Libri

 

Rassegna

 

Adachiara Zevi - Monumenti per difetto. Dalle Fosse Ardeatine alle pietre d’inciampo - Ed. Donzelli, 2014 (pp. 226, 21) Nel settantesimo anniversario della strage delle Fosse Ardeatine l’autrice si sofferma a riflettere sulle varie modalità in cui l’architettura si è fatta portatrice di memoria, tracciandone un percorso diacronico, sgranato nel tempo e declinato secondo varie sensibilità: una pluralità di linguaggi approdata al concetto di "museo diffuso" con le Stolpersteine. In contrasto con le rappresentazioni fredde, distanti, ufficiali e recintate, si interviene sul territorio per una memoria riaccesa da ogni singolo passante che, con nomi, date e indirizzi, riesce concretamente a personalizzare la Storia, riconducendola al singolo individuo vittimizzato. (s)

Bo Lidegard - Il popolo che disse no - Ed. Garzanti, 2014 (pp. 455, 28) "La fuga degli ebrei danesi fu possibile perché questi ultimi agirono di loro iniziativa… la società danese si rivoltò, in maniera tempestiva, coerente e determinata contro l’idea stessa alla base della persecuzione dei propri connazionali… un principio ancorato ai precedenti dieci anni di politica antiautoritaria danese: chiunque si dichiarava parte della democrazia apparteneva alla comunità". Questi i principi in cui i danesi, insieme con i bulgari, si distinsero dal resto degli europei e, in virtù dei quali, la famiglia Meyer (dieci persone) si salvò e poté contribuire alla conoscenza dei fatti con quattro meticolosi diari, redatti in quei terribili giorni, da membri diversi per ruolo, sesso ed età. (s)

Nuccio Franco - Il sogno di Safiyya - Ed. Arkadia, 2013 (pp. 166, 15) Storia di un amore non ordinario ma non improbabile, avvincente come un thriller al cui centro sta l’incontro tra mondo ebraico e mondo arabo, l’incontro tra una donna e un uomo accomunati, oltre che dal dovere, da un sogno ancora irrealizzabile. (s)

Emmanuel Lévinas - Martin Buber - Ed. Castelvecchi, 2014 (pp. 55, 7,50) Confronto tra i due pensatori sull’indispensabilità del dialogo tra un essere e l’altro, tra l’Umanità e il Creatore, "Tra l’Io e il Tu nessuna struttura concettuale, nessuna incomprensione, nessuna fantasia… nessuno scopo, nessun desiderio, nessuna anticipazione. Ogni mezzo è ostacolo. Solo quando ogni mezzo scompare può prodursi l’incontro". Ma tra i due interlocutori vi è parità oppure la dimensione etica comincia quando l’Io percepisce il Tu al di sopra di sé? Comune ai due grandi filosofi è il concetto di conoscenza quale base dell’etica. (s)

Elisabeth Gilles - Un paesaggio di ceneri - Ed. Marsilio, 2014 (pp. 170, 16,50) Molto più di un’autobiografia, quest’opera rappresenta la ricognizione di un’epoca e consiste nel tentativo di afferrare la verità della propria esistenza. La figlia di Irène Némirowsky mostra un talento narrativo ed una capacità critica non inferiori a quelli della sua perduta madre. (s)

Antonio G. Iturbe - La biblioteca più piccola del mondo - Ed. Rizzoli, 2013 (pp. 483, 18) Mescolando sapientemente quanto ormai si conosce sui lager nazisti e, nello specifico, sul Blocco 31 di Birkenau, l’autore, direttore della rivista spagnola per bambini Qué leer, costruisce un romanzo attorno al valore formativo della lettura e dello studio, specie in situazioni estreme: fuga dalla realtà e speranza di vita nel futuro. (s)

