Comunità

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Rabbini

Come è noto la vita dell’ebreo israeliano è condizionata dall’autorità rabbinica che interferisce nei basilari momenti della vita dei singoli e della collettività. Eredità dell’Impero ottomano, ripresa dal Mandato britannico e passata dall’Indipendenza allo Stato ebraico: soprattutto nel diritto personale, le etnie sono state considerate come entità religiose, sottoposte, per gli ebrei, alla Halakhà e ai suoi interpreti. Sotto la sovranità di Costantinopoli, l’Yishuv a maggioranza orientale-sefardita, aveva al vertice il Haham Bashi (Rishon LeZion) l’alta autorità che rappresentava gli ebrei di Eretz Israel presso la Porta. Dopo la prima Guerra Mondiale, il potere mandatario britannico istituì Il Gran Rabbinato, alla cui testa operarono due grandi personalità il Rav Avraham Hacohen Kook per gli ashkenaziti e per gli orientali e sefarditi il Rav Ben Zion Uziel. Nella Palestina degli anni venti e negli anni trenta, nell’atmosfera della costruzione di una società in gran parte “laicizzata”, il carisma dei Rabbini Capi contribuì non poco ad una convivenza, sia pure non facile, tra la tradizione halachica e l’aspirazione all’“Uomo nuovo” dell’Yishuv sionista, mentre sussistevano le fasce ultraortodosse anti o asioniste che continuavano la propria separata esistenza, soprattutto a Gerusalemme e a Bnei Berak. Il Gran Rabbino Herzog, succeduto a Rav Kook, vide l’Indipendenza dello Stato di Israele, e le grandi aliot dei suoi primi anni, che comportarono un’infinità di problemi. Per decenni il Sionismo religioso fu la forza politica che dominò l’establishment rabbinico al vertice e alla base, i Rabbinati locali e i consigli religiosi, paralleli al potere “laico” municipale. Come ho già scritto, il Rabbinato interferisce in tutti gli aspetti della vita dell’ebreo. Dal diritto matrimoniale (ortodosso), alla concessione della Kasherut ad alberghi e locali pubblici, alla nomina dei Rabbini e Daianim (Giudici) che tra l’altro sono investiti del potere di legittimare l’ebraicità per nascita o per conversione (ghiur). In altra occasione, tratterò i grandi temi all’ordine del giorno del contenzioso che oppone tendenze “laiche” agli ortodossi di tutti i tipi. Tornando al presente, alla vigilia dell’elezione dei due Rabbini Capi, ricordo che negli ultimi decenni i charedim (ultraortodossi) si sono sostituiti al Sionismo religioso, dal ’67 impegnato fortemente nella salvaguardia dei territori conquistati/liberati e nel radicamento massiccio in essi, trascurando in grande misura la problematica dell’agenda “religiosa”.

Nella fase attuale, anche per l’esclusione dei partiti charedim dalla coalizione e per il rafforzamento della formazione che si richiama al sionismo religioso, si profila un ritorno dell’egemonia “sionista” nel Rabbinato. Il candidato ashkenazita Rav Stav, è l’esponente dell’ortodossia “moderna”, che viene espressa dall’Associazione “Tzohar”, impegnata nel coinvolgimento dei non osservanti nella tradizione; meno incoraggiante l’altro candidato dei sefarditi orientali, il Rav Shemuel Eliahu, il Rav di Zefat, che suscitò una polemica nel proibire la vendita o l’affitto di case agli arabi nella città della Kabbalà. A risultati noti ritornerò sull’argomento. E non dimentico che nel corpo dei grandi elettori composto da rabbini e rappresentanti del pubblico [150, ndr], sono state nominate più di una decina di donne, sintomo di un processo in atto, di un “femminismo” religioso da analizzare.

 

Quattro stagioni

Non mi riferisco al celebre concerto vivaldiano, ma a quanto avviene con frequenza allucinante, da un anno e mezzo e più nel mondo arabo. Dalla “primavera” all’“inverno”, passeremo all’“estate” e all’“autunno”? Non mi arrischio di fare previsioni, temendo che quando Ha Keillah uscirà si verificheranno eventi atti a smentire le analisi degli “esperti”, sempre pronti a posteriori, a proclamare “ve lo avevamo detto”. Per ora, agli inizi di Av, Il quadro israeliano è statico. Tutto può accadere da un momento all’altro, nel giro, che dico, di giorni, di ore!

Reuven Ravenna

7 luglio 2013,
Rosh Chodesh Menahem Av 5773


   

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