Europa

 

A volte ritornano: Dieudonné uno e due

 di Silvana Calvo

 

Nel manoscritto di un libro che Benjamin Sagalowitz ha redatto nel 1947 e che non è mai stato pubblicato, ma è rimasto chiuso fino ad oggi in una scatola dell’archivio di storia contemporanea del politecnico di Zurigo, si può leggere una cosa sorprendente: parlando dei diffusori dell’antisemitismo in Francia dopo il 1940 veniva citato testualmente "il ginevrino Georges Oltramare che si è dato lo pseudonimo di Charles Dieudonné".

Georges Albert Oltramare era un personaggio noto per il suo ruolo all’interno dei movimenti nazisti e fascisti svizzeri. Dal Dizionario Storico della Svizzera si apprende che egli è nato a Ginevra nel 1896, che interrotti gli studi di diritto si è dato al teatro e alla carriera letteraria: "Libellista celebre ma controverso, nel 1923 fu licenziato dal giornale [La Suisse] a causa delle biografie di carattere antisemita apparse nella seconda raccolta delle sue rubriche. Fondò allora Le Pilori, foglio satirico di orientamento antisemita pubblicato fino al 1940. Nella seconda metà del decennio 1920-30 tentò nuovamente la carriera di autore teatrale fra l’altro a Parigi e nel 1928-29 interpretò il ruolo di protagonista in alcuni film di Jean Choux". Fu anche fondatore di un partito "Ordine politico nazionale", movimento filofascista che nel 1932 confluì nell’ "Unione nazionale", un raggruppamento di partiti filonazisti di cui divenne il solo dirigente. Dal 1936 in avanti incontrò a più riprese Benito Mussolini. Quando i tedeschi invasero la Francia abbandonò la Svizzera e si stabilì a Parigi per mettersi al servizio degli occupanti nazisti. Lì rimase dal 1940 al 1944. Assunse lo pseudonimo Charles Dieudonné e si occupò di stampa e divenne un animatore di programmi radiofonici antisemiti. Dopo la guerra tornò in Svizzera dove scontò qualche anno di prigione per tradimento e messa in pericolo della sicurezza della Confederazione, mentre la giustizia francese, nel 1950, lo condannò a morte in contumacia. Passò i suoi ultimi anni nella Spagna franchista e nell’Egitto di Nasser. Morì in un incidente nel 1960.

È già molto strano che il comico Dieudonné M’Bala M’Bala che ai giorni nostri imperversa con i suoi spettacoli e le sue iniziative antisemite abbia assunto lo stesso pseudonimo di un antico esponente politico fascista che negli anni trenta e quaranta del secolo scorso si accaniva, come lui oggi, contro gli ebrei. Ma le "coincidenze" (se così si possono chiamare) non finiscono lì. Da quanto si può apprendere da un articolo pubblicato da JSSNews del maggio 2009, quando, intorno al 1930, si diede al cinema come attore, Georges Oltramare si scelse un nome d’arte: André Soral. Oggi esiste un Alain Soral: si tratta dell’amico e l’ideologo di Dieudonné M’Bala M’Bala. È tutto un concatenamento casuale oppure siamo di fronte a una specie di identità ideologica tramandata da una generazione all’altra?

Silvana Calvo

 

Balliamo (Joel Itman)