriori: a priori troveranno un sacco di argomenti per dire no, no, no, questo non si può fare, ma a posteriori troveranno la maniera per dire che va bene. Devi dare molto più credito alla storia.

 

Adesso voglio dirti io alcune cose sulla comunità ebraica in Italia.

Ai tempi di Palestrina era molto chiaro che la musica polifonica era molto importante, e quando egli scrisse la sua "Missa Solemnis" che era molto bella, gli ebrei vollero avere anche loro qualcosa del genere. Salomone De Rossi, Edoardo De Rossi scrissero della musica molto bella per le sinagoghe; in alcune sinagoghe c’era anche l’organo e tutto ciò era per essere sicuri che l’estetica fosse a posto.

Mi ricordo ad esempio la registrazione di Giordano Della Scala per i tremila anni di Gerusalemme (Reb Zalman canta una melodia): bellissime musiche per le festività solenni.

Ma è ora che gli ebrei in Italia trovino qualche cosa che interessi i loro giovani. Molti degli ebrei che sono interessati all’ebraismo in Italia hanno trascorso periodi della loro vita in Israel o vi mandano i figli, ma la vita delle sinagoghe non riflette questo.

Ora a Gerusalemme, c’è una meravigliosa sinagoga di rito italiano, c’è un bellissimo stile, io adoro andarvi quando sono là; mi piace lo stile Rococò ed è emozionante quando il Rabbino va a Sefer e tutti si alzano con rispetto. Ma penso che in Italia dovreste ricordarvi anche dei grandi Zadikim e dei grandi mistici che avete avuto: I rabbini di Livorno come Rav Adulai o Rav Elia Benamozeg o come Luzzato. A quei tempi nelle comunità c’erano una scuola di cabbalah ed una scuola di ballo per le giovani ragazze ebree. Questo perché in Italia c’è stato un grande rinascimento.

Io penso che sia tempo di un nuovo rinascimento per gli ebrei italiani. Dovete mantenere le vostre tradizioni, il vostro antico Minag che data dai tempi del secondo tempio, ma dovreste anche assorbire di più da Israele. È importante avere tradizioni e bellezza ma bisogna avere anche qualche cosa di contemporaneo che non sia solo un museo e che attragga i giovani.

Dovreste invitare maestri sulla meditazione, sulla spiritualità, sul canto, in modo che la preghiera sia più sentita e più profonda nello spirito. Dovreste essere più aperti alle altre realtà europee, Francia, Germania, Inghilterra e proiettarvi verso l’esterno.

 

A cura di Filippo Levi e Susanna Terracina

Boulder (Colorado –USA), Maggio 2005

Bibliografia:

Jewish with Feeling: A Guide to Meaningful Jewish Practice by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi (2005)

Wrapped in a Holy Flame: Teachings and Tales of The Hasidic Masters by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi (2003)

First Steps to a New Jewish Spirit: Reb Zalman’s Guide to Recapturing the Intimacy and Ecstasy in your Relationship with God by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi (2003)

From Age-Ing to Sage-Ing: A Profound New Vision of Growing Older by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi and Ronald S. Miller (1995)

Paradigm Shift: From the Jewish Renewal Teachings of Reb Zalman Schachter-Shalomi by Ellen Singer (1993)

Spiritual Intimacy: A Study of Counseling in Hasidism by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi (1991)

The Dream Assembly by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi & Howard Schwartz (1988)

Sparks of Light: Counseling in the Hasidic Tradition by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi with Edward Hoffman (1983)

Fragments of a future scroll: Hassidism for the here and now by Rabbi Zalman Schachter-Shalomi (1982)

Per approfondire il pensiero di Reb Zalman si trovano alcuni scritti sul sito

www.ohalah.org/rebzalmanohalah.htm