Eduardo Halfon - Il pugile polacco - Ed. Rubettino, 2014 (pp. 122, 12) L’identità ebraica rimossa, ma riaffiorante nei luoghi e nelle situazioni più impensate, resta saldamente ancorata alla figura del nonno col numero "di telefono" tatuato sul braccio e sul suo pugile polacco. Un Sudamerica innervato dall’immigrazione europea, vitale ed effervescente quanto il Caribe raccontato da Gabriel Garcia Marques, offre materia per racconti brevi che paiono essere la forma narrativa perfetta per questa scrittura densa ed efficace; per l’autore si tratta del "suo piccolo regno" profondo e poetico. (s)

Nava Semel - Testa storta - Ed. Salomone Belforte & C, 2013 (pp. 252, 22) Abile intreccio narrativo di una scrittrice israeliana che ambienta la sua storia in Piemonte, nel cuneese e precisamente a Borgo San Dalmazzo, località che vide il tragico passaggio di disperati in fuga dalla barbarie nazi-fascista. Se l’apparenza del testo dovesse trarre in inganno il lettore, questi viene subito ricondotto sulla giusta chiave interpretativa: "Perché questo plico di pagine finge di essere un libro per bambini? Perché non tutti i racconti aventi per protagonisti un bambino sono destinati all’infanzia… e ogni protagonista è stato una volta bambino" così come lo è stato ogni lettore. (s)

Silvia Haia Antonucci - Un amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma - Ed. Esedra, 2014 (pp. 191, 20) Tesi di dottorato di ricerca pregevole per la molteplicità degli ambiti approfonditi e offerti al pubblico dei lettori su di un personaggio poliedrico e significativo per la comunità ebraica romana. Salvatore Fornari concorse, tra l’altro, alla creazione del Museo Ebraico di Roma e ne divenne il primo direttore: ovviamente esperto di arte e di cultura, coltivava molte passioni tra cui quella per la fotografia storica e la poesia in dialetto giudaico-romanesco. Silvia H. Antonucci offre un’ampia ricognizione di tutte queste attività, inserite nel contesto della storia novecentesca, insieme con una ricca messe di foto d’epoca della collezione privata donata al Museo Ebraico. (s)

Pietro Scarnera - Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi - Ed. Comma 22, 2013 (pp. 240, 14) Impresa da non sottovalutare quella di tracciare il ritratto di una personalità complessa e schiva come quella di Levi attraverso un graphic novel! La scarna immediatezza del segno e la sintetica verità delle didascalie come pure dei fumetti, basati su fotografie, copertine dei libri pubblicati e su quanto esplicitamente detto o scritto da Levi, costituiscono un testo da consegnare ai giovani, con la consapevolezza di fornire un contributo alla conoscenza del personaggio, nelle sue varie sfaccettature e nei vari ambiti in cui ha operato: testimone, chimico, letterato. Un contributo alla conoscenza di un "essere umano speciale". (s)

Edith Bruck - Il sogno rapito - Ed. Garzanti, 2014 (pp. 113, 14,90) Un romanzo apparentemente "al femminile". In realtà, a partire dal suo primo testo del 1956 "Chi ti ama così", Edith Bruck continua ad addentrarsi e a sondare le pieghe dei tormenti che accompagnano i sopravvissuti alla Shoah. A strazio si somma strazio per il perdurare dell’odio e dell’ingiustizia in un mondo in cui vittime e carnefici non sono oggetto del giudizio morale che loro spetta. Un romanzo d’amore che incita all’amore universale contro i mali del mondo e, nello specifico, alla comprensione e alla tolleranza reciproca tra il popolo di Israele e quello della Palestina. (s)

Myriam Pressler - Un libro per Hanna - Ed. Il Castoro - 2014 (pp. 302, 15,50) L’autrice avrebbe voluto scrivere la biografia della Hanna che aveva conosciuto in un kibbutz israeliano dove era giunta dalla Germania dopo essere fuggita in Danimarca al tempo della persecuzione nazista e, successivamente, deportata a Theresienstadt a seguito dell’invasione tedesca di quel Paese. Non avendo potuto farlo per la mancanza di informazioni precise e di riscontri documentali, ha deciso, dopo la sua morte, di scrivere questo romanzo, ispirato ai ricordi delle conversazioni avute con lei: "Non potevo scrivere un libro su Hanna, ormai è troppo tardi, allora ho scritto un libro per Hanna". (e)

