Ricordi

 

Bianca Guidetti Serra

 

Il 24 giugno, all’età di quasi 95 anni (li avrebbe compiuti il prossimo agosto) è morta Bianca Guidetti Serra.

Oltre che un’amica - ne riparleremo - Bianca Guidetti Serra è stata un grande personaggio: nelle relazioni personali, nella vita pubblica (è stata Deputato della Repubblica e Consigliere Comunale della sua città, Torino), nella professione di avvocato si è sempre posta l’obiettivo della "giusta causa"; potremmo dire ebraicamente che il suo costante riferimento è stato il tikkun ‘olam, la riparazione del mondo dalle ingiustizie degli uomini e delle leggi: riparazione iniziata, ancora studentessa, con lo strappare dai muri i manifesti antisemiti, proseguita con l’attività coraggiosa e intelligente durante la Resistenza, e poi nella pratica della professione con l’appassionata difesa delle donne, dei lavoratori, della salute nelle fabbriche, dell’infanzia. E nei suoi libri, in cui ha trasfuso le sue esperienze e la sua passione.

Bianca Guidetti Serra ha vissuto in un periodo in cui i rapporti sociali, i rapporti all’interno della famiglia, i rapporti politici hanno subito profondi cambiamenti, che imponevano delle scelte: lei è stata sempre presente, la sua scelta è stata sempre la giustizia e la tutela dei deboli, degli emarginati, di chi non detiene il potere. Il patrocinio penale l’ha vista tra i protagonisti di processi che hanno avuto risonanza anche fuori dalle aule giudiziarie: la banda Cavallero, le schedature FIAT, il processo contro le Brigate Rosse, le iniziative penali contro le "fabbriche della morte" IPCA e ETERNIT.

Nella sua autobiografia, pubblicata da Einaudi nel 2009 con il titolo (non scelto da lei) Bianca la rossa, sono ricordati, - collegati alla sua attività politica e professionale - episodi e situazioni che hanno segnato la vita del nostro paese: le lotte dei contadini meridionali, con i morti di Avola e Battipaglia, la rivolta nelle carceri, il ’68 studentesco, l’"autunno caldo", le stragi di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia a Brescia, del treno "Italicus", della stazione di Bologna: nulla della nostra recente storia le era stato indifferente. E ricordiamo ancora la sua partecipazione ad una delegazione femminile che visitò, nella Spagna di Franco del 1959, le carceri in cui erano rinchiuse le donne oppositrici della dittatura, o quando accompagnò, nella qualità di avvocato, i genitori di un carcerato politico in Paraguay, nel 1979 (ne riferisce in Storie di giustizia, ingiustizia e galera).

In Bianca la rossa Bianca Guidetti Serra affermava che la sua vera introduzione alla politica furono le leggi razziali, che la avvicinarono ad amicizie con coetanei ebrei che avrebbero segnato la sua vita (quali Alberto Salmoni, che sposerà dopo la fine della guerra, Primo Levi); in una precedente pubblicazione (Storie di giustizia, ingiustizia e galera) ricordava l’ultimo incontro con Emanuele Artom in val Germanasca alla vigilia del grande rastrellamento in cui Emanuele sarebbe stato catturato; a lei Primo Levi inviò la cartolina gettata dal vagone che lo trasportava ad Auschwitz, e indirizzò Lorenzo Perrone, l’operaio torinese conosciuto nel lager, per comunicare alla famiglia sue notizie.

Mancherà a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla.

HK

Bianca Guidetti Serra con Primo Levi a Cortina nel 1940

 

   

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