Libri

 

Rassegna

 

Radka Denemarkovà - I soldi di Hitler - Ed. Keller - 2012 (pp. 323, 16). Ambientato in Cecoslovacchia, dall’invasione nazista al regime comunista e fino ai giorni nostri, il romanzo fa coesistere in piani paralleli il passato e il presente per rappresentare l’universo interiore della protagonista. Intorno alla confisca delle proprietà degli ebrei assassinati, messa in atto dal dittatore Benes, si avviluppano colpevoli e vittime, sommersi e sopravvissuti, scomunicati dal regime e riabilitati in un potente spaccato di varia disumanità. Eppure la scrittrice, pluripremiata nel suo paese, è capace di affrontare tale groviglio di dolore avvolgendolo in un bozzolo di poesia onirica e trasognata. (s)

Alba Arikha - Te lo dirò un’altra volta - Ed. Bollati Boringhieri - 2013 (pp. 215, 16,50). Figlia di artisti affermati e vissuta nella Parigi degli anni Ottanta, l’adolescente protagonista intraprende l’arduo percorso della ricerca della verità sulla sua famiglia, dovendo vincere le reticenze (ormai ben note) a portare alla luce sofferenze insostenibili e tuttavia sempre affioranti. (s)

Anna Ornstein - Gli occhi di mia madre. La Shoah raccontata ai miei figli - Ed. Effatà - 2012 (pp. 158, 12). Professore Emerito di Psichiatria Infantile e psicanalista autodidatta, la Ornstein è specialista in psicopatologia infantile per il trattamento di bambini e famiglie e nel processo di recupero dopo esperienze estreme. Sono proprio le sue esperienze estreme a costituire materia dei racconti, elaborati nell’arco di un quarto di secolo, offerti ai figli in occasione della festa ebraica della Libertà: Pesach. A piccole dosi, un racconto all’anno su di un passato indescrivibile, specie in ragione dei destinatari, dedicato ai giovani affinché ne conservino memoria. (s)

Mario Bartoletti - Paolo Debenedetti. Teologia del debito di Dio - Ed. Morcelliana - 2013 (pp. 65, 8). Denso saggio sullo sviluppo del pensiero di Debenedetti in materia di teologia, attraverso la ripresa e il commento di alcuni tra i suoi scritti più significativi. L’approdo è costituito “dall’ostinata attesa di una breccia messianica” maturata con la riflessione sul debito di Dio dopo Auschwitz. (s)

Fabio Amodeo - Mario José Cereghino - La lista di Eichmann. Il piano nazista per vendere un milione di ebrei agli Alleati - Ed. Giangiacomo Feltrinelli - 2013 (pp. 201, 16). Un’altra tessera, in gran parte inedita, si inserisce nel mosaico della ricostruzione della Shoah, realizzata soprattutto grazie agli archivi britannici di Kew Gardens. Il piano “Blood for Money”, architettato da Himmler e affidato ad Eichmann, prevede, in una folle corsa contro il tempo, la consegna di diecimila autocarri con rimorchio contro un milione di ebrei ungheresi. (s)

Beppe Guerini - Lo speziale d’Avila - Ed. Arkadia - 2013 (pp. 165, 14). La spada, la croce e il ramo d’ulivo simboli dell’Inquisizione determinano le avventurose vicende di una famiglia ebraica, approdata a Venezia a seguito della cacciata dalla Spagna. In questo romanzo d’esordio troviamo un mix di ingredienti, sapientemente miscelati, per una narrazione di agevole lettura. (s)

Paolo Orsucci - Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò. Appunti sullo Shabbat - Ed. Salomone Belforte - 2012 (pp. 67, 10). Pietra angolare dell’ebraismo, lo Shabbat offre spunto ad una ricerca sui molteplici significati e sui riti tradizionali nei “tre movimenti: l’arrivo, la presenza e il commiato”. È forse dunque il TEMPO la categoria che maggiormente caratterizza il settimo giorno, ma anche la LIBERTÀ, come pure la CESSAZIONE e soprattutto “la firma di Dio sul quadro della Creazione”. (s)