Bruno Segre - Israele la paura la speranza. Dal progetto sionista al sionismo realizzato - Ed. Wingsbert House - 2014 (pp. 253, 18) Il volume raccoglie una scelta degli scritti che l’autore ha pubblicato su varie testate periodiche dal 1970 al 2013, tutti dedicati allo scorrere delle vicende politiche e culturali di Israele e del Medio Oriente. Tali contributi sono stati disposti in ordine cronologico per "offrire ai lettori, soprattutto a quelli più giovani, la possibilità di apprezzare i cambiamenti, per molti versi radicali, intervenuti nel corso degli anni, nell’intimo della multicultura degli israeliani nei rapporti tra Israele e la diaspora ebraica (in particolare la grande diaspora nordamericana) e tra Israele e il più ampio mondo". In particolare, a giudizio dell’autore, il percorso dimostra come delle due componenti originarie del sionismo, l’una puntata sulla speranza in un futuro di pace e l’altra sul mantenimento e accrescimento della sicurezza del nuovo Stato, la seconda abbia man mano prevalso sulla prima impedendo, di fatto, la pacifica soluzione del conflitto israelo-palestinese. (e)

Fulvio Canetti - Guerra e Shoà. Frammenti di memoria - Ed. Terra santa (pp. 94, 12,90) Quattro brevi scritti, sospesi tra memoria storica e ricordi personali, che l’autore rilascia a testimonianza di quanto ha dovuto patire nella sua infanzia a causa delle persecuzioni razziali, sofferenze che si è portato dietro nell’età adulta come ricordi ossessivi: "Scrivere di queste cose è stato per me durissimo e, allora, perché farlo? Chiunque volti le spalle o chiuda gli occhi di fronte alla Shoà offende non solo la memoria delle vittime che gridano ‘Giustizia’ ma l’uomo stesso creato a immagine di D-o". (e)

David Limentani (a cura di Laura Costantini) - Il cocciaro del Papa. Storia di una famiglia di mercanti ebrei - Ed. Giubilei Regnani (pp. 133, 15) Partendo da un evento del tutto insolito - l’incontro con il papa Giovanni Paolo II che favorisce la storica visita del Papa alla Sinagoga di Roma - si snoda l’autobiografia, scritta in prima persona, dell’autore "la mia storia di ebreo, di romano, di cocciaro del Papa" (cioè fornitore di stoviglie pregiate per il Vaticano) e della sua famiglia attraverso la storia, antica e moderna, degli ebrei romani fino ai giorni nostri. Una lettura dilettevole sia per il contenuto sia per lo stile. (e)

Barbara Raggi - Baroni di razza. Come l’Università del dopoguerra ha riabilitato gli esecutori delle leggi razziali - Editori Internazionali Riuniti - 2012 (pp. 216, 22,90) Sotto il titolo, emblematico, l’autrice presenta la sua puntigliosa ricerca sui professori universitari che non solo non si sottrassero al giuramento di fedeltà a Mussolini (come i dodici professori ricordati nel bel testo di Giorgio Boatti Preferirei di no, Ed. Einaudi 2001-2010) ma che furono poi rapidamente riabilitati e riconquistarono la cattedra universitaria o altri prestigiosi incarichi nell’Italia repubblicana afflitta da una rara prontezza nel dimenticare o nel nascondere quanto avvenuto nel ventennio fascista e, in particolare, l’antisemitismo culminato nelle leggi razziali e nelle deportazioni. Alcuni, addirittura, non solo furono riabilitati ma completarono la propria carriera occupando posti di rilievo nel nuovo Stato. Nell’ultimo capitolo è riportato un impietoso confronto con quanto invece si è verificato in Germania sia nel processo di denazificazione sia, successivamente, nella ricostruzione e nel mantenimento della memoria. (e)

