Libri

 

La primula Bianca

 di Reuven Ravenna

 

Non dimenticherò più l’incontro! Era l’indomani della tragica notte del novembre ’95, dell’uccisione di Rabin, la cui notizia ci giunse al Convegno autunnale di Livorno, che per me, in visita da Israele, era stato ottima occasione per rivedere tanti amici. Proseguivo per Firenze, per rientrare da Roma il giovedì.

Sul treno incontro una persona ben conosciuta, intravista al Convegno. Era la Bianca Finzi, allora Presidente della Keillah bolognese. Più che i comuni ricordi, in quel momento, furono le reazioni a quanto era accaduto a Tel Aviv qualche ora prima che ci coinvolsero fino al commiato a Pisa, sosta turistica per me e mia moglie. È stato l’ultimo incontro.

Nella memoria mi rivedo a giocare con Silvia e Claudia, piccolissime, nella Villa ferrarese dei Nonni Finzi e mi riemerge, a tutto tondo, la figura della Nonna Lina, la cugina legatissima a mia Madre, che nelle sue visite arrecava una ondata di allegria con la sua verve triestina-goriziana.

Merito delle figlie che ci fanno partecipi di quanto la Mamma aveva scritto per loro o per se stessa. Un memoriale a caldo, redatto alla macchia nell’ottobre del ’944, negli Appenini bolognesi e, anni dopo, i ricordi autobiografici dal 1916 al 1945. Tramite Bianca, riviviamo il mondo di ieri e dell’altro ieri, delle famiglie della buona bor-ghesia ebraica nella Trieste città particolare per il suo cosmopolitismo “italo svevo… sloveno”.

La biografia di una ragazza estremamente dotata intellettualmente con una esistenza tra l’intimità della famiglia, le villeggiature e gli studi e il matrimonio con un giovane ingegnere di Ferrara, quella decantata da Bassani…

E la cesura del Trentotto, la graduale escalation verso il ’43, dall’esclusione, alla caccia all’ebreo, pur allietata dalla nascita delle due bambine.

La Cronaca della clandestinità nella sua stringata concretezza, ci testimonia la personalità di Bianca, energica, coraggiosa nell’affrontare pericoli e problemi di sopravvivenza, accanto alla famigliola allargata e con il dolore per la sorte di Silvio, il suocero, deportato da Ferrara. Una fotografia ce lo ricorda in un gruppo di anziani compagni di sventura nell’infermeria del Carcere ferrarese, suscitando nella nostra anima un rinnovato sussulto di dolore e di sdegno.

E rivado all’iter della Bianca dal dopoguerra in poi. Da Presidente dell’ADEI bolognese per tre mandati Presidente nazionale. Combattiva nel Consiglio delle Donne Italiane e infine Presidente della Comunità bolognese. Donna permeata di radicati ideali democratici che ci indicano come noi figli e nipoti dobbiamo trarne insegnamento costante e senza indugi.

Il libro, corredato da fotografie delle famiglie e da documenti è un apporto prezioso per apprendere, attraverso immagini di famiglia, il “mondo di ieri”, fonte di conoscenza e testimonianza ancor più di dotti volumi di sintesi e di divulgazione.

 

Reuven Ravenna

 

La primula Bianca – Ricordi autobiografici di Bianca Colbi Finzi dal 1916 al 1945, a cura di Claudia e Silvia Finzi – Silvio Zamorani Editore – con appendici documentali e fotografiche – Edizione fuori commercio. Il libro è reperibile presso la biblioteca della Comunità Ebraica di Torino