Piero Capelli - Il Male. Storia di un’idea nell’ebraismo dalla Bibbia alla Qabbalah - Ed. Società Editrice Fiorentina - 2012 (pp. 205, 20). Excursus storico-filosofico sull’attribuzione della responsabilità del Male nel mondo. La conclusione dello studioso porta ad individuare nella mistica ebraica “ la finestra attraverso cui l’ebraismo continuò ad importare idee dall’esterno, o a mantenerle dal passato, evitando di fossilizzarsi in un’ortodossia statica”. (s)

Israel Joshua Singer - La famiglia Karnowski - Ed. Adelphi - 2013 (pp. 498, 20). Saga familiare il cui anno di pubblicazione in yiddish (1943), fermando gli eventi alla vigilia della Shoah, ne prevede tuttavia gli infausti sviluppi, mostrando nell’autore grande lucidità e preveggenza. Sviluppandosi attraverso tre generazioni, il romanzo affronta con compiutezza l’identità ebraica negli shtetlach orientali, ne sonda l’evoluzione e l’assimilazione auspicata nell’ebraismo laico berlinese e ne attesta le difficoltà di integrazione nella Goldene Medine degli Usa. (s)

Miriam Cimnaghi - A spasso tra le lettere ebraiche. Suggerimenti di un’educatrice - Ed. EDB - 2013 (pp. 222, 18). Il sottotitolo mette subito in evidenza la caratteristica del testo, finalizzato alla divulgazione del pensiero pedagogico ebraico, veicolo di principi morali che indicano la via anche all’uomo contemporaneo. Prendendo spunto da uno dei Detti dei Padri o da un passo biblico, ciascun argomento è materia di riflessione in vista della prassi immediata nel rapporto studente/discente, individuo/individuo. Il pregio del lavoro consiste inoltre nella sintesi e nell’accessibilità immediata. (s)

Fania Cavaliere - Il Novecento di Fanny Kaufmann - Ed. Passigli - 2012 (pp. 365, 19,50). Sebbene travolta dal vortice della Storia, questa famiglia di ebrei russi, ricchi e colti, riesce a superare i più imprevedibili e dolorosi ostacoli, attraverso vicende che possiamo conoscere grazie al minuzioso lavoro dell’autrice. Il romanzo biografico, seguendo gli spostamenti forzati dei vari parenti, traccia un ampio quadro della storia europea: dai fasti alla decadenza dell’impero zarista, alle contraddizioni interne ai movimenti rivoluzionari, all’affermarsi dei totalitarismi, spostandosi dai lidi mondani della Crimea a Mosca, Istanbul e Roma. Con un lieto fine! (s)

Beniamin Stein - La tela - Ed. Keller - 2013 (pp. 176+186, 17). Un gioco di specchi evocato fin dall’intrigante copertina/verso e da una indicazione così espressa: “Due vie principali e sentieri secondari, che si intersecano, guidano attraverso il romanzo. A ogni svolta si trova un possibile punto di partenza degli eventi. Da dove inizierete a leggere dipenderà da voi o dal caso. Potete seguire il racconto fino a metà del libro e poi girare e ricominciare dall’altra parte”. (s)

Frediano Sessi - Il lungo viaggio di Primo Levi - Ed.Marsilio - 2013 (pp. 180, 16). Sebbene basata su elementi scarsamente verificabili seppur verosimili, l’opera è una delicata e attendibile ricostruzione del passaggio dal semplice sfollamento alla breve, dolorosissima operatività della squadra partigiana. (s)