Gerhard Kittel, Martin Buber (a cura di Gianfranco Bonola) - La questione ebraica. I testi integrali di una polemica pubblica - Ed. Dehoniane Bologna - 2014 (pp. 169, 15) Il volume contiene i testi della polemica, resa pubblica, innescata in Germania dallo scritto Die Judenfrage del teologo protestante Gerhard Kittel, pubblicato nel 1933 (pamplhet di cui Gershom Scholem ebbe a scrivere: "Tra tutti i documenti infami prodotti dallo zelo dei professori… è di sicuro uno dei più infami") e che viene per la prima volta qui presentato nella traduzione integrale. Tra le risposte polemiche è riportata, in particolare, quella di Martin Buber che il Kittel aveva citato personalmente nel suo libello. La principale tesi esposta dal teologo era quella di trattare gli ebrei tedeschi come "stranieri con sede in Germania" privandoli della cittadinanza e di tutti i diritti alla stessa connessi ma nello scritto traspare chiaramente la sua piena adesione alle concezioni naziste. L’autore, nonostante la difesa del proprio scritto come tentativo di perseguire l’attuazione del male minore per gli ebrei tedeschi evitandone di maggiori (poi puntualmente verificatisi) restò totalmente isolato fino alla morte avvenuta nel 1948. (e)

Gunter Stemberger - Introduzione all’ebraistica - Ed. Morcelliana - 2013 (pp. 192, 20) "L’ebraistica è lo studio scientifico della storia, della cultura e della religione dell’ebraismo dai suoi primordi biblici fino ad oggi". Come promesso dal titolo, questo manuale, per la sua chiarezza completezza e concisione, costituisce veramente una lettura necessaria per chiunque voglia iniziare lo studio dell’ebraistica o, comunque, anche solo impadronirsi agevolmente delle nozioni base di questa disciplina sullo sviluppo nel tempo storico di tutto quanto concerne l’ebraismo. (e)

Riccardo Calimani - Storia degli ebrei italiani. Dal XVI al XVIII secolo (Vol. II) - Ed. Mondadori - 2014 (pp. 598, 28) Secondo volume della ponderosa ricerca storica dell’autore sulla storia degli ebrei in Italia dal XVI al XVIII secolo, tre secoli che iniziano con l’espulsione degli ebrei nel 1492 dalla penisola iberica e dai domini spagnoli e si concludono, alla fine del ’700, con la Rivoluzione francese, l’impero di Napoleone e la Restaurazione. In Italia, in particolare, in questo periodo si registrano la redistribuzione territoriale degli insediamenti ebraici, l’influenza dell’Inquisizione e della Controriforma, la comparsa dei Marrani e la nascita dei ghetti (a partire da quello romano nel 1555) ma anch’esso, come il periodo precedente, è caratterizzato dalla sorprendente vitalità delle Comunità ebraiche. (e)

Cristiana Facchini - Infamanti dicerie. La prima autodifesa ebraica dell’accusa del sangue - Ed. Dehoniane Bologna (EDB) - 2014 (pp. 132, 12) Sotto il bel titolo, l’autrice presenta un breve saggio connesso all’accusa del sangue rivolta contro gli ebrei (questione riproposta nel 2008 dal controverso libro di Ariel Toaff, Pasque di sangue) ma precisa che affronta il tema "… da un angolo prospettico quasi del tutto sconosciuto o comunque poco indagato, analizzando alcune delle prime apologie ebraiche contro l’accusa del sangue che furono redatti proprio in età moderna". In particolare, essa tratteggia i capisaldi di questa apologia critica commentando i libri di due autori ebrei, il Vindix sanguinis (pubblicato nel 1680) di Isaac Viva (sotto il cui nome pare celarsi un esponente del patriziato padovano, Yishaq Cohen Contarini) e il Las ecelencias de los Hebreos (stampato nel 1679) di Isaac Cardoso. Libretto soprattutto interessante per gli studiosi di storia ma che si legge piacevolmente da tutti. (e)

