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Ritorno

 di Reuven Ravenna

 

Presentimento. Partendo per un tuffo italiano di due settimane, ricordando esperienze passate, paventavo imprevisti/previsti eventi nei giorni della mia assenza. A Venezia, a Scola Spagnola, Shabbat Shelach Lekhà, sento una preghiera per tre ragazzi israeliani, rapiti nella notte di giovedì mentre facevano l’autostop, al bivio del Gush Etzion, dove studiavano, ritornando nelle loro rispettive case. L’indomani, per telefono, mia figlia, da Gerusalemme, mi conferma che Naftali Frenkel, è il nipote di Aviezri e Shaula Frenkel, nostri cari amici da anni. Il Prof. Aviezri, Premio Israele, è il padre del Progetto dei Responsi Rabbinici, computerizzati, pioniere della cibernetica in Israele, matematico e Talmid Chaham, mio maestro di Ghemarà ogni shabbat nel nostro bet ha-keneset prima della tefillà. Sono passato da Roma per tornare il 25 da Fiumicino. Una breve puntata al Portico d’Ottavia, dove domina un cartellone con i ritratti dei tre ragazzi. Mi informano che il Presidente Pacifici è appena partito, con una delegazione di solidarietà per Erez Israel. La stampa e la televisione italiane, riportano delle massicce ricerche da parte dell’esercito e delle forze di sicurezza per rintracciare i rapitori e i rapiti, sottolineando il composto atteggiamento delle famiglie, in primis delle madri, avvolte da un unanime abbraccio della società israeliana ed ebraica. Confesso che prevedevo una richiesta di scambi di prigionieri… Poi, rincasato, la tragica notizia del ritrovamento dei corpi dei ragazzi. Vado a Modiin al funerale. A mia memoria, non ho mai visto una folla come nelle assolate ore sulle colline di Modiin, dove i tre, provenienti da tre località circostanti, sono stati sepolti. Un’aura di lutto generale, al di là delle note divergenze che dividono il paese.

Il seguito. Il governo, presieduto dal premier, si riunisce per una reazione energica contro Hamas, organizzazione d’appartenenza degli individuati rapitori, finora uccelli di bosco, mentre da Gaza si rinnova il lancio, in escalation, dei missili verso le zone israeliane limitrofe. A Gerusalemme Est viene ritrovato il corpo di un ragazzo arabo; nel clima di atti anti-arabi, nei social media e nelle strade della capitale, benché non si siano esclusi altri moventi, c’è una grande probabilità che sia stata una vendetta da parte di estremisti ebrei. Un cruento “tag Mehir”…

Venerdì 4 luglio ore 14,40. Benché si stia prospettando un cessate il fuoco nella striscia di Gaza e dintorni, altri ordigni sono stati lanciati in mattinata. Si prospetta una azione di Zahal contro la roccaforte di Hamas. E si sono rinnovati i tumulti nei quartieri arabi gerosolimitani, in vista del funerale della giovane vittima palestinese, con scontri con la polizia.

Ritorno a casa, fisico e psicologico.

Reuven Ravenna