Ivan Jablonka - Storia dei nonni che non ho avuto - Ed. Mondadori - 2013 (pp. 337, 22). Grazie al prezioso Libro della Memoria Yzkor-Buckh di Parczew (pubblicato in yiddish e in ebraico dai sopravvissuti di quello shtetl) e a testimonianze e poderose documentazioni, l’autore si è accostato alla materia con la perizia e gli strumenti dello storico-archeologo di professione. Non arretrando davanti a difficoltà insormontabili e non distogliendo lo sguardo davanti all’ORRORE. (s)

Nadia Fusini - Hannah e le altre - Ed. Einaudi - 2013 (pp. 160, 18). Profonde e colte riflessioni sullo sguardo femminile sul mondo. “Nel cuore del secolo scorso… tre donne diverse e lontane tra loro… si sono arrischiate in una riflessione sulla violenza, sul potere, sulla guerra: lo poterono fare perché donne … particolarmente sensibili alle questioni che quegli anni difficili posero alla mente, al cuore, alla carne di tutte le creature viventi.” RACHEL BESPALOFF, SIMONE WEIL e HANNAH ARENDT viste attraverso “l’angolo” di visuale di Virginia Woolf e la sensibilità dell’autrice che delle loro vite e del loro pensiero fa modestamente “un racconto”, sebbene in realtà di un raffinato e rigoroso saggio si tratti. (s)

Pierangela Di Lucchio - Tra identità e memoria. Viaggio nella comunità ebraica di Napoli - Ed. Clueb - 2012 (pp. 269, 26). Ricerca etnografica risultante in storie individuali e storie di famiglie, storia di una comunità di frontiera che non ha conosciuto il ghetto. “Ricostruzione brillante rigorosa, informata, di uno spaccato di una comunità metafora… di un luogo di incontro”. Tuttavia, come segnalato dalla stessa autrice (come suole accadere per qualsiasi ricerca fermatasi al momento della stampa) la situazione di questa comunità è notevolmente migliorata sia in materia di osservanza rituale che di presenza sul territorio.(s)

Vera Paggi - Vicolo degli azzimi. Dal ghetto di Pitigliano al miracolo economico - Ed. Panozzo - 2013 (pp. 270, 14). Curiosa per professione (giornalista) e abile ricercatrice, Vera Paggi ha voluto ricostruire la storia della sua famiglia, mettendo al centro la coppia dei nonni non conosciuti. Ebrei sefarditi, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, ma i cui discendenti numerosi e intraprendenti hanno saputo superare ostacoli affermandosi in svariati campi. (s)

Ber Dov Borochov - Il tempo che verrà - Ebrei tra Galut e Palestina - Ed. Salomone Belforte & C. - 2013 (pp. 130, 14). Tra i fondatori dei POALÈ ZION (partito operaio sionista), l’autore fu uno dei più importanti intellettuali russi del Novecento. Accompagnato dalla sapiente guida di Vincenzo Pinto il lettore potrà conoscere il pensiero di questo ebreo diasporico: “la sua difesa dei lavoratori ebrei, la critica alla politica culturalistica del Bund e il tentativo di conferire dignità alla lingua yiddish”, come pure la contrastata dicotomia tra sionismo e nazionalismo. (s)

Vladimir Ze’ev Jabotinsky - Un’edizione tascabile di alcuni racconti per lo più reazionari - Ed. Salomone Belforte & C. - 2013 (pp. 154, 14). La maestosa sinagoga ottocentesca di Odessa campeggia sulla copertina di questo volumetto, curato da Vincenzo Pinto, uno dei massimi studiosi italiani di sionismo e di identità ebraica. I personaggi, così poco ebraici, stanno appunto ad indicare la difficoltà di identificazione nell’ebreo diasporico. Figura centrale, per quanto discussa, del sionismo delle origini, Jabotinsky fondò l’Unione Mondiale dei Sionisti-Revisionisti e, dopo la morte prematura, è diventato il padre spirituale del partito liberal-conservatore di Begin: Herut. Giornalista e letterato, scrisse e viaggiò molto, godendo il piacere della lettura dei tascabili nelle carrozze imbottite e vellutate dei wagon-lit. Ironicamente si misurò anche con la brevità del racconto, che incuriosirà il lettore. (s)