Elena Loewental - Un’annunciazione. La risata di Sara - Ed. Effatà - 2014 (pp. 73, 6) Un’altra ottima iniziativa della Editrice Effatà: nella nuova collana intitolata "Scrittori di Scrittura", vengono proposti libretti contenenti brani biblici nella traduzione dall’originale ebraico o greco, accompagnati dalla versione che ne danno diversi autori e dall’introduzione esegetica di un ebraista. In questo volumetto l’autrice colora a suo gusto l’episodio dell’annuncio ad Abramo della prossima maternità di Sara. (e)

Serena Di Nepi - Sopravvivere al ghetto. Per una storia sociale della comunità ebraica nella Roma del Cinquecento - Ed. Viella - 2013 (pp. 262, 27) Nell’anno 1555 il pontefice Paolo VI emanò una bolla con la quale istituiva nello Stato della Chiesa i ghetti in cui dovevano rinchiudersi gli ebrei. Questa ricerca di storia sociale ricostruisce gli sforzi fatti dalla Comunità ebraica romana per mantenersi coesa e indisponibile, nonostante le forti pressioni di proselitismo, alla assimilazione e, in particolare, la fase iniziale della reazione, della riorganizzazione e delle risposte date dagli ebrei e, soprattutto, dalla loro classe dirigente formata in gran parte dai rabbini. La ricerca si basa, essenzialmente, sui rogiti dei notai ebrei del tempo e approda alla constatazione di una "società dinamica e reattiva, capace di trovare e difendere posti, ruoli e funzioni all’interno di un mondo fortemente ostile ma in cui spazi di sopravvivenza erano comunque possibili". Lettura interessante soprattutto per gli studiosi di storia sociale ebraica. (e)

Charles Lewinsky - Un normalissimo ebreo - Ed. Abendstern - 2012 (pp. 100, 14) Un lungo monologo, adatto anche a essere recitato in teatro, sull’impossibilità di vivere in Germania, dopo la Shoah, come "ebreo tedesco" e non come "ebreo residente in Germania": "Un normale ebreo in Germania è come un normalissimo rinoceronte nero in Africa". Ciò in quanto l’ebraismo non è soltanto una religione ma pone, essenzialmente, una questione di identità per cui "… lo sforzo dell’ebreo di inserirsi da uguale in una società nazionale e religiosa preesistente è impossibile anche se la legge gliene dà il diritto". Ciò non dipende solo dall’antisemitismo ancora diffuso perché la differenza tra un antisemita e un filosemita - dice l’autore - è che "l’antisemita ti strozza, il filosemita ti abbraccia. E, in entrambi i casi, a me manca l’aria". Lettura interessante, da non perdere. (e)

Benedetto Musolino - Gerusalemme ed il popolo ebreo (con un saggio introduttivo di David Meghnagi) - Ed. Libri Liberi - 2013 (pp. 355, 25) Personaggio, autore e libro ingiustamente dimenticati, Benedetto Musolino fu un esponente importante del nostro Risorgimento, garibaldino della prima ora, deputato dal 1864 al 1881 e poi senatore nel nuovo parlamento italiano nel 1883, autore di un’altra importante opera nella quale polemizza con Mazzini ("Giuseppe Mazzini e i rivoluzionari italiani") pubblicata soltanto nel 1982. In quest’opera, scritta nel 1851, pubblicata soltanto nel 1951, l’autore presenta un particolareggiato progetto sionista di ricostituzione di uno Stato ebraico in Palestina molti anni prima del libro di Teodoro Herzl, considerato il padre del sionismo. Grande merito all’editore che oggi ripresenta al pubblico quest’opera complessa e interessante, indispensabile per gli storici. (e)

