Ricordi

 

Fiammetta Falco Jona

 di Tullio Levi

 

Conobbi Fiammetta negli anni cinquanta, in uno di quei campeggi estivi della FGEI che costituivano l’appuntamento fisso ed imperdibile per tanta parte della gioventù ebraica italiana dell’epoca. La FGEI, in particolare quella del primo dopoguerra, ha inciso profondamente in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di farne parte, sia per l’impronta indelebile di un ebraismo cosciente e intensamente vissuto che essa ha lasciato, sia per la trama di relazioni interpersonali che essa ha sviluppato: relazioni interpersonali che si sono spesso trasformate in amicizie durature che hanno superato indenni il trascorrere del tempo. Credo di poter affermare che entrambe queste peculiarità fossero inscritte nella personalità di Fiammetta: sia quel certo modo di intendere il proprio impegno ebraico, sia quella molteplicità ed intensità di rapporti umani di cui io stesso mi sento di aver beneficiato.

Fiammetta era la più grande delle "tre sorelle Falco di Genova" e, nei miei ricordi di allora, la sua figura era sempre associata a quella di Renato Jona, suo amico d’infanzia, poi suo compagno di scuola e di università ed infine, dopo un lungo fidanzamento, suo marito, il compagno dell’intera sua vita.

Fiammetta era nata a Genova nel 1936 in una famiglia di commercianti di tessuti di origini piemontesi: papà dirigente di banca, mamma casalinga. Le leggi razziali costrinsero la famiglia Falco a rifugiarsi nell’entroterra ligure, dove ebbero la fortuna di incontrare la famiglia Cassinelli-Garibaldi, che con coraggio ed abnegazione si prodigò per la loro salvezza. Un aiuto che ha valso alla famiglia Cassinelli-Garibaldi il riconoscimento di Giusti tra le Nazioni da parte dello Yad Vashem.

Dopo la laurea in legge, Fiammetta insegnò a scuola per pochi anni perché, con la nascita dei due figli, Alberto e Davide, optò per dedicarsi interamente alla famiglia.

L’attività lavorativa del marito la portò prima a Milano (dal 1967 al 1973), poi a Napoli (dal 1973 al 1976) ed infine a Venezia (dal 1976 in poi). Ogni estate, tuttavia, ritornava nella terra d’origine, nella sua amata Bonassola, in quella casa e in quel borgo che costituivano il luogo di ritrovo di tutta la sua numerosa famiglia e il punto di riferimento per i tanti amici di una intera vita.

Fiammetta oltre che alla sua famiglia dedicò l’intera sua vita all’ebraismo e alle istituzioni ebraiche e divenne una delle colonne dell’ebraismo veneziano: fu Consigliera ed Assessore della Comunità Ebraica, Presidente della locale sezione dell’Adei, insegnante al Talmud Torà. Si occupò attivamente ed intensamente del Museo Ebraico di Venezia, sia curandone le collezioni, sia accompagnando le scolaresche in visita. Tutti ruoli che Fiammetta svolse con grande sensibilità, intelligenza ed altruismo, virtù queste che, unite all’ospitalità e alla cordialità, furono la sigla di tutta la sua vita. Fu membro del Consiglio Nazionale dell’ADEI e nel 1984 le venne conferita la "spilla d’oro".

La sua determinazione le ha permesso di combattere per quasi 15 anni le patologie che l’hanno colpita, senza scalfire la sua gioia di vivere e il suo ottimismo. Fiammetta si è spenta serenamente poco dopo aver celebrato nella sua casa di Venezia un ultimo seder di Pesach con tutta la sua famiglia: marito, figli, nuore, nipoti e una delle sue sorelle con la rispettiva famiglia.

Chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerla la ricorderà sempre con stima, affetto e, mi sia concesso, come donna di gran classe; che il Suo ricordo sia in benedizione.

Tullio Levi


 

Fiammetta Falco Jona

 

 

   

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