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Shoah, modernità e male politico

 

Il volume, come spiegano i curatori Renata Badii e Dimitri d’Andrea nell’introduzione, "nasce dall’intento di offrire una panoramica quanto più esaustiva possibile sulle principali interpretazioni della Shoah che sono state elaborate nel dibattito internazionale dal dopoguerra ad oggi invitando studiosi di nazionalità e ambiti disciplinari diversi a confrontarsi sulla storia di questo evento e sulla rilevanza - culturale, politica, morale - che esso è venuto ad acquisire per il mondo contemporaneo". I temi erano stati dibattuti nel Convegno internazionale organizzato dalla Regione Toscana (lo ricorda nella prefazione il Consigliere per la politica della memoria Ugo Caffaz) in occasione della Giornata della Memoria 2012.

Non è possibile nel breve spazio di una recensione commentare singolarmente gli interventi, tutti di profondo interesse e sollecitatori di riflessione; d’altra parte non è neppure possibile, e forse sarebbe anche ingiusto, certamente riduttivo, estrapolare singole frasi o riflessioni da testi complessi.

Per invitare alla lettura del libro, lettura che si consiglia con convinzione e che sicuramente arricchirà il lettore, offriamo l’elenco degli autori con brevi accenni sull’argomento trattato.

Sul dibattito storiografico Enzo Collotti (La Shoah tra storiografia e divulgazione), Christopher H. Browning (in Contestualizzare la Shoah esamina la neutralizzazione delle inibizioni morali indotta dal nazismo), Omer Bartov (propone il dubbio se La Shoah sia stata un obiettivo di guerra o un ostacolo alla vittoria), Christoph U. Schminck-Gustavus (Il coinvolgimento della magistratura tedesca nel nazismo e l’indulgenza applicata in alcuni processi degli anni Sessanta), Simone Duranti (GUF e strutture finalizzate alla diffusione dell’antisemitismo nell’Ateneo fiorentino).

Nella seconda parte, che tratta il tema della "condizione umana dopo il male radicale" Zygmunt Bauman offre le sue riflessioni sulla Modernità del male, osserva come nasce e si realizza ogni impresa genocidiaria, come i comportamenti umani possono essere condizionati; Alberto Burgio (in Il conflitto tra morali nella Germania nazista considera la rivoluzione etica che giustificava, in nome dei nuovi valori portati dal nazismo, le pratiche discriminatorie), Fabio Dei (La grammatica della violenza, tra storia e scienze sociali considera la violenza come costruzione culturale del nazismo), Massimo Giuliani (La misura delle responsabilità dopo Auschwitz con riflessioni sulla natura umana, sulla coscienza, sull’avanzamento della tecnologia), Roberto Esposito (Nazismo e Shoah sulla tanatopolitica del regime nazista); Susan Neiman (Ripensare il male dopo Auschwitz: il titolo provocatorio dell’intervento è "Senza cattive intenzioni" riferito alla mancanza di coscienza in tanti corresponsabili del risultato delle proprie azioni).

Sono raccolti sotto il titolo "Auschwitz come ‘frattura di civiltà’: la coscienza contemporanea di fronte alla Shoah" gli interventi di Annette Wieviorka (in Di che cosa Auschwitz è il nome? propone Auschwitz come la metonimia di tutte le vittime di tutti i genocidi e i crimini di massa, riflette sulle sue visite al campo di sterminio, sulla trasformazione del campo in un museo); Diego Guzzi (In Se questo è un luogo, ricorda come in Europa ci è voluto circa un quarto di secolo perché "la specificità della Shoah diventasse un patrimonio condiviso"); Stefano Raimondi (la poesia nonostante tutto, nonostante il tutto: la poesia al tempo di Auschwitz come testimonianza e come sopravvivenza, una poesia che diffida del bello per essere vera); Andrea Minz (Trauma, melodramma, memoria ripercorre la produzione cinematografica sulla Shoah); Tullio Seppilli (Razzismo e "costruzione del male": una riflessione antropologica sugli stereotipi e pregiudizi, sulle condizioni soggettive e oggettive da cui essi si creano, su cosa ci ha insegnato la Shoah, ed esamina anche la situazione oggi nel nostro paese); Enrico Donaggio (Spremere i cervelli, accarezzare i cuori: come affrontare l’argomento "Shoah" nella scuola? come vincere l’indifferenza? come agire perché questo dolore un giorno vi sia utile?).

pd

     

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