Theodor Herzl - Das Neue Ghetto. Il nuovo Ghetto - Ed. Arcipelago - 2012 (pp. 327, 20) Non tutti sanno che Herzl, prima che scrittore politico e organizzatore del Sionismo, fu anche autore di testi narrativi e teatrali. Il dramma riportato nel volume segna - come ampiamente illustrato nella lunga e corposa prefazione della curatrice - un momento importante nella vita e nel percorso politico che condurrà l’autore alla pubblicazione de Lo Stato ebraico, quello in cui Herzl si rende conto che il superamento della segregazione nelle mura del ghetto non ha significato anche la fine dell’antisemitismo e il riconoscimento agli ebrei di uguali diritti, e che gli stessi rimangono ancora chiusi nel "nuovo ghetto" le cui mura invisibili sono rappresentate dalla mancata acquisizione dell’ugua-glianza sociale e politica con gli altri cittadini. Al di là di questo significato politico, il dramma conserva la freschezza della composizione e la tragicità della vicenda trattata e, pertanto, si legge volentieri. (e)

Giulio Meotti - Ebrei contro Israele - Ed. Belforte - 2014 (pp. 111, 14) Una difesa di Israele e della sua politica "senza se e senza ma" contro tutti "… gli ebrei che odiano Israele… ebrei che odiano gli ebrei", indicati, in questo libro, uno per uno da Kreisky a Marx passando per la Arendt e Primo Levi fino a Gad Lerner, Paolo Mieli, Sergio Luzzatto e Stefano Levi Della Torre… Un delirio di accuse e accusati totalmente acritico che non risparmia nulla e nessuno. (e)

Arianna Szorenyi - Una bambina ad Auschwitz - Ed. Mursia - 2014 (pp. 111, 13) "Ho 80 anni e sono una delle più giovani sopravvissute. Se non trasmetto ora queste memorie, quando?": così, parafrasando il più celebre testo di Primo Levi, l’autrice conclude questa sua autobiografia, scritta come dovere morale di testimonianza perché "chi alzerà la propria voce indignata, offesa, quando, fra non molto, non ci sarà più alcun testimone?". Un storia terribile scritta ancora con la semplicità della bambina travolta da un seguito di eventi tragici e per lei incomprensibili ma sopravvissuta grazie alla forza d’animo che ha dimostrato anche nel lasciare questa testimonianza. (e)

Pardo Fornaciari - L’Universo minore. Confino, internamento, concentramento, deportazione degli Ebrei. Le responsabilità italiane ed il caso di Pistoia - Ed. Erasmo - 2014 (pp. 103, 8) Parafrasando il titolo del libro di David Rousset che per primo parlò di "Universo concentrazionario", l’autore chiama "Universo minore" l’insieme dei provvedimenti assunti dal fascismo italiano, in particolare dalla RSI, nei confronti degli ebrei ad imitazione di quelli, ancora più gravi, dei nazisti. Una denuncia che diventa accorata ricordando i nomi degli ebrei arrestati a Pistoia e provincia. (e)

Gianni Fresu - Eugenio Curiel. Il lungo viaggio contro il fascismo - Ed. Obradek - 2013 (pp. 301, 20) Una biografia "umana e politica" ma, per la verità più politica che umana, della vita spezzata a soli 33 anni di questo intellettuale triestino "… antifascista convinto, che subì arresto, condanna e confino e poi partecipò attivamente alla Resistenza; che, infine, fu ucciso pochi mesi prima della liberazione in modo brutale e tragico… gli fu assegnata una medaglia d’oro al valor militare alla memoria" ma di cui oggi "… è rimasto ben poco nella memoria collettiva del Paese". Una ricerca analitica e completa sulla persona e sulle vicende politiche del periodo in cui visse. (e)

Emma Mc Evoy - Nella terra di nessuno - Ed. Nutrimenti - 2014 (pp. 214, 16) Le vite strettamente intrecciate di un ebreo israeliano e di un israeliano arabo, che scelgono due strade opposte a quelle cui li spingerebbe l’educazione loro impartita, narrate con grande partecipazione dall’autrice che ha vissuto otto anni in un Kibbutz al confine con il Libano. (e)

 

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Mustari (s)
Con la collaborazione
della Libreria Claudiana

 

 

Galleria d'arte di Chanukkàh (Joel Itman)

 

    

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