UGEI

 

Abbiamo chiesto al torinese Filippo Tedeschi, neoeletto consigliere dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, un resoconto del recente congresso straordinario.

 

Giovani straordinari

di Filippo Tedeschi

 

Prima di raccontarvi ciò che è successo al Congresso Straordinario UGEI svoltosi dal 17 al 19 Maggio e quali sono i nostri piani per il futuro, voglio scusarmi anticipatamente con voi: cercherò di essere il più imparziale possibile nel raccontarvi ciò che accadde e che stiamo facendo pur rendendomi conto che qualsiasi cosa scriva possa far storcere il caso a qualcuno piuttosto che ad altri. Perché è proprio questo che è successo al congresso: un gran storcimento di nasi

Il precedente Consiglio, entrato in carica il primo gennaio, dopo le dimissioni di due consiglieri (oggi rieletti), la fuga all’estero di un terzo e l’intenzione di un quarto di candidarsi alle Comunali di Roma, decise di dimettersi in blocco, portando l’UGEI a indire un Congresso straordinario. Ed in effetti, mai congresso fu più straordinario di questo: già da tempo qualcosa era nell’aria degli ugeini e ciò che è accaduto non è stato così inaspettato. Dopo un brevissimo dibattito infatti su ciò che era accaduto nel breve periodo di attività del precedente Consiglio, il dibattito che ha occupato l’intera totalità del congresso è stato infatti capire a quale utenza fosse riservata l’UGEI. Mentre tutti erano d’accordo sul cosa fosse un’Unione (ossia un posto in cui si litiga), mentre tutti erano d’accordo su cosa si intendesse per Giovani (dai 18 ai 35), mentre tutti erano abbastanza d’accordo su cosa si dovesse intendere per Italiani, il vero dibattito si è centralizzato su chi fossero gli Ebrei.

All’interno del congresso infatti si sono contrapposte due differenti visioni di chi avesse i requisiti per poter prendere parte agli eventi targati UGEI. Al termine della seconda sera dei lavori infatti fu presentata una proposta che consentiva la partecipazione agli eventi UGEI a persone che, seppur non ebree, potevano partecipare in qualità di figli di padre ebreo seppur senza diritto di voto e parallelamente consentiva a tutte le persone in via di conversione di partecipare agli eventi UGEI (dopo il benestare di un rabbino), anch’essi senza diritto di voto. Premesso il fatto che all’unanimità si era d’accordo sul fatto che potessero partecipare i convertendi, molti accreditati del congresso andarono a dormire molto dubbiosi sulla validità della prima proposta. Si giunse quindi al mattino seguente in cui fu formalizzata la mozione già spiegata in precedenza, e fu proposta una mozione alternativa che equiparava i figli di solo padre ebreo e i convertendi in qualità di “vicini all’ebraismo” a cui poteva essere concessa la partecipazione agli eventi UGEI previa contatti con il rabbino territorialmente competente. La decisione congressuale fu quella di separare i due casi: votare separatamente l’ammissione dei convertendi (passata immediatamente all’unanimità) e di discutere ulteriormente sui figli di solo padre ebreo. A questo punto si modificarono le due mozioni presentate: la prima concedeva la partecipazione di figli di solo padre ebreo che avessero “dimostrato interesse all’ebraismo e partecipato ad eventi locali o nazionali”. La seconda che venendo incontro alla prima proponeva la partecipazione di figli di solo padre ebreo “agli eventi di natura internazionale” di cui l’UGEI è partner organizzatore notando infatti che le associazioni giovanili degli altri paesi già concedono la partecipazione di queste persone ai loro eventi. Dopo un lungo dibattito, urla, minacce di uscire dalla sala e quant’altro, il Congresso votò e passò la prima proposta.

Notando la scarsa partecipazione della comunità romana al Congresso, si decise in via congressuale che si sarebbe dovuto svolgere nei mesi seguenti un grande evento nella Capitale per attirare nuovamente i giovani capitolini nel mondo UGEI e che si sarebbe dovuta prendere in seria considerazione la possibilità di organizzare proprio a Roma il futuro congresso ordinario.

Giunti così al primo pomeriggio di domenica, ci si ricordò che era il caso di eleggere un nuovo Consiglio. Nell’arco di un’ora si presentarono i candidati, si votò e vennero eletti i nove nuovi consiglieri: Simone Bedarida (Firenze), Emanuele Boccia (Milano), Emanuel Gargiulo (Napoli), Margherita Hassan (Milano), Yoel Hazan (Milano), Alessandra Ortona (Milano), Benedetto Sacerdoti (Padova), Filippo Tedeschi (Torino) e Michal Terracini (Milano). Successivamente in una prima riunione di Consiglio è stata eletta presidente UGEI Alessandra Ortona.

 Lasciati a Milano i dissapori del Congresso, si è ripartiti in fretta con la consapevolezza di dover operare in un periodo minore rispetto al solito, comprendente il periodo estivo e un intero settembre occupato dai Moadim. Il consiglio in questo breve periodo ha iniziato ad elaborare nuove proposte, interessanti e stimolanti per gli ugeini a cui abbinerà la consueta organizzazione di feste ed eventi tanto apprezzati dai giovani. La nostra speranza è che da un congresso straordinario, possano nascere eventi, ed idee straordinarie per ragazzi straordinari.

Filippo Tedeschi

 

 

   

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