Vanna De Angelis - Il bambino con la fionda - Ed. Piemme - 2013 (pp. 446, 18,50). Una storia di “terribile normalità”. Un bambino, lasciato solo nel ghetto di Varsavia dai genitori deportati, diviene parte del gruppo di ragazzine e ragazzini che costituirono “l’ultimo focolaio di resistenza del ghetto di Varsavia contro le truppe naziste. (e)

Bruno Apitz - Nudo tra i lupi - Ed. Longanesi - 2013 (pp. 461, 18,60). L’autore “romanza” la propria esperienza nel lager di Buchenwald a ricordo di quanti insieme a lui non sopravvissero. Pubblicato nel 1958 ebbe un grande successo internazionale e viene ripubblicato oggi completato da brani che erano stati modificati o eliminati dall’autore stesso. (e)

Terrence des Pres - Il sopravvivente. Anatomia della vita nei campi di morte - Ed. Mimesis - 2013 (pp. 188, 16). L’autore non ha fatto l’esperienza diretta del campo di concentramento ma ha incontrato molti sopravvissuti che ne hanno dato testimonianza e, sulla base di queste testimonianze personali, ha costruito e illustrato - da punti di vista diversi (antropologico, sociologico, psicologico, biologico, letterario) - la tesi per cui “la sopravvivenza è la capacità dell’uomo di resistere all’enorme pressione di una situazione di crisi costante, di sopportare i più atroci dolori del corpo e dell’anima eppure di mantenersi in vita senza perdere l’equilibrio e la propria umanità”. (e)

Massimo Giuliani - Il bastone di Mosè. Profezia e potere nel monoteismo ebraico - Ed. Il margine - 2012 (pp. 217, 15). Un libro sulle interpretazioni ebraiche del libro dell’Esodo con al centro la figura di Mosè e l’affermazione del monoteismo, “porta d’ingresso nella identità e nel destino dei figli d’Israele… la nascita di una comunità che riconosce come unico e solo sovrano quel Dio che l’ha tratta a libertà dalla schiavitù egizia e le ha dato, tramite un patto, la Torà (una legge di giustizia e di amore) come strumento di autogoverno”. (e)

Varian Fry - Consegna su richiesta. Marsiglia 1940-1941. Artisti, dissidenti ed ebrei in fuga dai nazisti - Ed. Sellerio - 2013 (pp. 311, 16). La prima edizione italiana di un libro pubblicato già nel 1945, ambientato nella Francia divisa in due dall’invasione nazista e costretta ad accettare la clausola della “consegna a richiesta” dei rifugiati ebrei o antinazisti. È la storia, narrata in prima persona dal Presidente dell’Emergency Rescue Committee, il comitato americano che si occupò di portare a salvamento i rifugiati intrappolati in Francia, personaggi famosi e persone comuni. Una riscoperta preziosa e un racconto appassionante come una storia di spionaggio. (e)

Hindi Rothbarth (P’uenach Goldstein) - La ragazza di Sighe. Da Auscswitz alla California: una storia di speranza - Ed. Paoline - 2012 (pp. 298, 17). Un’autobiografia vera e triste come tutte quelle dei sopravvissuti di Auschwitz, molto ben narrata e, alla fine, piena di speranza “Attraverso le mie sofferenze ho imparato il significato della parola ‘tolleranza’, della parola ‘compassione’, ho percepito la potenza che risiede in ognuno di noi in quanto individui e la straordinaria importanza della famiglia nella nostra vita. Ho realizzato che la felicità è solo uno stato mentale transitorio e che Dio ci ha dato gli strumenti necessari per usufruirne qualunque sia la condizione in cui ci troviamo”. (e)

 

A cura di Enrico Bosco (e)

e Silvana Momigliano Mustari (s)

Con la collaborazione

della Libreria Claudiana

    

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