Ricordi

 

Alberto Salmoni

di Ada Ortona

 

Nello scorso mese di maggio è mancato Alberto Salmoni, chimico, partigiano, amico e collega di Primo Levi, che ne ha scritto spesso nei suoi libri, in particolare nel volume Il sistema periodico.

Era nato in Egitto nel 1918 da genitori italiani, che si erano trasferiti con la famiglia a Torino prima delle leggi razziali. Qui Alberto riuscì come altri ebrei a finire gli studi perché nel 1938 era già all’Università. Con i numerosi amici che trovò subito a Torino, partecipò al coro ebraico diretto da Vittore Veneziani e soprattutto a gite e scalate in montagna, imparando tutte le tecniche alpinistiche, che gli sarebbero poi state così preziose nella futura attività partigiana nelle vallate piemontesi.

Ha infatti partecipato alla Resistenza nelle formazioni di Giustizia e Libertà particolarmente nella Valle di Susa e nelle adiacenti valli Pellice, Germanasca e Chisone e divenne comandante della colonna F. Dusi della IV Divisione Alpina G.L. Di lui parla a lungo con affettuosa ammirazione Ada Gobetti Marchesini, dirigente del Partito d’Azione in Piemonte nel suo Diario partigiano (Einaudi,1956). Fra l’altro, nel novembre 1944, riuscì con Paolo Gobetti, il figlio giovanissimo di Ada, a realizzare un primo collegamento tra i partigiani della Valle di Susa e i maquis francesi, attraversando le Alpi, nonostante la presenza di presidi tedeschi alla frontiera, e raggiungendo la Francia ormai libera, per scambiare informazioni militari e per chiedere armi per i partigiani.

Accolti con amicizia dai partigiani francesi e anche dai responsabili dell’esercito, incontrati a Grenoble, organizzarono una seconda spedizione, alla fine di dicembre, di otto persone, fra cui anche Ada Gobetti, per avere contatti anche con rappresentanti delle missioni angloamericane. Gli incontri ebbero successo, ma il soggiorno si prolungò più del previsto e il ritorno dovette avvenire attraverso un percorso molto più lungo e reso ancora più difficile per la quantità enorme di neve accumulatasi in quell’inverno freddissimo.

Nonostante gli sci e l’equipaggiamento forniti dai francesi, ma appesantiti dalle armi ottenute, si trovarono qualche volta in difficoltà e fu preziosa l’esperienza alpinistica di Alberto: in un caso, ricorda Ada, “fu Alberto a salvare la situazione”.

Dopo la guerra si sposò con Bianca Guidetti Serra e riprese l’attività di chimico, per alcuni mesi in un laboratorio chimico privato, di cui struttura e attività sono ampiamente descritte in tre capitoli de Il sistema periodico di Primo Levi (Einaudi,1975): Stagno, Arsenico e Azoto. Primo era già impiegato in una fabbrica, ma Alberto nel 1947 lo convinse a licenziarsi e ad associarsi alla sua attività di consulenze, analisi e preparazioni chimiche, “vantandomi l’avventura e la gloria della libera professione”. Il laboratorio era stato “ricavato entro l’alloggio dei suoi genitori… Certo, cedendogli in uso la loro camera da letto non avevano previsto tutte le conseguenze, ma indietro non si torna: adesso l’anticamera era un deposito di damigiane d’acido cloridrico concentrato, il fornello di cucina (fuori delle ore dei pasti) serviva a concentrare il cloruro stannoso… e l’intero alloggio era invaso dai nostri fumi”.

Purtroppo “Da noi, di clienti ne venivano abbastanza pochi, noi facevamo poche analisi e guadagnavamo pochi quattrini… Alla fine di ogni mese facevamo i conti, e diventava sempre più chiaro che di solo cloruro stannoso l’uomo non vive… Non ci arrendemmo subito; ci arrovellammo per un buon mese nello sforzo di ottenere la vanillina dall’eugenolo con una resa che ci consentisse di sopravvivere, e non ci riuscimmo; secernemmo diversi qiuntali di acido piruvico, prodotto con un’attrezzatura da trogloditi e con un orario da forzati, dopo di che io levai bandiera bianca. Mi sarei trovato un impiego,magari tornando alle vernici. Dopo sei mesi il laboratorio fu smobilitato e Alberto “aveva già in mente altre idee, altre combinazioni con gente più navigata di me”.

Continuò infatti, in società con altri, ad occuparsi di preparazioni e analisi di prodotti chimici vari, per un certo periodo anche di chimica agraria e infine di ideazione e costruzione di geniali oggetti di arredamento.

Ada Ortona

    

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